Più Tecnologia Meno Produttività

Mentre il mondo impazzisce per l’innovazione tecnologica ed i suoi benefici presenti e futuri, mentre il mondo si interroga del perché tassi ed inflazione non ripartono, mentre gli investitori si interrogano sui rendimenti potenziali da investimento che saranno in grado di catturare in futuro, due grafici possono fornire una parziale risposta, almeno secondo il sottoscritto.

Il primo grafico indica i tassi di variazione della produttività americana dal dopoguerra ad oggi. La robotica, internet, le biotecnologie e tantissime altre innovazioni che la tecnologia sta apportando stanno in realtà producendo il più basso tasso di variazione della produttività dalla fine degli anni ’70. Ma come? Le macchine non dovrebbero produrre di più con meno costi e maggiore velocità? Evidentemente per ora non è così, anzi allo stato attuale i numeri dicono l’esatto contrario.

I motivi possono essere tanti, il costo del lavoro ancora troppo alto oppure processi produttivi poco efficienti, l’eccesso di forza lavoro da smaltire o altro ancora. Rimane comunque un dato di fatto che per ora il “grande balzo tecnologico” non sta affatto migliorando la produttività del lavoro come ci si aspettava.

produttiviFonte BLS.gov

Il secondo grafico riguarda un aspetto che si lega a doppio filo con la produttività e con i potenziali di crescita. Per uscire dalla crisi il mondo si è riempito di debito soprattutto pubblico, anche se in molti paesi emergenti comincia ad essere il debito privato il vero problema.

La mappa mostra in rosso una situazione di surriscaldamento del pianeta non dovuta dall’effetto serra, ma da un carico debitorio troppo alto che come ben spiegato da Rogoff e Reinhart nel libro Questa volta è diverso. Otto secoli di follia finanziaria; un fardello che zavorrerà la crescita potenziale ancora per un bel po’.

ecoFonte Economist

Tutto questo si rifletterà, salvo ridimensionamenti nelle quotazioni dei mercati finanziari nei prossimi mesi, in rendimenti potenziali di lungo periodo per gli investitori privati decisamente più contenuti rispetto a quelli che si sono visti nelle ultime decade.

Ecco perché cominciare a ragionare con buon senso sulle due variabili più controllabili da ciascuno di noi, costi dei prodotti e tasso di risparmio, diventa fondamentale.

A proposito di produttività, volete sapere come stiamo messi in Italia? Questi due grafici estrapolati dal blog Rischio Calcolato esprimono abbastanza bene il concetto.

prod2

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No comment!

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