Vizi Globalizzati

Il sito americano Bankrate.com pubblica periodicamente un sondaggio tra i suoi clienti ponendo una delle più classiche domande che spesso i clienti stessi fanno ai consulenti. Indicateci  quel’è il miglior modo di investire oggi il denaro che avete a disposizione.

Beh le risposte appaiono molto “italiche”  a dispetto della preparazione finanziaria americana vera o presunta tanto decantata su siti specializzati e non solo.

La tabella riportata sotto mostra il dettaglio dei risultati e casa + liquidità risultano la scelta migliore per quasi il 50% degli intervistati.

bankrateLa cosa più stupefacente a mio modo di vedere non è però neanche questa, quanto piuttosto vedere che oro e preziosi vengono visti come investimenti più rassicuranti rispetto ad azionario e bond. Mistero, ma probabilmente figlio di un’incertezza che attanaglia anche il popolo americano.

Nonostante i nuovi massimi storici a Wall Street interessante anche notare come nel 2013 gli americani che preferivano l’azionario erano il 14%, un nulla rispetto al 16% di oggi che vede condizioni finanziario-economiche migliori per i cittadini americani.

E’ possibile che i clienti di Bankrate risultino in maggioranza composti da coloro che sentono ancora fresche le ferite del doppio bear market del 2000 e del 2007, un 1-2 che produce ancora una certa dose di scetticismo.

Se le considerazioni legate alla sicurezza di liquidità e conti deposito possono essere condivisibili se mettiamo la disponibilità immediata del denaro come prioritaria (pur con tutte le limitazioni finanziarie del caso legato alla perdita del potere d’acquisto nel corso del tempo), l’immobiliare pure anch’esso fresco reduce dalla crisi del 2007, non solo non trova il supporto della disponibilità immediata, ma nemmeno le evidenze storiche ne giustificano un vantaggio competitivo in termini di redditività. La casa è un qualcosa che però possiamo vedere, toccare, mentre un fondo azionario non ci permette di provare la stessa emozione.

I vizi mi paiono sempre gli stessi. L’emozione gioca un ruolo (e l’oro ne è un esempio concreto) a discapito della fredda razionalità che dovrebbe avere un investitore. E’ comprensibile sentirsi sicuri di poter ritirare parte del proprio denaro immediatamente per necessità straordinarie (la cosiddetta ruota di scorta), ma quello che è meno comprensibile è l’avvertire la stessa sicurezza per beni materiali come oro ed immobili che non solo sono finanziariamente perdenti nel lungo periodo rispetto all’azionario, ma soprattutto sono quanto di meno diversificato e liquido possa esistere.

Vendere una casa o 10 lingotti non è come vendere un fondo azionario e questo vale sia in termini di tempo che di costo. Questi asset sono poi passibili di deprezzamento (più o meno consistente) oltre che a costi di stoccaggio o manutenzione. In un caso non ci sono cedole (oro), nell’altro un eventuale affitto non sempre è garantito. Non mi sembra emergano elementi di certezza così marcati rispetto ad azioni e bond.

Il massimo della vita rimane quello di spalmare in modo più equilibrato tutte queste asset class, ma ribaltando la piramide. Prima azioni e bond, poi in modo via via più residuale il resto. A quel punto credo che esigenze di liquidità e redditività troverebbe il giusto compromesso.

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2 thoughts on “Vizi Globalizzati

  1. Oisín 21 settembre 2016 / 21:57

    Il permanent portfolio può essere una soluzione?
    Grazie per il sito. Fonte inesauribile di cultura finanziaria.

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    • archeowealth 21 settembre 2016 / 22:38

      Grazie per i complimenti. Il Permanent rappresenta a mio modo di vedere un eccellente punto di avvio per chi ha pochi soldi e vuole diversificare tra tutte le asset class. 25% in azioni, 25% in cash, 25% in bond lunghi, 25% in oro. Ecco quello che non mi piace è proprio questa ultima voce con il metallo giallo che a mio avviso non dovrebbe superare il 10%. Fortunatamente questa asset puù essere modificabile inserendo ad esempio obbligazionario corporate ed emergente.
      A parte questa eccezione però la risposta è affermativa il Permanent è una buona soluzione di compromesso.

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