Trading Online e tassazione, come pagare le tasse in Italia

Questa settimana mettiamo molto volentieri a disposizione dei nostri lettori un articolo pubblicato sul sito Investing-forex.it; l’articolo  tratta due argomenti certamente in grado di interessare la maggior parte di voi. Tasse e Guadagni.

Prima però le presentazioni. Come amano definire gli autori la loro creatura virtuale, Investing-forex è un sito incentrato sul forex ed il trading online, che mira ad avvicinare anche i meno esperti alla materia.
L’obiettivo del sito è quello di accrescere la consapevolezza degli investitori, di mostare il vero volto del forex e di mettere in guardia i traders dalle possibili  truffe in cui possono cadere.
Su Investing-forex gli autori mettono a disposizione degli utenti non solo tutta la loro esperienza, ma anche la passione che hanno per il settore e il mondo degli investimenti.

Augurandovi buona lettura diamo adesso la parola agli esperti di Investing-forex.it

Il trading online è un settore in costante crescita, regolamentato da regole ben precise. Insieme alla regolamentazione delle piattaforme di trading online sono arrivate anche le leggi sulla tassazione dei profitti che si ottengono dagli investimenti. Infatti è necessario dichiarare e pagare le tasse anche per i soldi che si ottengono mediante investimenti sul web.

Alcuni traders, a volte, trascurano questo passaggio, ma non dichiarare i profitti che si ottengono dagli investimenti è un reato perseguibile penalmente. Non fatevi ingannare dal fatto che i soldi che avete investito o guadagnato non sembrano reali, dal momento che tutte le azioni avvengono online. Quei soldi comunque esistono e non posso essere evasi.

Di seguito vedremo come riuscire a regolarizzare la propria posizione riguardo i profitti ottenuti dagli investimenti online. Continua a leggere

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Etc, Questo Sconosciuto (Parte Prima)

etc

Spesso e volentieri sento investitori o consulenti finanziari che si lamentano circa l’andamento di strumenti estremamente complessi come gli ETC sulle materie prime a leva. Ho volutamente preso un orizzonte temporale preciso per farvi capire che non solo la conoscenza dei prodotti su cui si investe è fondamentale, ma anche l’orizzonte temporale di certe operazioni ha un senso ben preciso.

Dal 4 marzo al 29 luglio il prezzo del WTI (petrolio quotato a New York) è rimasto sostanzialmente invariato. Due (ma ce ne sono altri) ETC a leva 3 quotati a Milano hanno entrambi perso. Ohibò direte voi? Come è possibile? Almeno uno dei due avrebbe dovuto essere prossimo allo zero o addirittura positivo!

Invece no ed una parte della spiegazione del perché questo succede l’avevamo già fornita qui.

1Fonte Metastock

Una prima considerazione da fare semplice e banale è questa. Acquistare un ETC per replicare il prezzo a pronti (o spot) di una materia prima è una missione già persa in partenza. Quando si acquista un ETC, ad esempio sul petrolio, si acquista di fatto un contratto futures nella maggior parte dei casi a scadenza più vicina (esistono alcune eccezioni che cercano di smussare le inefficienze ma non risolvono il problema).

2Fonte: barchart.com

Come si vede dalla tabella riportata qui sopra e che mostra la struttura dei prezzi del petrolio Wti per tipologia di scadenza, il petrolio per la maggior parte del tempo presenta una struttura di prezzi crescenti per scadenza, quello che in gergo viene definito Contango.  Continua a leggere