Luoghi Comuni

Quella miniera di spunti di discussione che è il blog di Jonathan Clements ha indicato nei giorni scorsi alcuni  luoghi comuni che ognuno di noi sente raccontare nel momento in cui raggiunge l’età adulta e che hanno a che fare con i soldi e gli investimenti.

Vediamone alcuni a cui il sottoscritto aggiunge qualche commento personale.

  • Le azioni sono rischiose. Certo che lo sono rispetto ad obbligazioni e liquidità, ma questo vi esenta dalle perdite? Assolutamente no, poiché liquidità e bond trovano nell’inflazione quel killer che le rende perdenti qualora la remunerazione nominale risulti troppo bassa.

    Quindi l’affermazione corretta è, ogni asset finanziario è rischioso (e in questi giorni anche i bond holders se ne stanno accorgendo) e niente e nessuno vi può garantire un risultato finale al netto dell’inflazione positivo.

  • Si possono battere i mercati studiando ed analizzando i mercati in maniera approfondita. Anche no a giudicare dal consueto rapporto SPIVA che indica come nel lungo periodo solo una stretta cerchia di gestori batte il benchmark e non in modo persistente. Anche ammettendo che esista la possibilità di avere un gestore geniale per qualche anno, come facciamo a sapere prima chi sarà la star per quell’anno?

Competenza e fortuna hanno un ruolo notevole nel mondo finanziario. La prima dovrebbe creare terreno fertile per istruire il cliente sul modo giusto di investire, NON per prevedere il futuro.

  • L’acquisto di una casa è sempre un valido investimento. Anche no a giudicare dagli ultimi 10 anni di prezzi degli immobili americani (appunto immobili!).

    Anche a giudicare dalle statistiche di lungo periodo citate da Robert Shiller e riportate qui l’affermazione risulta confermata.

  • Il mutuo immobiliare è sempre un ottimo investimento. La casa è una necessità e come tale il mutuo risponde a questa necessità.

    Che poi si trasformi in investimento redditizio vedi il punto sopra.

  • Quando siete giovani seguite le vostre passioni. La vita va vissuta, ma forse è meglio impegnarsi al massimo e spingere a mille per guadagnare il più possibile. Risparmiare una fetta importante di questi guadagni fin da giovani renderà possibile il raggiungimento dell’indipendenza finanziaria ad un’età che vi permetterà di godervi la vita.

    Giusta affermazione. Non siamo certamente tra coloro che incitano alla carriera a tutti i costi. Ma da giovani la mente è lucida, flessibile, si ricarica più in fretta. Quello che manca è l’esperienza e per questo bisogna cercare di scontrarsi con la realtà fin da subito, buttandosi nella mischia consapevoli che si può sbagliare, ma anche ricominciare perchè di tempo ce n’è un bel pò davanti.

  • La pensione è fatta per vivere l’ultima parte della vita in relax dopo le fatiche e lo stress dell’attività lavorativa. Giusto, ma siamo così sicuri di essere capaci di riempire ogni minuto con il relax? L’uomo è nato per progredire, per vincere sfide, per cercare soddisfazione e attestati di stima, e questo vale anche durante la pensione, altrimenti la fiammella della vita si spegne.

    E allora la pensione è fatta sì per godersi il denaro messo da parte per una vita, ma è anche fatta per dare un senso a questo denaro e questo senso non sono solo viaggi o tv a pagamento. Questo è il miglior rendimento che potete ottenere dai vostri investimenti del passato ,vivere l’ultima parte della vita continuando ad aver voglia di leggere, studiare e scoprire.

Rame e crescita non parlano sempre la stessa lingua

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Circolano tanti luoghi comuni sui mercati finanziari. A volte sono gli stessi professionisti che trovano  vantaggioso trovare associazioni anche quando non ci sono. Una di queste è quella che vuole come anticipatore del ciclo economico il prezzo del rame.

Siccome dall’elezione di Trump il rally del metallo rosso è stato travolgente (+25%), la salita più forte in un mese dal 2009, i titoli sui media in tal senso non si sono sprecati.

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L’associazione ci può anche stare vista la concomitanza temporale. Più spesa pubblica in America per la Trumpeconomics, più utilizzo di rame e quindi più crescita.

Da qui però a pensare che la salita del rame significa per forza ripresa economica e quindi anche azioni in rialzo ne deve passare di acqua sotto i ponti.

A questo proposito ci viene in soccorso Pension Partner’s che dal suo blog chiarisce meglio il concetto a livello statistico. Continua a leggere

Obbligazioni High Yield ad elevato livello di Colesterolo

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Supponete di essere un proprietario di un ristorante molto “in” del centro città. Siete ricercati dai clienti perché offrite pasti certificati salutari accogliendo solo a coloro che dimostrano di avere esami del sangue perfetti. Il cliente arriva, mostra il suo “rating” e se è top lo fate sedere, tutti gli altri fuori a guardare.

L’ambiente riservato mal si concilia però con la crisi e progressivamente i clienti tripla A sono sempre meno; vi trovate perciò di fronte ad una decisione piuttosto difficile, fallire o abbassare le barriere all’ingresso. Optate per la seconda soluzione, ma mese dopo mese la crisi peggiora e per incassare avete bisogno di prendere dentro anche clienti che hanno il colesterolo sopra 200. Il locale si riempie sempre più, il prestigio accumulato in precedenza vi permette di avere prenotazioni anche per il mese successivo.

Tutto procede per il meglio per un po’ di tempo. Piano piano i clienti più affezionati tripla A però si allontanano da voi perché non sentono più esclusivo il locale e soprattutto non sopportano l’odore di quei fritti misti ordinati dalle triple C. Vi ritrovate un locale con pochi clienti sicuri e molti clienti a rischio infarto, esattamente ciò che non volevate qualche anno fa quando avete inaugurato il locale.

Un bel giorno accade il fattaccio. Continua a leggere

No, sui massimi non compro…sbagliando

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Quando parlo con qualcuno che deve investire soldi nuovi la prima considerazione che mi viene fatta è la seguente: “questo è il momento di aspettare, non si investe denaro in azioni quando le borse americane sono sui massimi storici”.

A questo signore allora faccio notare che lo S&P500 ha toccato quest’anno per la 1134 esima volta un nuovo massimo storico dal 1929 e che solo nel 2016 siamo già arrivati a quota 11 nuovi record. Se avessimo seguito il suo ragionamento a partire dal secondo massimo storico del 2016 bye bye rally! Siamo di fronte all’ennesimo autoconvincimento di poter controllare l’andamento del mercato, ma soprattutto dal desiderio di non fare la figura del più fesso.

Certamente potrebbe anche succedere che dal primo gennaio 2017 la borsa americana prenda una pericolosa china ribassista e che per qualche anno non vedremo più massimi storici. Potrebbe però anche non andare esattamente in questa direzione.

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Come riporta il sito TheIrrilevantInvestor il ritorno medio a sei mesi e un anno dopo un massimo storico è addirittura più forte rispetto alla media di tutti gli altri giorni. Continua a leggere

Lezioni di storia per evitare fughe precipitose dai bond

Non sarà un post di tante parole questo, ma per favore tenetelo sempre a portata di mano quando la vostra mente di investitore vi spingerà sull’onda emotiva ad abbandonare il mercato obbligazionario. Giornali che scriveranno a caratteri cubitali che sul mercato obbligazionario le perdite sono sicure per i prossimi anni, commentatori che urleranno che il ciclo di ribasso dei tassi è finito, guru (come questo)  che prevederanno rendimenti che fino a qualche mese fa spettavano al mercato high yield.

Per favore, tappatevi orecchie ed occhi e guardate questa tabella che esprime 90 anni di storia americana dei tassi di interesse con scadenza 10 anni. Ogni anno di partenza è quello in cui si concretizza un total return negativo per l’obbligazionario.

storia-perdite-bondfonte: Shiller, Damodaran

Con buona pace di di Mr. Gundlach che prevede rendimenti più che doppi rispetto al livello attuale fra 5 anni, nella storia americana un comportamento di questo genere si è verificato solo una volta e con tassi di partenza decisamente più alti di quelli attuali.

La tabella che riportiamo sotto riporta i casi in cui i rendimenti decennali sono raddoppiati a distanza di 5 anni oppure siamo andati vicini al raddoppio. Nella terza colonna trovate il rendimento percentuale total return per ogni annata. Continua a leggere

La difficile scelta di quanto versare al Fondo Pensione

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Quando si pensa all’apertura di un fondo pensione generalmente la maggior parte delle persone lo fa con lo stesso approccio utilizzato per il regime alimentare o l’attività fisica. Da domani mi metto a dieta o mangio meglio, da domani faccio più movimento e sport, da domani risparmio di più per la mia pensione.

Questa forma di autodisciplina le statistiche purtroppo dimostrano che non funzionano.

Dal Sole24Ore del 9 giugno 2016

I lavoratori iscritti a forme di previdenza integrativa hanno raggiunto nel 2015 quota 7,2 milioni con un aumento del 12,1% sul 2014. Lo rileva la Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) spiegando che nell’anno sono aumentati anche coloro che hanno interrotto il versamento dei contributi passando da 1,6 milioni nel 2014 a 1,8 milioni, in pratica un quarto degli iscritti complessivi.

Numeri modesti che appaiono ancora più incredibili se si pensa che, almeno per i lavoratori dipendenti, l’adesione al fondo viene premiata con un contributo aziendale pari ad una percentuale dello stipendio. In pratica è come rifiutare un aumento di stipendio.

Detto questo, un’altra grande criticità che incontrano i lavoratori è la scelta della percentuale di denaro da destinare al fondo pensione. Le percentuali scelte hanno più un carattere di estrazione casuale di un numero che non un ragionato pensiero di programmazione. Molti scelgono lo 0,5% (il minimo) dello stipendio per sentirsi a posto con la coscienza, ma nello stesso tempo non vogliono incidere troppo sullo stipendio che incassano ogni mese in busta paga. Altri scelgono il classico numero rotondo (1%, 2%, 3%), pochissimi scelgono la doppia cifra (dal 10% al 15%). Continua a leggere

Le principali regole per operare nel mercato Forex in sicurezza

Proseguiamo nella pubblicaziona saltuaria all’interno del nostro blog di alcuni articoli che ci vengono forniti da siti amici. Questa settimana laguidaforex.it ci parla del mercato iperspeculativo del Forex e di alcune regole utili per operare in sicurezza. Buona lettura.

fx

Il mercato forex è quello in cui avvengono i cambi tra le valute scambiate in tutto il mondo. Da alcuni decenni tale mercato è OTC, ossia non possiede una sede fisica. Per questo motivo chi vuole investire nel Forex lo può fare ogni ora del giorno e della notte, escluso il fine settimana. Oggi molte persone che operano in questo mercato lo fanno attraverso i prodotti derivati, speculando sul cambio tra due diverse valute, come ad esempio Euro/Dollaro, o Euro/Sterlina.

Come guadagnare con il forex trading online
Chi investe nel forex con i prodotti derivati in pratica cerca di prevedere l’andamento delle quotazioni dei cambi tra due valute. Questo tipo di previsione avviene in genere nel brevissimo periodo: 1, 5 o 10 minuti, o anche 25, 35 o 60 minuti. Chiaramente le fluttuazioni dei cambi, nel corso delle ore, possono essere le più varie; è però possibile individuare un trend generale, che tende a mantenersi nel corso del tempo. Le valute infatti hanno un valore che si basa su diversi fattori, tra cui anche il profilo economico di uno stato, o gli eventi economici e politici che vi si verificano. Un bravo trader che vuole operare nel forex dovrebbe sempre mantenersi aggiornato sugli avvenimenti di cronaca quotidiani, per ottenere da queste notizie importanti indicazioni per i suoi investimenti.

Le strategie di trading
Molte persone che si occupano di trading online, nel forex o anche in altri mercati, sfruttano alcune tecniche, dette strategie. Si tratta di metodologie che si basano sull’analisi tecnica dei grafici degli andamenti delle quotazioni, che permettono di evidenziare degli andamenti ricorrenti. Quando un particolare andamento si presenta, risulta molto più facile prevedere se la quotazione tenderà a salire o scendere nel corso dei minuti successivi. Questo tipo di tecniche non possono dare indicazioni certe e sicure al 100%, ma permettono di aumentare enormemente la probabilità che le nostre previsioni siano corrette.

I segnali di trading
Alcuni broker utilizzano i segnali di trading, che vengono inviati ai loro clienti. In sostanza attuano essi stessi l’analisi tecnica su alcune quotazioni; quando notano alcune caratteristiche nei grafici degli andamenti delle quotazioni, suggeriscono un certo tipo di investimento alla loro clientela. I segnali di trading possono aumentare enormemente le possibilità di guadagno di un singolo trader, soprattutto se riesce a seguirli in modo regolare. Alcuni broker propongono la possibilità di ottenere tali segnali anche quando si è lontani dal PC, ad esempio tramite smartphone. Un mercato aperto 24 ore al giorno unito alla connettività online praticamente in ogni luogo del mondo, rende il Forex un mercato oggetto di milioni di transazioni al giorno. Affrontarlo senza regole è una strada sicura verso la perdita totale del proprio capitale.