Stesso Argomento, Diverso Significato

BUSTE

Negli ultimi tempi l’industria degli ETF ha lavorato parecchio sulla trasparenza dei propri prodotti e bisogna dare atto ai player del settore che adesso, con un semplice click, si possono trovare tra i documenti online quelle che sono le caratteristiche peculiari dello strumento oltre ai prodotti specifici in esso contenuto. Al di là delle distinzioni tra replica fisica o sintetica, dell’uso o meno del prestito titoli, oggi vorremmo focalizzarci sull’attenzione che ogni investitore dovrebbe rivolgere all’indice sottostante che viene replicato dal prodotto ETF. Con un esempio concreto vi faremo vedere come nella costruzione del portafoglio alcuni elementi distintivi di un prodotto rispetto ad un altro possono fare la differenza.

A puro titolo di esempio abbiamo deciso di analizzare tre ETF che replicano indici legati al mondo dei bond emergenti emessi in hard currency (Dollaro ed Euro prevalentemente). Lasciamo da parte la copertura o meno del cambio (quando trovate la voce hedged il rischio cambio è azzerato a fronte di un costo di copertura annuo che dovrete sostenere e che non verrà compreso nel costo totale del fondo indicato dai KIID semplicmente perché varia di giorno). Consideriamo invece gli indici replicati.

I prodotti analizzati sono tre. iShares J.P. Morgan $ Emerging Market Bond, db x-Trackers Emerging Market Liquid Eurobond  e Ubs Barclays Usd Emerging Market Sovereign.

La prima cosa che salta all’occhio leggendo i factsheet è legata al più classico degli indicatori che ogni cliente guarda quando compra Etf legati al mondo obbligazionario, il rendimento a scadenza del paniere di titoli.

Nel caso di Ubs e iShares siamo allineati tre un 5,49% e un 5,34% annuo (tutti i dati sono a fine aprile) con duration 6.4 e 7, mentre il fondo di db x-Trackers offre, con duration analoga, un rendimento a scadenza più magro del 3,79%. Al di là di qualche differenza nei metodi di calcolo la differenza è legata al tipo di indice sottostante utilizzato.

Quello di db x-Trackers  molto più conservativo e con numerosità di titoli inferiore (29 secondo il factsheet), molto più ampio e frammentato quello di iShares e Ubs. Mentre la Polonia pesa per oltre il 10% nel portafoglio del db X-Trackers, nell’Etf di iShares siamo a meno del 4%.  Se consideriamo che un titolo a 7 anni polacco rende il 2,75%  è chiaro che la differenza si comincia a sentire soprattutto se il resto dell’investimento viene fatto su emittente più scadenti con rendimento ovviamente più elevato.

Come si legge infatti dal KIID di iShares anche titoli insolventi possono entrare nel paniere dell’indice (ad esempio Ucraina e Venezuela, che possiamo considerare “distressed” sono nel paniere dell’indice JpMorgan) e seppur in quantità molto limitate questo porta fieno nella cascina del rendimento potenziale. Come precisa invece db X-Trackers nell’indice sottostante non possono entrare titoli con rating inferiore a B-, quindi maggiore selezione circa il merito di credito.

L’Etf di Ubs a sua volta replica un indice Barclays che prevede un cap (ovvero un massimo) del 3% per ogni paese di emissione. Evidente anche in questo caso come la frammentazione si esplichi ai massimi livelli come confermano i 766 componenti dell’indice facilmente scaricabili tramite un file di Excel.

Apparentemente quindi tre prodotti facenti parte della stessa asset class di investimento (quella dei bond emergenti emessi in valuta forte), ma con differenze anche notevoli di portafoglio dovute all’indice sottostante. L’ETF più costoso, meno redditizio e meno diversificato appare però più solido in termini di qualità degli emittenti (quello di db x-Trackers). L’ETF più conveniente, più diversificato e potenzialmente più redditizio, appare anche quello più soggetto a volatilità per effetto di una percentuale massima per paese del 3% che penalizza i grandi paesi debitori e avvantaggia i piccoli emittenti.

Difficile dire quale potrebbe risultare la scelta migliore di investimento. In momenti di congiuntura favorevole l’investimento anche in paesi dallo scarso merito di credito con rendimenti particolarmente elevati può essere di aiuto, nei momenti di rallentamento economico è meglio rimanere investiti sui grandi paesi emergenti meno soggetti a rischio default. La cosa migliore da fare, per chi se lo può permettere, sarebbe quella di mixare questo tipo di prodotti diversificando così il rischio. Ricordatevi poi sempre di selezionare, quando ci sono, prodotti ad accumulazione dei proventi.

Se mai ce ne fosse bisogno ribadiamo con questo esempio l’importanza di conoscere in modo approfondito ogni prodotto sul quale dirottiamo i nostri preziosi risparmi.

Leggi anche: Etf, quando il fisico è meglio del sintetico

                        Il prestito titoli negli Etf

                       L’importanza di conoscere su cosa investiamo

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2 risposte a "Stesso Argomento, Diverso Significato"

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