Il ritorno (pericoloso) del Fai da Te

fai

Il boom di raccolta dei prodotti a gestione passiva del 2016 ha chiaramente acceso i riflettori sugli ETF, in apparenza la soluzione a buona parte dei mali che affliggono i portafogli medi degli investitori italiani e mondiali.

E’ innegabile che siamo di fronte ad uno dei momenti storici più favorevoli per coloro che hanno denaro da investire, almeno lato passività.

Il costo dei prodotti a replica passiva (ma anche a gestione attiva se vogliono rimanere competitivi) sta puntando verso il basso da tempo, con il 2016 che ha visto un nuovo giro di vite. In America ormai siamo arrivati a costi di 9 $ per 1000$ investiti, in alcuni casi anche senza costi di transazione. A questo link potete capire come e la tabella successiva ci fa capire meglio di cosa stiamo parlando.

etf

Creare un portafoglio semplice e ben diversificato  spendendo lo 0,09% del capitale investito come commissione di gestione è possibile ed è una delle fonti di successo dei modelli di Robo Advisory.

Se confrontato con i costi di un fondo a gestione attiva la battaglia per quest’ultimo è persa in partenza. Siccome l’investitore negli ultimi tempi ha focalizzato la sua attenzione tutta sul lato dei costi questo spiega i flussi verso gli ETF degli ultimi tempi.

Quando però il gregge si sposta tutto da una parte bisogna sempre alzare la testa e guardare il panorama che ci circonda, perchè se il capofila cade nel burrone noi andiamo con lui.

Eh già perché acquistare un prodotto a basso costo non significa automaticamente ottenere la performance desiderata. Acquistare un prodotto a basso costo non significa necessariamente avere fatto la scelta migliore per il proprio portafoglio di investimento.

In questo pagine abbiamo cominciato a parlare di attenzione alla voce di costo già in momenti in cui gli Etf non erano così “desiderati” come ora e la nostra opinione di fondo non cambia.

Su queste pagine abbiamo però anche indicato il fattore costo come una delle componenti che determinano il rendimento futuro degli investimenti, quella più controllabile certo, ma non quella esclusiva.

I pericoli che vediamo in questo boom di vendita di ETF degli ultimi tempi sono sostanzialmente due: il fai da te e l’inserimento nella mischia di qualche “santone” capace di promettere qualche asset allocation miracolosa a cui nessuno aveva mai pensato finora.

Per quello che riguarda questo ultimo punto siamo i primi a puntualizzare che ogni persona o famiglia deve avere la sua asset allocation, tarata sulle proprie esigenze, conoscenze, sensibilità alle perdite, tempi ed obiettivi.

Non ne esiste una valida per tutte le stagioni, ne esistono tante valutabili a posteriori e che in futuro andranno sempre meglio o peggio. Siamo in una partita in cui esistono sempre vincitori e vinti ricordate?

Né io né voi saremo sempre dalla parte giusta del mercato, quindi accontentiamoci e cerchiamo di fare tutto per il meglio in fase iniziale e in quella successiva di inevitabile aggiornamento.

Chi si illude di poter fare da sé dall’inizio alla fine del processo di investimento va incontro a sonore delusioni in futuro, niente di più e niente di meno di quello che è già successo in passato.

Con l’avvento si sistemi automatizzati di generazioni di portafogli di investimento, prevedo già il fiorire nei prossimi anni di siti, blog o app da utilizzare su smartphone e tablet capaci di vendere “portafogli modello” per ogni esigenza. Nel mezzo ci saranno anche contenuti validi, ma si inseriranno anche tanti cialtroni.

Non che sia impossibile e sbagliato creare un portafoglio semplice semplice fatto solo di ETF e che può essere utilizzato come modello per puntare ad un certo obiettivo. Questo però non significa che la sharing economy in questo caso è la scelta migliore.

Anche noi qui pubblichiamo (e pubblicheremo) asset allocation che etichettiamo come adatte a pensionati, giovani, timorosi dell’inflazione, ecc…

Questo non significa che per voi che state leggendo questi  sono i portafogli giusti. Quando sarete in mezzo alla tempesta dei mercati finanziari questi modelli preconfezionati avranno la stessa stabilità di un barca fatta con la carta velina. Non perchè costruiti male, ma molto semplicemente perché la vostra reazione solo voi siete in grado di prevederla ed eventualmente gestirla.

I tempi per raggiungere un obiettivo solo voi li conoscete.

Le spese impreviste che possono disturbare il percorso di crescita del capitale solo voi le conoscete.

Ecco perché più che un portafoglio modello è ad un piano di investimento corretto che dovete puntare. Da soli o con un bravo consulente finanziario la conoscenza è fondamentale per arrivare al successo, anche se di questi tempi non tutti sembrano pensarla allo stesso modo.

In  un prossimo post, con l’aiuto del nostro esperto Explowealth, cercheremo di capire come il tempo speso per scegliere il giusto ETF è un esercizio molto utile ai vostri investimenti.

Non forniremo nomi, ma qualche semplice regoletta che renda tutti più consapevoli di cosa si sta comprando, evitando di procedere sull’onda del sentito dire al bar o sulla pagina di un profilo Facebook qualunque.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...