Le Borse Sono Care o a Buon Mercato?

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Più le borse salgono più il nervosismo tra chi aveva previsto drammatici cali post attentati in Europa o post svalutazione della Cina o post Brexit o altro ancora si fa palpabile. Le parole più ricorrenti che si trovano sui blog volutamente catastrofisti (volutamente nel senso che fanno click più di altri oppure hanno attività che traggono vantaggio dal pessimismo oltre che dai click) sono bolla, follia, eccessi, ingiustificabile, irreale e così via.

Dall’altra parte sale l’entusiasmo di chi è perennemente rialzista e vede nelle azioni l’unica vera alternativa alle obbligazioni per il prossimo futuro. Anche qui si sprecano le parole come bullish, occasioni, record, sottovalutazione, ecc…

Come sempre la verità sta nel mezzo ed è per questo che né l’una né l’altra sponda andrebbero ascoltate. Come sapete bene infatti il mio consiglio è quello di leggersi un bel libro (anzi più di uno) e basta.

Probabilmente come dice qualcuno la nuova realtà del mondo obbligazionario costringe a rivedere i criteri di valutazione delle azioni. Quando un indice come lo S&P500 ha dividendi superiori al rendimenti di un titolo a 30 anni o quanto lo stesso indicatore ti dice che l’Eurostoxx50 paga 400 punti base in più di dividendi rispetto alle cedole inesistenti di un Bund a 10 anni non può che essere così. Continua a leggere

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