Punto della Situazione

Ogni tanto è giusto fare un punto della situazione sulle valutazioni dei mercati ed i grafici di Doug Short rappresentano per il sottoscritto un eccellente  riferimento.

Senza pretese e consapevoli che servirebbero paginate di analisi per arrivare a conclusioni più approfondite, cominciamo con i principali criteri di valutazione fondamentale del mercato azionario americano. Non ci sono grandi dubbi circa il fatto che dopo oltre 8 anni di bull market le borse sono acquistate in questo momento a caro prezzo. Nella migliore delle ipotesi (il QRatio di Tobin) abbiamo valutazioni distanti almeno il 50% dalle medie storiche. La media dei 4 valori presi in considerazione da Doug Short ci porta a due deviazioni storiche di distanza dalla media storica.

peValutazioni care non significa necessariamente rendimenti elevati per tutti coloro che hanno investito. Chi ha comprato nel 2000 ha finora vista un ritorno nominale del 49.2% sullo S&P500 e del 11.2% sul Nasdaq. Siccome un investimento si valuta in termini reali (quindi al netto dell’inflazione) si può vedere dal grafico successivo come ancora c’è qualcuno che maledice il buy and hold.

2000

Il Buffett Indicator esprime il rapporto tra capitalizzazione di borsa e il Pil. Anche in questo caso siamo a livelli non certamente “cheap”.

buffett

L’ultimo grafico lo prendiamo dal sito di ResearchAffiliates ed apre una finestra sulle borse mondiali. Il cosiddetto Cape (Prezzo/Utili aggiustato sulla media degli ultimi 10 anni ideato da Robert Shiller) ci offre però una prospettiva incoraggiante. Ci sono mercati cari come quello americano, ma volgendo lo sguardo in altre direzione le valutazioni non appaiono così “tirate”.

cape

Ovviamente nessuna pretesa di previsione sull’andamento dei mercati, una semplice e salutare presa di coscienza di quale acque stiamo solcando. Mercati cari non sempre porta a rendimenti bassi nell’immediato.

Consapevoli di quello che offre il reddito fisso con le obbligazioni, meglio abbassare le pretese sui rendimenti futuri provenienti dal mercato azionario. Se arriveranno sorprese tanto meglio, in caso contrario la soluzione ai bassi rendimenti per farli diventare alti è una sola. Risparmiare di più.

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2 thoughts on “Punto della Situazione

  1. andrea giuseppe rossi 16 febbraio 2017 / 17:42

    Come sempre un ottimo articolo e un bel titolo che è proprio quello che sto facendo io, IL PUNTO DELLA SITUAZIONE.

    Tre anni fa ho acquistato quote di un fondo flessibile, AcomeA aggressivo, che sino al novembre scorso non ha prodotto nulla.

    Per disperazione, anche perché il TER di quel fondo costava il 2,25 % , ho deciso di liquidarlo e proprio da quel giorno il fondo a cominciato a salire guadagnando un 15 %.
    Leggendo qua e la, l’errore di ritenere le borse care non l’ho fatto solo io, anche una notissima società di consulenza azionaria milanese ha sbagliato, ha poi pubblicato su repubblica una scusa ai suoi clienti per avere consigliato di non investire in azioni appena dopo l’elezione di Trump.

    Io non sono più giovane e quella posizione azionaria, pure se di scarsa qualità, era l’unico asset azionario che avevo e che sarebbe dovuto servire a darmi qualche punto di guadagno, ora mi ritrovo con un portafoglio senza azioni, con molta liquidità e moltissimo breve termine.
    Per fortuna ho un fondo che ora sta andando benissimo, è l’ ACOMEA Performance, un fondo obbligazionari flessibile che opera in tutti i mercati, specialmente emergenti, …speriamo che duri.

    Per bilanciare di nuovo il mio portafoglio e renderlo funzionale , con WS che macina record su record, dovrò aspettare, non ho 20 o 30 anni e non posso rientrare neppure con un PAC decennale, il mio limite massimo è di 3 max 4 anni.

    So qual’ è la vostra idea sui fondi, anche per me è arrivato il momento di cambiare, a fine anno
    liquiderò il tutto e opterò solo per gli ETF, prima però dovrò capire bene come funzionano dal punto di vista delle minusvalenze ecc.

    Grazie e cordiali saluti.

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    • archeowealth 16 febbraio 2017 / 22:41

      Ovviamente non possiamo darti consigli di investimento, ma chi meglio di te conosce quando rischio puoi assumerti sulla base dell’orizzonte temporale che hai davanti e quello che vuoi fare con i tuoi risparmi?
      Per quello che riguardi i fondi ti sbagli. Non siamo contrari ai fondi, ma pensiamo che quelli troppo cari difficilmente portano grandi benefici all’investitore. Credo che è anche possibile una gestione attiva in grado di giocarsela con l’Etf, almeno nel breve periodo (ci sono gestori anche bravi), il problema è la sostenibilità nel lungo periodo e la capacità di sapere in anticipo chi sarà la prossima star.
      Vedendo i flussi imponenti che stanno andando sugli Etf…ora ti stupirò, credo che la gestione attiva sarà la sorpresa del prossimo lustro.
      A presto.

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