Comincia il 2017 e speriamo in un bel rialzo dei tassi…

salita

Fino a quando la nostra attività è destinata ad essere quella di risparmiatori netti di denaro dovremmo essere contenti di assistere a correzioni nei prezzi degli asset finanziari che andiamo regolarmente ad acquistare.

Vale per le azioni, ma vale anche per le obbligazioni per le quali c’è una sensibilità del pubblico molto diversa. E’ chiaro che quando ci avviciniamo al momento in cui dovremo utilizzare i nostri soldi dovremmo preoccuparci di abbassare il rischio sia sulle azioni che sulle obbligazioni, ma nel durante, caspita, poter comprare reddito fisso a rendimenti più alti è un qualcosa che ci offre la certezza di alzare le aspettative di rendimento.

Storicamente un portafoglio costituito da obbligazioni ha visto storicamente il proprio rendimento generato prevalentemente dal flusso cedolare (interamente se portiamo le obbligazioni a scadenza) ed allora ecco che con soldi nuovi o semplicemente con il reinvestimento delle cedole, comprare bond a rendimenti più elevati è una gran bella cosa per chi ha davanti anni di investimento e vuole costruirsi una rendita nominale positiva a basso rischio.

Paradossalmente il rischio è molto più alto in ambienti con bassi tassi di interesse per chi costruisce asset allocation e questo perché le obbligazioni o i fondi che investono in esse diventano un portatore netto di performance piuttosto scarso con tanti rischi.

Gli analisti di Newfound Research hanno fatto un’analisi carina proprio per spiegare questo concetto.

Prendendo una classica strategia di acquisto di obbligazione a 10 anni di scadenza che viene rivenduta dopo 3 anni (quando ne mancano 7 a scadenza), per poi ricomprare nuovamente un bond a 10 anni (praticamente quello che fa un Etf 7-10 anni obbligazionario governativo per mantenere stabile la duration), con il grafico seguente possiamo capire come un rialzo dei rendimenti nei prossimi anni potrebbe non sarà un dramma anche per chi investe in scadenze lunghe.

bond-1

Fonte: Newfound Research

Dal 1970 ad oggi si vede chiaramente come la cedola (colore azzurro) ha rivestito la componente dominante del ritorno assoluto fornito dall’investimento obbligazionario.

In questo arco temporale, pur con periodi di rialzo dei tassi come il 1969-1979 (da 7,8% a 10,3% il decennale Usa), solo l’1,5% del tempo è stato archiviato con una perdita per i bond holders. Il  responsabile di questi segni meno sono i cosiddetti ribilanciamenti. Se compro un bond a 10 anni al 2% di cedola e poi i tassi salgono al 3%, tendenzialmente dopo 3 anni rivenderò il titolo in perdita (contributo negativo), ma acquisterò un’obbligazione con ritorno cedolare più alto.

Nella decade di rialzo tassi che poi terminò nel 1981 il ribilanciamento costituì una zavorra, per poi alimentare il vento in poppa fino ai giorni nostri per effetto del ribasso generale dei rendimenti obbligazionari. Tuttavia il 72% del ritorno totale dal 1981 ad oggi è stato generato dalle cedole. Cosa ci dice questo?

Dice che poter sfruttare il reinvestimento del capitale a rendimenti più elevati rappresenterà in futuro il cuscinetto migliore contro il rialzo dei tassi.

Ma Newfound Research va oltre e giustamente si pone la seguente domanda. Che cosa potrebbe succedere al nostro patrimonio obbligazionario se i tassi seguissero la stessa traiettoria delle ultime decadi ma al contrario, ovvero ritornando dove erano nel 1981 in una specie di mulinello che riavvolge il filo?

bond2

Fonte: Newfound Research

Il grafico offre una risposta parziale, stimata, ma comunque interessante. Seguendo la stessa strategia compra decennale, vendo dopo 3 anni e ricompro decennale, vediamo come il momento peggiore si ritroverebbe in forma ipotetica con una ritorno annuo di -2,5%. Annata negativa attribuibile allo speculare periodo 2000-2003 in cui i tassi passarono dal 6,3% al 3,3% e che noi qui vediamo simulato al contrario generando ovvie perdite all’investitore di obbligazioni.

Non mi pare un così grande dramma, ma soprattutto concentriamoci sulla linea azzurra della componente cedolare che questa volta si amplierebbe anno dopo anno. E’ vero, potremmo dover uscire dall’investimento quando il total return sarà prossimo allo zero, ma anche no e soprattutto potremmo non assistere alla stessa strada percorsa al contrario.

Potrebbe infatti succedere che i tassi in futuro cominceranno a risalire lentamente o semplicemente si stabilizzeranno su livelli poco superiori a quelli attuali.

Debito mondiale, globalizzazione, demografia, tecnologia, tutti fattori che potrebbero esercitare pressioni verso il basso sui rendimenti.

E allora perché porsi tanti problemi su eventuale fiammate dei rendimenti obbligazionari.

Saranno occasioni e andranno sfruttate. Se poi ai bond abbinerete qualche fondo azionario aumenterete ancora di più la capacità di tenuta e progresso del vostro portafoglio nel corso di quel tempo che vi siete dati per accrescere il vostro capitale.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...