Quando il Rischio diventa Obbligatorio

I tempi cambiano e forse anche l’industria del risparmio gestito (soprattutto quella che ruota attorno ai fondi pensione/assicurazioni) dovrà cambiare mentalità, questo appare inevitabile alla luce dei recenti andamenti dei mercati finanziari.

Le promesse fatte negli anni passati in termini di rendimento atteso (o garantito) per centrare determinati obiettivi di rendita nella fase post lavorativa in cui si potranno godere i frutti dell’accumulazione precedente, difficilmente potranno essere mantenute. Anche assumendosi più rischi appare veramente dura rispettare “promesse” che i fondi pensione americani quantificano ancora in percentuali di rendimento del 7/8% annuo. Ovviamente la stima di rendimento è un qualcosa di soggettivo, ma poi deve essere rispettata. Quando ci si accorge che erano solo promesse il tempo è scaduto, game over. Continua a leggere

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Brexit, Sicuri che Non è Una Storia già Vista?

Ringrazie come di consueto gli amici di Age Italia – Strategie Valutarie per pubblicare un estratto del loro rapporto settimanale dedicato alle valute. Nello specifico si parla di EurUsd ripassando un pò di storia recente di tutta l’architettura europea.

Si va parecchio indietro con gli anni e scopriamo che sempre la Sterlina e sempre un referendum sull’Europa furono le cause scatenanti di un periodo di fortissime tensioni già in passato.

La tempesta Brexit  è uno di quegli eventi che resterà nella storia valutaria e questo ce lo dice l’impressionante volatilità di venerdì. Il movimento di EurUsd in un solo giorno è stato superiore ai 500 pips, evento che ritroviamo solamente in rapida sequenza tra ottobre 2008 e marzo 2009 e settembre 1992 (cambio rettificato). Tutti ricordiamo cosa accadde nei drammatici mesi che seguirono il fallimento di Lehman, ma in pochi ricordano cosa accadde nel settembre 1992 . Sterlina e Lira furono vittime di uno degli attacchi speculativi più violenti della storia costringendole ad uscire dallo Sme, questo pochi mesi dopo la stipula degli accordi di Maastricht. Anche in quel caso l’incendio divampò dopo che un membro dell’Unione, in quel caso la Danimarca, con un referendum si pronunciò per il no alla ratifica del trattato. Storia è vero, ma preoccupante per le analogie.

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Torniamo a EurUsd. Abbattuti in pochi minuti i supporti di 1.12 ora la sensazione è quella di un cambio che potrebbe puntare la sua prua verso 1.05 dopo aver trovato un certo supporto tra 1.09/1.08. Questo sarebbe anche l’obiettivo anche del testa e spalla ribassista formalizzato venerdì, oltre al doppio massimo minore prossimo alla materializzazione in caso di rottura definitiva di 1.11.

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Il nostro Cot Fx parlava chiaro la settimana scorsa con una netta preferenza per i biglietti verdi che si è tramutata in realtà. Altra conferma di come gli hedge fund avevano completamente sbagliato le previsioni andando dalla parte sbagliata, ovvero contro Dollaro.  La volatilità è qui per restare ancora per un po’.

Già, la volatilità è qui per restare ancora un pò. L’importante è vederla come amica e non come avversario.

 

Promesse Mantenute

Abbiamo già analizzato in altre occasioni pregi e difetti di alcuni Etf cosiddetti smart beta, ma riteniamo interessante annotare il loro comportamento in seguito al verificarsi di eventi cruciali. La Brexit lo è e allora abbiamo deciso di mettere a confronto l’andamento di alcuni Etf smart beta di iShares (a cui abbiamo aggiunto il Cape di Ossiam). Il confronto è tarato ovviamente su un Etf che genericamente riproduce l’Msci Europe.

La tabella mostra piuttosto agevolmente come nei momenti di particolare tensione il prodotto che seleziona le azioni a minima volatilità ne escono vincenti. Ridotta infatti del 40% la perdita rispetto al prodotto investito nell’indice generico. Addirittura leggermente migliore la performance dell’Etf di Ossiam che mira ad utilizzare come strategia quella di selezionare i titoli più convenienti seguendo la regola del Cape di Shiller. Continua a leggere

La Lezione della Brexit

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In altre occasioni abbiamo parlato di “lezioni”  che eravamo in grado di ricavare da eventi straordinari sui mercati. Il collasso cinese dell’estate scorsa o la rivalutazione a sorpresa del Franco svizzero. La Brexit è però un evento talmente importante e dagli esiti imprevedibili che sarebbe presuntuoso cercare di trarre delle conclusioni così a caldo. Come abbiamo però espresso opinioni (speriamo) di buon senso prima cerchiamo di farlo anche adesso in un momento decisamente storico.

Il popolo britannico ha deciso di uscire dalla UE. Almeno democraticamente parlando è così. Il 52% ha deciso di farlo ed il 48% invece era contrario. Un paese quindi estremamente spaccato a livello regionale con Scozia, Irlanda del Nord e Londra favorevoli, ma per motivi che non c’entrano nulla con l’interesse della nazione. Scozia e Irlanda a questo punto potranno cercare l’indipendenza con la scusa di voler tornare nella UE, Londra rappresenta la grande finanza mondiale alla quale del popolo inglese interessa poco o nulla.

L’infografica mostra chiaramente quello che è successo. Continua a leggere

Grafico della Settimana: Stoxx 600

Continuano i post che mirano a mettere in evidenza gli andamenti grafici più interessanti ed originali di asset finanziari assolutamente replicabili da ogni investitore tramite fondi/ETF/ETC/Azioni/Obbligazioni/Valute.

La speranza è che questi spunti possano essere di aiuto nelle scelte di investimento presenti e future.

I grafici, per volontà dell’autore, non saranno commentati proprio perchè verranno selezionati solo quelli che “parlano da soli”.

Questa settimana presentiamo l’indice Stoxx600. Le azioni europee sono ad un bivio importante. Ormai da 20 anni si muovono all’interno di un ampio range. Dopo aver appena raggiunto i massimi del 2000, il cosiddetto “bacio della morte” ha spinto verso il basso le quotazioni. La linea del Piave sono i 300 punti, circa il 7°% sotto i livelli attuali. Perdere quel livello sarebbe disastroso per l’equity del Vecchio Continente.

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Fonte Rai News

junckNo caro amico ti sbagli. Se le risposte non arrivano subito e molla la Linea del Piave saranno i mercati finanziari a decretarlo e non certamente tu, la cui influenza sugli investitori è pari a quella di un grillo su una pista di automobilismo!

Guadagno, Risparmio, Accumulo e Ritiro

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Sono diverse le fasi che attraversa ogni persona durante il lungo processo di accumulazione del capitale finalizzato  al raggiungimento degli obiettivi.

La prima fase del processo è quella legata alla generazione di una forma di guadagno. Da lavoro o da rendita (ad esempio un affitto), quello che conta in questa prima fase è ottenere delle entrate monetarie con una relativa stabilità.

A questo punto si possono cominciare a fare valutazioni per accedere alla seconda fase, quella del risparmio. Per fare questo è inevitabile un confronto tra la quantità di entrate e la quantità di uscite. Se queste ultime sono superiori basta fare una valutazione oggettiva e comprimere tutto ciò che non è essenziale. A quel punto si può passare alla seconda fase.

Obiettivamente per un giovane che comincia a lavorare è difficile pensare che gli importi di denaro eccedenti l’essenziale siano molto alti ed allora ecco che il consiglio “spendi meno risparmia di più” rischia di essere poco utile. Forse il consiglio migliore in questa fase è risparmia quello che puoi, ma cerca di investire su te stesso per guadagnare di più al fine di risparmiare di più.

Entrati nella fase 2, quella del risparmio, i guadagni dovrebbero stabilmente stare sopra (di molto o di poco) le spese di tutti i giorni. Aumentano i debiti, aumentano magari i componenti della famiglia, aumenta anche l’ambizione di spendere di più per godersi la vita. Ecco che entra in gioco la classica mentalità del c’è tempo per risparmiare. Continua a leggere