Trading Online e tassazione, come pagare le tasse in Italia

Questa settimana mettiamo molto volentieri a disposizione dei nostri lettori un articolo pubblicato sul sito Investing-forex.it; l’articolo  tratta due argomenti certamente in grado di interessare la maggior parte di voi. Tasse e Guadagni.

Prima però le presentazioni. Come amano definire gli autori la loro creatura virtuale, Investing-forex è un sito incentrato sul forex ed il trading online, che mira ad avvicinare anche i meno esperti alla materia.
L’obiettivo del sito è quello di accrescere la consapevolezza degli investitori, di mostare il vero volto del forex e di mettere in guardia i traders dalle possibili  truffe in cui possono cadere.
Su Investing-forex gli autori mettono a disposizione degli utenti non solo tutta la loro esperienza, ma anche la passione che hanno per il settore e il mondo degli investimenti.

Augurandovi buona lettura diamo adesso la parola agli esperti di Investing-forex.it

Il trading online è un settore in costante crescita, regolamentato da regole ben precise. Insieme alla regolamentazione delle piattaforme di trading online sono arrivate anche le leggi sulla tassazione dei profitti che si ottengono dagli investimenti. Infatti è necessario dichiarare e pagare le tasse anche per i soldi che si ottengono mediante investimenti sul web.

Alcuni traders, a volte, trascurano questo passaggio, ma non dichiarare i profitti che si ottengono dagli investimenti è un reato perseguibile penalmente. Non fatevi ingannare dal fatto che i soldi che avete investito o guadagnato non sembrano reali, dal momento che tutte le azioni avvengono online. Quei soldi comunque esistono e non posso essere evasi.

Di seguito vedremo come riuscire a regolarizzare la propria posizione riguardo i profitti ottenuti dagli investimenti online.

Trading online: come pagare le tasse in Italia

In primo luogo si deve scegliere tra due diversi regimi fiscali: regime sostitutivo o regime dichiarativo.

Con il regime sostitutivo i passaggi diventano automatici. Ogni volta che il traders avrà una plusvalenza, sarà direttamente il broker, in piena autonomia, a trattenerne una parte per versarla come imposta allo Stato.
L’onere sarà quindi del broker e l’investitore sarà quindi esentato da qualsiasi obbligo di natura fiscale.

Scegliendo invece il regime dichiarativo sarà il trader a prendersi l’onere di versare l’imposta dovuta allo Stato. Le plusvalenze ottenute nell’arco dell’anno dovranno esser dichiarate con una normale dichiarazione dei redditi e poi si pagheranno le tasse in base a quanto si è guadagnato.

All’interno dell’Unico dell’anno precedente dovranno inoltre essere indicate le plusvalenze che si sono ottenute. Si dovrà compilare in questo modello il quadro RT (plusvalenze di natura finanziaria). Più precisamente si dovrà collocare la somma guadagnata nella sezione ll-B, alla riga RT41.
Le eventuali perdite andranno invece conteggiate e indicate nella riga RT45.

I flussi di denaro che sono avvenuti mediante intermediario italiano (ovviamente registrato alla Consob) andranno registrati nel quadro RT. Mentre quelli che sono passati mediante intermediario straniero dovranno essere dichiarati nel riquadro RW.
Descrivendo nel dettaglio i flussi da e verso l’estero. In questa sezione andranno indicate solo le somme superiori ai 10.000 euro.

Trading online: i codici da inserire nell’F24

Una volta indicate le plusvalenze e le perdite nell’Unico dell’anno di riferimento, si dovranno indicare anche nel modello F24. Tale modello dovrà contenere i seguenti codici:
-* codice 1100: imposta sostitutiva su plusvalenza che derivi da cessione a titolo oneroso di partecipazioni non qualificate;
-* codice 1242: questo codice si deve invece utilizzare per applicare un’imposta su capitali derivanti da profitti esteri;
-* codice 2724: imposta sostitutiva per le plusvalenze;
-* codice 4043: imposta sul valore delle attività finanziarie. Questo codice si deve usare solo per le attività finanziare detenute all’estero, che siano persone fisiche residenti in Italia;
-* codice 4047: serve per indicare un’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero da persone fisiche residenti su territorio italiano.

La differenza tra ultimo e penultimo riguarda solo la rata che si è ottenuta. Si dovrà inserire l’ultimo codice in caso si fosse percepita solo la prima rata.

Ringraziamo gli autori del sito Investing-forex.it non solo per l’interessante spunto tecnico, ma anche l’opportunità che ci hanno fornito di pubblicare uno dei loro articoli.

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3 thoughts on “Trading Online e tassazione, come pagare le tasse in Italia

  1. Eraldo 9 settembre 2016 / 19:50

    Ciao,

    l’articolo riporta alcuni errori, probabilmente non è aggiornato.
    Nel quadro RW non dovrebbero più essere indicate nel dettaglio i flussi da e verso l’estrero.
    Non dovrebbe essere vera l’affermazione secondo la quale in questa sezione andrebbero indicate solo le somme superiori ai 10.000€ (vale solo per i depositi e c/c bancari).
    Non ho letto la parte riguardante la compilazione del modello F24.

    Mi permetto di allegare un link: http://www.ecnews.it/il-dossier-titoli-estero-quadro-rw-e-ivafe-i-parte/
    Scegliete voi se pubblicarlo o meno.

    Purtroppo c’è molta confusione riguardo questo argomento.

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  2. Eraldo 9 settembre 2016 / 19:51

    errata corrige: indicati e non indicate 🙂

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