Se economia reale ed economia finanziaria non si parlano

Lo sapete, il consiglio che offriamo sempre ad un investitore non professionista per sfruttare al meglio il suo tempo è quello di evitare di perdersi in astrusi ragionamenti circa l’evoluzione futura dei mercati finanziari alla luce di dati o eventi attuali. Anche in caso di capacità eccellenti di analisi, sono talmente tanti coloro che nel mondo hanno accesso a informazioni privilegiate rispetto alle vostre che sarete sempre e comunque in ritardo (ammesso e non concesso che conoscere in anticipo certe informazioni serva a qualcosa).

Pensate che questo nostro pensiero sia superficiale? Liberi di farlo, ma qualcuno dovrebbe spiegarci questo grafico.

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Mentre negli ultimi 5 anni Wall Street faceva segnare un rendimento annuo superiore al 11% grazie all’investimento in un semplicissimo indice S&P500, l’economia reale arrancava. Come si possono giustificare apprezzamenti così forti dell’azionario a fronte di crescita economica inferiore al 2% annuo? E che dire della produttività salita di un modestissimo 0,6% annuo? La partecipazione al lavoro ed i proprietari di case sono calati, esattamente come la ricchezza media reale. Lato aziendale gli utili sono cresciuti di meno del 1% annuo, con i ricavi altrettanto stitici (+1,2%). Come mai allora i mercati stanno salendo? Continua a leggere