Se Proprio vi Piacciono le Commodity…

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Ottima analisi da parte della società americana GMO che conferma ciò che in altre occasioni anche noi di Investire con Buon Senso avevamo già scritto sul blog. Se veramente credete nelle commodity comprate azioni e non replicanti più o meno efficienti della materia prima.

Se come abbiamo già visto qui e qui gli Etc che replicano l’andamento delle commodity perdono efficienza con il passare dei mesi, investire nell’azionario settoriale offre una serie di vantaggi non solo legati al dividendo incassato (assente con l’investimento in materie prime), ma anche a parametri di ottimizzazione del portafoglio di investimento. Vediamo nel dettaglio qualche spunto che GMO offre nella sua ricerca.Il primo punto rilevante a favore dell’azionario è quello legato alle correlazioni con il restante mercato.

Se a 1 mese la correlazione dei settori energetici / risorse di base è stato storicamente superiore a 0.5 rispetto allo S&P500 a partire dal 1970, osservando le performance a 3 anni la correlazione scende sotto 0.2, a 5 anni scende a zero, a 10 anni diventa negativa di oltre -0.3. Questo non succede con altri settori come i bancari, i beni di consumo e le utilities che mantengono nel tempo correlazioni con l’indice principale superiore a 0.5.

Quindi se i mercati scendono la storia del passato ci dice che qui troviamo protezione. Ovviamente se succede il contrario e i mercati salgono qui troveremo minori soddisfazioni. Ma questo è proprio il senso della diversificazione legato all’imprevedibilità del futuro.

Messo da parte questo primo importante fattore di decorrelazione in grado di abbattere il rischio di un portafoglio di investimento, andiamo al secondo punto, il fattore protezione dall’inflazione.

GMO ha individuato dal 1926 al 2016 otto periodi in cui il tasso di inflazione negli States è salito sopra al 5% annuo per un periodo superiore ai 12 mesi. In questi periodi un basket di azioni energy/risorse di base ha sempre battuto lo S&P500 ed in sei casi su otto ha eguagliato o fornito rendimenti superiori al tasso di inflazione.

Come vediamo dal grafico sottostante, mediamente il rendimento reale nei periodi di inflazione è risultato del 6% annuo contro una perdita di potere d’acquisto dello S&P500 del 1,6%.

inflaztionfonte: GMO

Quindi diversificazione e protezione durante i periodi di inflazione, questo sono state in grado di fornire le società legate al mondo commodity nel corso della storia finanziaria dell’ultimo secolo.

C’è però un’altra gustosa portata sempre legata ai rendimenti reali. Il grafico riportato sotto mostra come in termini di rendimenti decennali il settore legato alle materie prime non ha mai ritornato valori negativi (quindi perdite di potere d’acquisto) se non in rarissime eccezioni ed i tempi attuali sembrano essere una di quelle. Il punto è però che molto più elevate sono le frequenze dei rendimenti reali negativi che nel corso degli ultimi 90 anni lo S&P500 ha riservato agli investitori.

energyfonte: GMO

In periodi poi di aspettativa dei rendimenti così modesta, potrà far piacere sapere che quando le quotazioni delle azioni commodity-dipendenti sono così convenienti come ora, ovvero posizionate nel quintile più basso in termini di valutazioni, nei 5 anni successivi il settore azionatio legato alle commodity offre rendimenti nell’ordine del 7% all’anno.

Come ripetiamo spesso il passato non è indicativo dei rendimenti futuri. Non necessariamente si ripeterà nelle forme e nei modi già scritti sui libri di statistica dei mercati finanziari.

Se il petrolio dovesse crollare è prevedibile che le performance del settore oil peggiorerebbero ancora. Se l’inflazione dovesse rimanere inesistente è probabile che questi settori non forniranno grandi soddisfazioni.

Quello che però conta è conoscere e sapere in quale ambiente queste azioni lavorano meglio. Soprattutto è importante sapere che finora nel lungo periodo queste azioni hanno fornito, non solo tanta decorrelazione e quindi efficienza di portafoglio, ma anche rendimenti reali eccellenti ed in grado di battere l’indice nei momenti di fiammate inflattive.

Vedremo quello che succederà da qui in avanti, ma è ovvio anche da questo post che l’investimento in commodity (fisiche o futures che sia) nel lungo periodo non ha assolutamente senso. Molto meglio indici settoriali che pagano dividendi e che vedono le quotazioni crescere sulla base di società in grado di aumentare la loro efficienza e produttività nei momenti duri di mercato come quelli attuali di bassi prezzi delle materie prime.

Leggi anche: Ha senso investire in commodity?

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4 thoughts on “Se Proprio vi Piacciono le Commodity…

  1. pgrecoit 7 ottobre 2016 / 17:41

    Esiste su borsa italiana un ETF che consenta di investire sul comparto azionario delle aziende legate alle commodities in maniera diversificata e multi settoriale?

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    • archeowealth 7 ottobre 2016 / 22:53

      Ci sono prodotti settoriali sui materials di Spdr (specializzati su USA oppure su Europa) a cui affiancare dei settoriale Energy. In alternativa ci sono die World Materials di Lyxor a cui affiancare sempre Energy.

      Liked by 1 persona

  2. erreffe 12 novembre 2016 / 18:09

    hai fatto qualche variazione al tuo portafoglio, o rimani con aigc a coprire l’asset in questione?

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  3. archeowealth 15 novembre 2016 / 21:26

    Tutto fermo, seppur in minima parte ma per ora l’Etf ce lo teniamo stretto.

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