La tentazione di mediare le perdite…sbagliate

fall

Diversi investitori pensano che le correzioni (meglio se profonde) dei mercati azionari vanno sfruttate sempre e comunque per aumentare l’esposizione a quel determinato tipo di investimento.

Vero se questo discorso lo fate per indici geografici ampiamente diversificati tipi Msci World, S&P500, Msci Emu, Msci Emerging Market. Falso se prendete questo evento di mercato come una buona scusa per caricare ulteriormente la molla su investimenti regionali o settoriali molto specifici. Avete sbagliato, non ammettete l’errore e andate a mediare la perdita. Passo falso clamoroso!

Ma come Archeowealth, non sei stato tu a dirci che se siamo giovani dobbiamo sperare in un bel crash di mercato?

Certo e lo riconfermo. Ma lo ripeto sempre, un conto è investire in modo diversificato e di buon senso, un conto è fare scommesse.

Ora vi faccio un esempio reale e recente.

test1Se osserviamo l’andamento negli ultimi 5 anni dei principali mercati emergenti notiamo una cosa singolare. Comprare quello che faceva peggio un anno si rivelava un affare l’anno successivo (vedi Russia 2014-2015 e Brasile 2015-2016). Viceversa sarebbe stato un disastro tenere il vincente di un anno per i dodici mesi successivi (vedi Turchia 2012-2013).

Sarebbe molto bello se le cose andassero in questa maniera ogni volta. Compriamo l’azionario più spappolato alla fine di un’annata e l’anno successivo portiamo a casa un cospicuo guadagno.

Peccato che sul mercato prevalgano spesso e volentieri delle tendenze e allora eccovi servita la seconda tabella.

 novelinvestor-emerging-market-returns-fy-2016

Osservate il mercato brasiliano protagonista di un 2016 spumeggiante. Sempre negli ultimi tre posti però dal 2010 al 2015, una chiara tendenza ribassista. Se nel 2010 avessimo comprato il Brasile e poi nel 2011 avessimo mediato, nel 2012 idem come nel 2013, 2014 e 2015, stavamo giocando alla lotteria con i nostri soldi confidando nell’uscita prima o poi del numero ritardatario (leggi anche “Investitore, non Gambler”).

Ecco perchè penso che, soprattutto i piccoli investitori dotati di capitali modesti, dovrebbero abbandonare la speranza di arricchirsi facilmente comprando qualche mercato esotico o settore all’ultimo grido.

State piuttosto sul mercato diversificando senza correre rischi unidirezionali, sono i vostri unici risparmi in fondo e dovete volergli bene.

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2 thoughts on “La tentazione di mediare le perdite…sbagliate

  1. Liandri 2 febbraio 2017 / 18:37

    Buongiorno,
    mi piacerebbe sapere un vostro parere sulla Grecia. Dopo il crollo di qualche anno fa, sembra stabilizzata sul fondo del barile. Ho letto nei giorni scorsi che i tedeschi stanno facendo diversi investimenti in Grecia. Può essere un inizio di risalita?
    grazie

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    • archeowealth 2 febbraio 2017 / 21:14

      Comincio dai recenti attacchi di Trump alla Germania per parlare di Grecia. Se per i tedeschi il teorico punto di pareggio della valuta con il Dollaro è stimato in 1.49 (secondo la teoria dei poteri d’acquisto) per la Grecia sarebbe necessario avere un rapporto di cambio 1 a 1. Questo ci dice come la competitività greca è sicuramente aumentata e come i tedeschi hanno tutto l’interesse ad investire in Grecia. Detto questo la situazione economica è ancora drammatica e l’andamento dei rendimenti obbligazionari è certamente meno volatile rispetto al passato, ma sempre legato a decisioni politiche e non fondamentali. Insomma uno stato fallito con bond in default che cerca di riprendersi. Ci vorrebbe inflazione e crescita europea a livelli ben più vigorosi di quelli attuali per importare feta e fare viaggi a Creta più frequenti. Poi non dimentichiamo come la vicinanza della Turchia, pur essendo un vantaggio geopolitico, rende incerto l’interscambio con il paese emergente.
      Posso dire che il mercato azionario di Atene nell’ultimo anno è sì salito dai minimi storici di febbraio, ma ancora tecnicamente siamo lontani dall’inversione di tendenza. Credo che si possa tranquillamente farne a meno, ma se proprio non se ne può fare a meno credo che le azioni greche facciano parte ancora dei panieri dell’indici Msci emerging market.

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