Dialogo tra Sordi

Un bel rapporto di State Street di qualche tempo fa intitolato il folklore della finanza, metteva giustamente in luce come i due attori principali del processo di investimento, i professionisti degli investimenti e gli investitori, per una serie di motivi parlavano due lingue diverse.

I primi alla ricerca costante di alfa di fatto spendono tempo e risorse in un’attività che non solo è difficilissima da realizzare, ma soprattutto non è così rilevante se guardiamo a quello che realmente interessa ad un cliente, una crescita costante del capitale nel tempo in linea con i suoi obiettivi, obiettivi che con l’alfa hanno veramente poco a che fare.

Dall’altra parte l’investitore privato sa che per raggiungere determinati successi finanziari servono tempo e pazienza, peccato che la voglia del mordi e fuggi e soprattutto l’eccessiva fiducia nelle proprie abilità porta a deviare troppo spesso da questa rotta.

Ecco così che tra i professionisti della finanza si scatena la guerra a chi ottiene un alfa maggiore (quindi la capacità di battere un benchmark con un rendimento anche di un solo cent superiore), battaglia spesso destinato all’insuccesso per matematica, natura e a volte incapacità dei gestori.Soprattutto in pochi si pongono la domanda fondamentale, ma ai nostri clienti interessa veramente sapere che abbiamo battuto un parametro di riferimento verso il quale ci siamo misurati?

La risposta è no o meglio sì. Al cliente interessa sapere che dispone di un cavallo di razza, peccato che correre una corsa su un ippodromo ovale quando la vita è un percorso ad ostacoli serve veramente a poco.

Sono i bisogni, sono gli obiettivi, sono i tempi, sono le tasse, sono gli imprevisti, solo alcuni dei reali benchmark che interessano realmente l’investitore privato.

Probabilmente il processo sarà ancora lungo, ma l’industria finanziaria sempre più influenzata dalla necessità di calibrare i propri prodotti sulle necessità dei singoli clienti, credo punterà in questa direzione.

Arriveranno errori ed eccessi (la bolla speculativa degli psicologi motivatori di finanza è già in corso), ma l’inevitabile obiettivo dell’industria finanziaria deve essere quello del vestito su misura, anche e soprattutto in un mondo sempre più influenzato dai social network e da quei Big Data. Nel mezzo (come sempre) occhio ragazzi a fregature e imbonitori.

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