Un Percorso Unico ed Irripetibile

100$ 30 anniQuello che sembra un intreccio di fili di lana che si sta srotolando velocemente altro non è che la crescita a 30 anni di 100$ per ogni anno di investimento a partire dal 1926 fino ai giorni nostri.
La fonte è l’ottimo blog TheIrrilevantInvestor e l’autore, Michael Batnick, vuole mettere giustamente a fuoco come gli orizzonti che si trova di fronte un investitore nell’arco di 30 anni sono molto vari e, soprattutto, molto ampi in termini di risultati potenziali

La tabella illustra chiaramente il concetto.

100$ 30 anni bis

Si passa da un minimo del 851% al massimo del 6153%. Si passa quindi da un ritorno su base annua minimo del 7,8% ad un massimo del 14,8% e su 30 anni questi numeri fanno la differenza.

Provate a pensare quale casualità possa esserci nei risultati di questi 30 anni, ma soprattutto tenete conto che questi numeri sono generati da un investitore che ha fatto un classico buy and hold, senza mai vendere, senza mai farsi prendere dal desiderio del market timing.

La generazione attuale di investitori si trova di fronte a mercati obiettivamente cari, sia lato azionario che obbligazionario. Questione di momenti storici, ma è chiaro che quando si creano piani di investimento bisogna farlo in modo ragionato e senza prendere le medie storiche come verità scritte nella pietra, riducendo in modo prudenziale le proprie aspettative di rendimento.

Anche stimando che i prossimi 30 anni forniranno valori nella parte bassa della forchetta storica di rendimento, avremmo comunque un Dax tedesco che dai 10 mila punti attuali passerebbe a quasi 90 mila punti fra 30 anni, o uno S&P500 versione total return che dai 3800 punti attuali (l’indice di prezzo classico è attorno a 2mila punti) decollerebbe verso i 33 mila punti fra 30 anni.

Lo ripetiamo però, questo è un classico buy and hold non influenzato da eventi esterni. Se un piano di accumulo può ovviamente smorzare questi effetti, quello che provoca danni è il tentativo di entrare ed uscire nei momenti che soggettivamente reputiamo migliori.

E’ giusto sottolineare è un concetto chiave. Difficile riuscire ad investire per 30 anni consecutivi (eppure i fondi pensione sono questo), ma pensate a cosa succede a questo percorso se uscite dopo una caduta degli indici del 30% o 40%. Evento purtroppo comune tra gli investitori privati che si fanno prendere dal panico ponendo una pietra sopra su un percorso di investimento che, per ognuno di noi, è unico e irripetibile non avendo probabilmente a disposizione altri 30 anni per riprovarci.

Leggi anche: Giocati dal caso

                        Un piano di accumulo perfetto per mercati in discesa

                        Le cattive strategie dei battitori liberi

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4 risposte a "Un Percorso Unico ed Irripetibile"

  1. Ulysse 6 maggio 2016 / 8:26

    ciao scusa ma in ogni tuo post dici che i mercati sono sopravvalutati, ti riferisci ai soli mercati Americani? No, perché mercati come Cina, ed Europa in generale hanno subito correzioni di circa il 30% dai picchi di un anno fa….

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    • archeowealth 6 maggio 2016 / 21:08

      In generale i mercati azionari emergenti ed Europa compresi, non sono a buon mercato. Storicamente non abbiamo livelli di valutazione tali da lasciar pensare ad occasioni secolari. A parte questo, sì i mercati americani sono decisamente cari a questi prezzi ed è lecito attendersi un 3/4% di rendimento annuo da qui ai prossimi 10 anni. Se correzioni arriveranno saranno le benvenute.
      Europa ed emergenti sono in una condizione di valutazioni più contenute offrendo aspettative decisamente interessanti nel lungo periodo. Questo non esclude altri sacrifici di prezzo. I massimi sono fatti per essere battuti, ma non sappiamo dopo quanti anni.
      Puoi vedere qualche valutazione degli indici mondiali qui http://www.researchaffiliates.com/AssetAllocation/Pages/Equities.aspx

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  2. Roberto 7 maggio 2016 / 16:39

    Esatto. Stessa cosa che volevo dire io.Ci vorrebbe un’analisi sul ftse mib. Voglio proprio vedere se si vince sempre su 30y.
    Peraltro ricordiamo che i piccoli risparmiatori 30 anni fa molto probabilmente non avrebbero potuto investire su wally (e non c’erano neanche gli etf).

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    • archeowealth 7 maggio 2016 / 22:16

      Sulla prima osservazione, se si recuperano i dati si potrebbe cercare di fare una simulazione sul Comit visto che il FtseMib non ha una storia così lunga. Considerando i dividendi potrebbe avere a spanne numeri positivi ma molto risicati che in termini reali porterebbero in negativo il risultato ma mi riservo di fare verifiche.
      Per la seconda questione, beh per esperienza personale ti posso dire che 30 anni fa c’erano già i primi fondi comuni internazionali e su wally si investiva e alla grande (lo ricordo con piacere visto che anni dopo “mi pagò” l’uninversità -))

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