L’Asset Allocation di ArcheoWealth (Bilancio 2016)

Il 2016 si chiude ancora una volta con delle belle soddisfazioni per il portafoglio di Archeowealth. Dopo il +5,7% (al netto dei costi) del 2015, anche il 2016 porta con sè un risultato considerevole e praticamente in fotocopia (+5,8%). L’anno però è stato travagliato. La prima parte problematica per le azioni, la seconda parte per i bond.

Sapete bene quanto è importante  tenere conto dell’andamento reale della performance. Se nel 2015 il tasso di inflazione annuo italiano fu dello 0,1% limando a 5,6% il rendimento reale del portafoglio, quest’anno la storia si ripete. A novembre l’inflazione annua italiana era ancora dello 0,1% e quindi in termini reali ancora una volta ci posizioneremo attorno a 5,7% annuo.

archeo

Altro confronto che va sempre fatto è quello con l’equivalente titolo di stato italiano a 10 anni. Se il 31 dicembre 2014 il Btp italiano rendeva l’1,8%, a fine 2015 il rendimento del titolo di stato italiano era del 1,6%. Battuto ampiamente pure quello.

Il 2016 non era cominciato nel migliore dei modi con il massimo drawdown del portafoglio toccato a febbraio con un -7,8%, periodo nel quale non mostrammo grandi preoccupazioni perchè eravamo forti del cuscinetto di utile dell’anno precedente. Da quel momento è stato un progressivo recupero culminato con il superamento della linea dello zero già ad aprile. Il rumore assordante dei media della carta stampata e digitale di inizio anno era alle spalle, ma nuove sfide si annunciavano all’orizzonte. Brexit, elezioni presidenziali Usa, referendum italiano.

Abbiamo lasciato lavorare il mercato senza grandi variazioni ed i risultati sono arrivati. La costanza e la diversificazione dell’asset allocation hanno premiato. Ma l’elemento che più ci appaga è che il +5,8% del 2016 aumenta un montante già salito del 5,7% l’anno passato. Il calcolo non viene più fatto su 50 mila, ma bensì su 50 mila + il guadagno accumulato l’anno passato. È l’effetto della capitalizzazione composta degli interessi.

Ora il nostro cuscinetto si è ispessito con i 50 mila Euro di partenza diventati oltre 56 mila, il tutto senza trucco e senza inganno visto che ogni trimestre abbiamo mantentuo aggiornati i nostri lettori sull’andamento del portafoglio.

Il ragionamento per il 2017 sarà analogo a quello fatto in precedenza. Se anche il mercato azionario (o perchè no quello obbligazionario) andrà in forte tensione, potremo stare a guardare da una posizione di maggiore solidità che ci permetterà di assorbire eventuali perdite nel corso dell’anno. Se avessimo seguito i consigli di qualche pessimista cosmico ora saremmo ancora qui con il denaro parcheggiato in liquidità e senza nessuna forma di apprezzamento in termini reali dei nostri risparmi. Se poi lo sciaquone sarà forte, nessun problema il ribilanciamento ci permetterà di acquistare azioni a prezzi migliori e non sarà una tragedia se a fine 2017 torneremo a 50 mila Euro.

Potrei raccontarvi dell’errore commesso in questo 2016 di non puntare con forza sul Dollaro americano lato obbligazionario visto che la maggior parte dei prodotti sono Eur hedged. Potrei anche raccontarvi della mossa azzeccata di mantenere un peso azionario attorno al 50% (e qui di Dollari ce ne sono) o della scelta perfetta di inserire le commodity tanto bistrattate alla fine del 2015. Ma non lo farò perchè quello che conta è il risultato complessivo ottenuto con il minor rischio possibile. Mai guardare la singola riga del deposito titoli. Quello che conta è il rendimento complessivo di tutti i prodotti messi assieme.

Terminato l’anno si adottano  le consuete opere di ribilanciamento come da check list e magari si approfitta per fare qualche aggiustamento. Quest’anno abbiamo una fortuna. La salita dell’azionario crea un surplus che rende necessario una vendita di qualche punto percentuale a favore dell’obbligazionario. Siccome qui i rendimenti mondiali sono certamente più elevati di quelli dell’anno passato, un ribilanciamento questo che riduce un pochino il rischio ed alza il  rendimento potenziale lato bond.

Lo so che siete curiosi di sapere quali mosse ulteriori adotterò, ma mi spiace deludervi non ci sarà granchè.

Pochi ritocchi. L’Etf che investe sui mercati emergenti obbligazionari lo sostituirò con un Etf che investe nello stesso ambito ma con cambio aperto (stiamo parlando di 6% del portafoglio complessivo). Troppo onerosa la copertura del cambio EurUsd (oltre 1.8% di costo aggiuntivo annuo) e per questo preferisco limare qualche punto percentuale di prodotti hedged dal portafoglio obbligazionario (complessivamente 3 se consideriamo la mossa successiva).

Per quello che riguarda il ribilanciamento di circa 3 punti percentuali da azioni a bond sarà dirottato completamente sul prodotto Global Aggregate Bond Eur hedged che torna così al 20% del portafoglio. Alla fine la riduzione dei prodotti Eur hedged sarà del 3% circa.

Lato azionario manteniamo i nostri 50 punti (comprensivi di 5 punti di Reit europei) di esposizione, di cui 20 punti percentuali in prodotti a bassa volatilità (Etf Min Vol e Etf Aristocrats ad alto dividendo). Crediamo possano far comodo nel corso del 2017.

Cosa stiamo tenendo d’occhio per il 2017? Stiamo pensando all’acquisto di qualche punto  di oro, ma la cosa è ancora prematura. L’indecisione è se sacrificare  l’azionario (appunto il Low Volatility) oppure l’Etf sulle Commodity dove l’utile è decisamente corposo al momento.

Fino alla noia ripeto alle lettera ciò che scrissi l’anno passato. Questo è il MIO portafoglio e NON il VOSTRO. Qui dentro ci sono i miei obiettivi e non i vostri. Qui dentro c’è la mia propensione al rischio e non la vostra (che non conosco).

Questo portafoglio non è replicabile semplicemente perchè calza a pennello sul mio profilo di investitore. Anche voi dovrete cercare di costruire (o farvi aiutare da un consulente preparato) un’asset allocation  che miri a realizzare nel corso del tempo i vostri obiettivi e quando vi sentirete tranquilli di stare sul mercato con quel tipo di investimenti, beh allora avrete raggiunto la pace dei sensi dell’investitore di buon senso.

Per il resto…Addio 2016 e Benvenuto 2017.

Buon investimento e soprattutto Buon Anno a tutti!

 

Advertisements

4 thoughts on “L’Asset Allocation di ArcheoWealth (Bilancio 2016)

  1. Lore 30 dicembre 2016 / 18:50

    Ho 3 curiosità da chiederti:
    1- Per quale motivo è consigliabile fare il confronto con i titoli di stato italiano a 10 anni?
    2- Come hai fatto a calcolare la copertura del cambio EurUsd (oltre 1.8% di costo aggiuntivo annuo)? Come potrei calcolare questo costo? Esistono link o risorse che possono aiutare un piccolo invesitore come me?
    3- La terza è più inerente al portfolio, la scelta di investire nella zona euro con 3 etf anzichè scegliere un etf che segua l’indice Stoxx o Emu è dovuta per caso alla composizione del swda.mi che già copre l’europa? In particolare quali sono le motivazioni della scelta dell’ Etf Min Vol e Aristocrats?

    Mi piace

    • archeowealth 30 dicembre 2016 / 22:05

      1) Da sempre preferisco confrontarmi con i titoli di stato italiani. Bot o Btp decennale fai tu (preferisco il 10 anni perchè rappresenta anche un ipotetico orizzonte temporale di un fondo azionario), ma il mio obiettivo è quello di battere l’alternativa più semplice e liquida che esiste in Italia. Per questo scelgo il titolo italiano (come l’inflazione italiana). E’ consigliabile quindi confrontarsi con il Btp perchè capisci se il tuo potere d’acquisto da investimento in Italia è salito oppure no.
      2) Potresti dare un’occhiata qui http://finanza-mercati.ilsole24ore.com/valute/forwardeur/forward.php
      Qui bisogna essere esperti di forex, ma se prendi la scadenza a 12 mesi ti accorgerai che coprire il rischio dollaro vendendo a termini costa 212 pips (se lo spot è 1.05 venderai a 1 anno dollari a 1.0712). In realtà chi fa hedged copre mensilmente ma nella sostanza il costo è quello che ti ho detto più o meno.
      3)L’Europa è già presente in minima parte nel Msci World, poi nel Reit ed infine nei due fondi che hai citato tu. Perchè ho scelto quelli? Perchè tendenzialmente il mio portafoglio cerca rendimento e constestualmente bassa volatilità. Entrambi mi garantiscono queste caratteristiche ed entrambi li preferisco in una fase matura del rialzo dei mercati azionari mondiali come quello attuale. Presumo che nelle fasi di ribasso perderanno meno. Nulla vieta comunque di prendere un unico Etf Emu o Europe, o ancora ad un certo punto di sostituire il Min Vol con il Momentum o Emu o small cap. Personalmente preferisco subire meno oscillazioni possibile in un percorso di crescita. Poi quel 10% di portafoglio sul quale faccio la mia personale gestione attiva può avere così una volatilità anche elevata.

      Mi piace

  2. Gab 2 gennaio 2017 / 6:40

    Ciao, e Buon 2017 x te , x il tuo blog è x tutti noi che abbiamo la fortuna di leggerlo . Una domanda sul’ asset allocation in generale. Ritieni sia una scelta valida in fase di impostazione di portafoglio, con orizzonte 5-10 anni, decidere di accumulare in automatico in una serie di strumenti ( anche semplicemente 2, Bond e Equity )senza farsi troppo influenzare dagli eventi o seguire il probabile trend del momento?
    Oppure ritieni sia meglio un portafoglio che varia in base alle possibili opportunità che si creano?

    Mi piace

    • archeowealth 2 gennaio 2017 / 7:48

      Prima cosa chiarisciti le idee sull’orizzonte temporale. Cinque o dieci fanno una bella differenza e quindi di questo bisogna tenere conto nei pesi percentuali dell’asset allocation. Per quello che riguarda le mode l’esperienza insegna che la direzione opposta spesso e volentieri si rivela vincente. A meno che tu non preferisca una spiaggia romagnola a ferragosto 😀
      Certo che due strumenti sono sufficienti. Ovviamente dipende dell’importo. Più è elevato, più puoi diversificare le fonti di rendimento e soprattutto il rischio. È un po’ come quando compri un’auto superaccessoriata. A destinazione ci arrivi come con un catorcio, più accessori e rifiniture installi più aumenta comfort e sicurezza.Oltre un certo punto però certi accessori non solo non ti serviranno mai, ma probabilmente nemmeno sai di averli a bordo. Per investire è proprio questo giusto equilibrio che dobbiamo trovare. A presto

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...