Serve Altro?

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La società di ricerca GMO ha pubblicato di recente una ricerca molto interessante centrata sull’opportunità per l’investitore di scegliere azioni legate al mondo delle materie prime piuttosto che commodity rappresentate da contratti futures. Ne abbiamo già parlato qui, ma ci torneremo soprattutto perché potrebbe interessare coloro che vogliono cominciare a costruire portafogli basati su asset in grado di assecondare e tutelare il capitale da eventuali fenomeni di inflazione.

Quello che però ci ha colpito nella ricerca è anche un altro punto.

Il grafico che proponiamo di seguito mostra la media delle previsioni a 1 anno degli analisti circa il prezzo del petrolio e l’effettivo movimento del prezzo dodici mesi dopo.

Mediamente gli analisti azzeccano la direzione giusta circa una volta su due.

gmoGMO ha voluto però affinare l’analisi per cercare di capire se all’interno di questo medione c’è qualche analista che ci ha preso spesso e chi ha sbagliato con altrettanta frequenza. Anche in questo caso nulla da fare, gli errori sono diffusi in egual misura.

GMO ha mappato il confronto previsioni – risultati dal 2011 e si è anche chiesta se andando oltre l’anno le previsioni potessero avere una valenza più consistente.

Niente da fare. Il prezzo del petrolio nel 2011 era di 91$ al barile e la media delle previsioni dei 14 esperti monitorati era di 106$ con un range compreso di 88$ e 137$. Alla fine del 2015 il prezzo del petrolio era di 37$. C’è bisogno di altro?

 

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