Tutto Questo ci Farà Bene

Un bell’articolo del columnist del  Wall Street Journal, Jason Zweig, mette ancora una volta i risparmiatori di fronte alla cruda realtà. Se 13 mila miliardi di dollari di obbligazioni mondiali rendono oggi meno di zero, se ad un rendimento medio del 3% questo ammontare in altri tempi avrebbe messo nelle tasche degli investitori quasi 400 miliardi di dollari da spendere, la soluzione è una sola, risparmiare di più.

Questo esercizio a dire la verità nasconde anche un lato positivo. Tutti quanti noi risparmiatori se vorremo raggiungere in futuro degli obiettivi finanziari ben precisi dovremo imparare a spendere meglio. Questo risultato sarà strutturale nella nostra mentalità, ci forgerà, perché tutti noi saremo quella generazione che ha imparato a sopravvivere e a risparmiare con i tassi sotto zero. Fidatevi questo esercizio farà solo bene a tutti quanti.

Tuttavia lo stesso Zweig ci tiene a sottolineare  che la situazione che stiamo vivendo non è unica nella storia americana. In termini reali infatti i tassi monetari sono stati negativi in 18 dei 27 anni compresi tra il 1933 e il 1957. In ben 13 anni i tassi sui T-Bill rimasero sotto quota 0,50% in termini nominali, come ora.

Quindici sono stati gli anni di rendimenti negativi sui Treasury a scadenza intermedia sempre in quel periodo. Anche negli anni ’70 in preda al fenomeno dell’inflazione in doppia cifra il mondo visse con rendimenti negativi.

Altro mito da sfatare rimarcato da Zweig è quello di tassi negativi = mercati finanziari che non possono fare  segnare massimi storici come ora. Nel 1958 i rendimenti sui T-Bill scesero a livello negativo in termini reali ma gli indici azionari decollarono del 43% realizzando un nuovo massimo storico.

Tornando agli anni 1933-1957 tassi bassissimi non esentarono il mercato azionario da chiusure negative (1937, 1940 e 1941 addirittura in doppia cifra). Nello stesso periodo il mercato però collezionò anche dodici annate di rialzo sempre in doppia cifra. Vedete qualche nesso tra tassi negativi e azioni? Io no.

La morale di tutto questo. Sbagliatissimo fare previsioni su quando e come il fenomeno dei tassi negativi si esaurirà. Molto meglio avere un portafoglio attrezzato che possa fronteggiare sia il rischio deflazione nel lungo periodo (quindi tasso fisso lungo) che quello inflazione (quindi inflation linked).  Dosi di liquidità che possano essere investite con gradualità e senza fretta pronte a cogliere le opportunità che il mercato obbligazionario offrirà comunque nei prossimi anni (e succederà state tranquilli). Azioni e REIT pronti a ricevere i benefici di politiche monetarie comunque accomodanti non preoccupandosi del rumore di sottofondo. In questo senso l’All Seasons portfolio di Ray Dalio potrebbe essere una prima soluzione magari con l’accortezza di sostituire parte dei bond a lunga scadenza con inflation linked.

C’è meno denaro che gira, questo è inevitabile, c’è meno sensazione di ricchezza, non sembrano esserci le condizioni per fenomeni inflattivi. State tranquilli però che quando la guardia di tutti si sarà abbassata, rassegnata, quando gli economisti prevedranno decadi di tassi reali negativi o prossimi allo zero, quello sarà il momento in cui il mondo finanziario starà uscendo da questa fase e ci soprenderà.

I mercati vivono di fasi cicliche anche di lunghissimo periodo e anche stavolta, ad un certo punto, questo ciclo finirà rimanendo un ricordo da manuali di economia. Basta solo non farsi cogliere impreparati, non ascoltare i notiziari finanziari e risparmiare di più.

Leggi anche: Guadagno, risparmio, accumulo e ritiro

                       Era il 1936 e tutto sembrava caro (la storia continua)

                       L’onda lunga dei tassi negativi

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