La Triste Storia di un Piano di Investimento

arra

Passiamo anni a risparmiare qualche centinaio di Euro ogni mese ignorando completamente l’idea di diventare  milionari. Facciamo qualche piccolo sacrificio per la pensione, per i figli, per la casa, per le spese quotidiane. Curiamo come una reliquia d’epoca il nostro piano di investimento lucidandolo tutti i mesi e buttandogli un’occhiatina tutti i giorni speriamo di vedere sempre numeri verdi.

Poi un bel giorno cominciamo a guadagnare tanto, le performance diventano in doppia cifra e il  deposito titoli lievita settimana dopo settimana. Viene attivata la parte del cervello stimolata dalle sostanze stupefacenti come la cocaina o la morfina ed allora la nostra mente comincia a farsi dei viaggi incredibili senza considerare che la fortuna prima o poi si rivolterà contro di noi.

Cominciamo a sognare la nuova automobile (prima una Volkswagen poi una Mercedes senza disdegnare il sogno proibito della Porsche), il nuovo smartphone top di gamma (se i soldini giocati in borsa sono pochi), oppure la casa al mare e perché no anche quella in montagna (infischiandosene se il prossimo governo reintrodurrà la tassa sugli immobili, meglio sfruttare i tassi bassi della Bce finchè ci sono).

Cominciamo a fare  regali ai nostri cari con leggerezza senza pensarci su 10 volte come siamo soliti fare; tanto il budget di spesa si è allargato e si vive una volta sola.

Decidiamo di andare a pranzo con la famiglia in quel bel ristorante sulla spiaggia. Chi se ne frega se il mare è a 300 chilometri da casa e la benzina la facciamo in autostrada facendoci spennare per bene.

Siamo propensi anche a  fare ripetute scommesse sulle partite di calcio (puntando sull’effetto capitalizzazione composta del nostro capitale!), compriamo scarpe e vestiti prima dei saldi e la vacanza l’anno prossimo la si fa come minimo ai Caraibi magari dopo una settimana a New York.

E poi i figli. Giochi? Tutti quelli che volete, ma solo se sono atossici e made in Sweden mi raccomando. Vuoi fare il corso di danza? Certo, ma ti iscrivo anche a quello di inglese e perché no pure quello di teatro e di coding perché per noi ora la cultura è diventata fondamentale. E dalla via che ci sono ti compro pure l’iPad, altre che sottomarche cinesi.

Il mondo ci sembra talmente bello che tutti i problemi sono risolvibili ed allora via che investiamo altri soldi in borsa, magari proprio quelli che servivano per andare sabato prossimo all’Ikea a comprare l’armadio della camera da letto.

Poi un bel giorno, presi in questa orgia di denaro che vuole solo stare nelle nostre tasche, i mercati finanziari fanno un botto tremendo, cominciano a scendere. Confidando nella solita correzione salutare, cominciamo però a guardare sempre meno il nostro deposito titoli sullo smartphone, fino a non guardarlo affatto per scaramanzia. In ogni notizia dei TG vediamo una congiura pubblica che mira a destabilizzare le nostre ricchezze; tendiamo a diventare molto Renzi boys dando dei gufi a chi sta minando alla base le fondamenta di questo paese con il suo pessimismo. E’ colpa di questa gentaglia se il mio patrimonio si sta sbriciolando diciamo.

Ogni settimana che passa è un calvario. Cominciamo a rinunciare ai primi benefit potenzialmente acquisiti (ma mai comprati visto che il take profit non sappiamo neanche cos’è). Vabbè invece del Mercedes mi compro una Citroen e poi una coreana, no una Dacia. Bambini la cultura è importante e quindi oggi si va al cinema, per i corsi ci pensiamo un attimo, vediamo come saranno i vantaggi fiscali l’anno prossimo. Per le vacanze meglio stare vicini non si sa mai con tutto questo caos globale e poi l’Italia è il paese più bello del mondo, meglio ancora se vissuto in un campeggio “en plein air” con la tenda comprata da Decathlon.

Rintronati dai continui cali di borsa (e ancora convinti che è una correzione salutare) vi sentite come un passeggero che ha paura di volare ma che sarà costretto a farsi un Milano – Los Angeles con prevista la tempesta perfetta sull’Oceano Atlantico.

Vostra moglie tutta sorridente vi chiede se è confermato il pranzo  di domenica al mare e a quel punto capite che l’unica cosa da fare è convincerla quanto è importante andare all’Ikea a comprare l’armadio.

Prima di questo però decidete esasperati di chiudere  tutti gli investimenti. La correzione non era tale, sta arrivando l’Armageddon e tutta questa finanza finta sta per collassare. Accidenti a tutti coloro che hanno cercato di convincermi che un piano di investimento di lungo periodo era la cosa migliore da fare.

La finanza è tutta una truffa, un casinò, tanto vincono sempre i soliti noti. I ricchi diventano più ricchi e i poveri diventano più poveri. Tutta roba per riempire pagine di blog e giornali. Guarda qui dopo 5 anni, con tutti questi soldi compro a malapena un armadio low cost.

Basta finanza, basta consulenti, basta piani di accumulo, da domani i soldi decido io come investirli. Adesso so perfettamente come si fa e se mi ricapita quell’occasione…

Leggi anche: Regole basilari per costruire un piano di investimento realistico

Annunci

2 thoughts on “La Triste Storia di un Piano di Investimento

  1. Roberto 25 aprile 2016 / 10:35

    Ok understood. Ho però alcuni dubbi sui portafogli che avete postato in precedenza.
    Non capisco come sia possibile per piccole cifre mettere su un piano di lungo periodo come quello descritto nei vs portafogli. Se prendo 5/6 etf a 3/4 mila euro l’uno, come faccio a ribilanciare l’anno seguente ? I costi del ribilanciamento mi ucciderebbero.
    Altra dubbio che ho è il perchè usiate etf in dollari.
    Ringrazio per le eventuali risposte.

    Mi piace

    • archeowealth 25 aprile 2016 / 10:52

      Gli ETF scelti sono tutti quotati in Euro a Milano. Posso esserci ETF con sottostante investimenti in dollari (quindi aperti al rischio cambio), ma sono acquistabili in Euro. Giusta osservazione quella sul ribilanciamento. Tieni conto che i portafogli che abbiamo proposto a puro titolo di esempio hanno un valore di 50 mila Euro però effettivamente c’è la possibilità che ogni ETF abbia valori molto bassi e quindi non assoggettabili a ribilanciamento frequente. Ovvio che più gli importo sono alti più il ribilanciamento può essere ravvicinato (anche se personalmente oltre 1 volta all’anno non andrei). Per piani di investimento di lungo periodo e con importi modesti ci si può permettere anche ribilanciamenti ogni 3-4 anni nessun problema. L’importante è scegliere strumenti ed intermediari a basso costo e semplicemente dirottare le risorse nuove sugli strumenti che dovrebbero essere incrementati per effetto del ribil.
      A presto.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...