Ogni tendenza nasce da un cambiamento

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Da poco ho terminato la lettura del libro di Darrell Huff Mentire con le statistiche e tra i tanti ragionamenti di buon senso che l’autore appunta sul suo libro, uno in particolare ha trovato la mia assoluta condivisione. Fidarsi ciecamente delle proiezioni statistiche  significa molto spesso convincersi che possa esistere una tendenza senza cambiamento.

Cerco di spiegare meglio il concetto.

Oggi ancora più di allora (Duff scrisse il libro di statistica più venduto al mondo nel 1954), siamo inondati da proiezioni statistiche che tendono a mostrarci il futuro sulla base dell’andamento del passato.

Lo vediamo continuamente, dalle previsioni dei risultati elettorali, fino a questioni “secolari” sulla demografia o la crescita economica.

Ho notato nell’ultimo lustro un impressionante aumento della produzione di outlook o analisi di mercato da parte delle più importanti società di ricerca finanziarie nei quali si cerca di spiegare l’impatto che deflazione tecnologica o crescita zero della demografia o ancora dell’avvento della robotica nel mondo del lavoro, avranno sul futuro degli investimenti finanziari.

Come è giusto che sia ognuno deve costruire una propria idea, ma basare le proprie scelte di investimento sposando uno scenario, una proiezione statistica, è semplicemente un suicidio.

Darrell Huff cita l’esempio degli errori clamorosi del Governo americano sulle stime di crescita della popolazione. Ad esempio nel 1938 gli esperti stimavano che non si sarebbe mai arrivati a 140 milioni di abitanti negli Stati Uniti, numero che fu superato dodici anni più tardi di 12 milioni di abitanti. Negli anni ’50 circolavano libri di testo in cui si prevedeva un limite massimo di 150 milioni di abitanti non prima del 1980. Stesso errore nel secolo precedente, ma in senso opposto. Lo stesso Lincoln predisse che la popolazione americana avrebbe toccato i 251 milioni di abitanti nel 1930 perchè si presumeva che continuasse il fattore di crescita dominante del periodo 1790-1860.

E come oggi circolano tanti studi sulla stagnazione secolare o della crescita zero della demografia occidentale, non abbiamo la certezza che queste proiezioni basate sul passato possano essere giuste.

Questo ovviamente ha dei riflessi anche nel mondo degli investimenti.

Comprare un’obbligazione a tasso fisso che scade fra 30 anni (o addirittura fra 50) e fare di questo il nostro unico investimeno obbligazionario perchè siamo convinti che la tendenza al ribasso dei rendimenti è destinata a proseguire, è un errore che potrebbe costare molto caro.

Nello stesso tempo rimanere corti di duration o addirittura liquidi su conti deposito perchè convinti che è partita l’era dei tassi in rialzo, è altrettante aberrante.

Le tendenze non sono eterne ed ogni cambiamento le spazza via. Farsi trovare impreparati è un errore che rischia di vanificare tutto quello che di buono si è fatto fino a quel momento.

Una frase di Albert Einstein diceva: “Quando le regole della matematica si riferiscono alla realtà non sono certe e quando sono certe non si riferiscono alla realtà“.

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One thought on “Ogni tendenza nasce da un cambiamento

  1. jambo123321 22 febbraio 2017 / 9:39

    Congratulazioni per l’articolo e il blog. Trasmetti sempre semplici, ma allo stesso tempo potenti idee. Mi piacerebbe fare una chiaccherata. Sono un appasionato da anni di scuola value mungeriana. Hai un contatto? Grazie in anticipo! Alessandro

    Mi piace

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