By |Categorie: Investimento, Pensione|Pubblicato il: 28 Luglio, 2016|

L’asset allocation è un concetto prettamente finanziario alla quale tanti investitori dedicano un attenzione quasi maniacale. La time allocation invece rimane troppo spesso ai margini. Un grave errore che rischia di rovinare anche il piano finanziario migliore.

L’asset allocation degli investimenti

Per asset allocation si intende il modo con il quale decidiamo di suddividere il nostro risparmio tra diverse tipologie di investimento.

Azioni, obbligazioni, liquidità, alternativi e tanto altro ancora. Come le impronte digitali, l’asset allocation di ogni investitore è unica e non replicabile.

Consapevolmente o meno, l’asset allocation viene modulata sulla base del nostro profilo di rischio che tendenzialmente si ridimensiona (ma non per tutti è così) con l’approssimarsi dell’ultima fase di vita.

Siamo bombardati di consigli su come allocare al meglio le nostre risorse finanziarie, ma per quello che riguarda il tempo della nostra vita inesorabilmente abbiamo una vaga idea di come lo stiamo allocando?

Le tre fasi della vita

La vita potrebbe essere idealmente allocata suddividendola in tre parti uguali.

La prima fase, quella che arriva fino ai 28-30 anni deve essere orientata all’apprendimento.

Studiare, viaggiare, giocare, imparare, ascoltare, leggere, tutto ciò insomma che può aiutare a far crescere il nostro cervello nella fase più produttiva della sua vita. L’aspetto risparmio-investimento non deve essere messo in primo piano se non in modo residuale per cominciare a costruire le fondamenta del nostro patrimonio.

La seconda fase è quella delle maggiori responsabilità.

Tra i 30 e i 60 anni ci sono bambini da seguire, ma anche genitori che potrebbero avere difficoltà non solo economiche durante l’intero percorso. In questa fase della vita dobbiamo accumulare ricchezza, guadagnare il più possibile, concentrarci sul lavoro, la produttività. Importante dedicare risorse e rischio agli investimenti finanziari. Il risparmio dirottato verso l’investimento rappresenta le solide e spesse mura in grado di poggiare senza problemi sulle fondamenta create nella fase dell’apprendimento.

Infine c’è la terza fase, quella del ritorno.

Ritorno in termini di tempo a nostra piena disposizione e di aiuto agli altri, alla famiglia, alla comunità, ma anche ritorno economico. E’ in questa fase, che coincide con il periodo più maturo della nostra vita, che i benefici della capitalizzazione composta raggiungo il loro massimo livello. Non servono a questo punto rendimenti incredibilmente elevati (e quindi rischi eccessivi) per far crescere in maniera significativa il nostro capitale. I  frutti di anni di sacrifici e di scelte (si spera corrette) di asset allocation finanziaria trovano il giusto coronamento garantendo serenità e soprattutto tempo, tanto tempo, alla nostra vita per vivere bene.

2 Commenti

  1. pgrecoit 28 Luglio 2016 at 14:28 - Reply

    Articolo come sempre molto interessante.
    Sarebbe bello se si potesse avere una linea guida di massima di come investire durante le 3 fasi della vita di ognuno di noi con tanto di pesi.
    Per certo all’inizio bisogna premere molto di più sull’accelleratore, in vecchiaia andare più sui bonds, si ma quali?

    per il resto complimenti ancora per il blog

    • Cristiano 29 Luglio 2016 at 21:38 - Reply

      Quindi nel periodo attuale con un obiettivo a 20 anni, si può rischiare un azionario maggiore del 50%?
      Quali sono i parametri principali da monitorare per ridurre la fetta azionaria nel tempo, oltre alla diminuzione fisiologica dovuta all’ avvicinarsi dell’obiettivo?

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