La capitalizzazione composta…dei costi

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Il Presidente di Vanguard, il celebre John Bogle autore del libro The Little Book of Common Sense Investing: The Only Way to Guarantee Your Fair Share of Stock Market Returns, ha definito i costi che vengono sostenuti durante l’investimento come dei “mangiatori di rendimento” in grado di creare  la cosiddetta “Tiranny of compounding costs”.

Nel lungo periodo sappiamo molto bene come i costi sono un detrattore di rendimento e come un oculato ed attento contenimento degli stessi è in grado di generare valore anche se dal mercato non arrivano grandi soddisfazioni. Ne abbiamo parlato qui dove abbiamo anche ribadito come la variabile costi è una delle poche voci determinanti del rendimento che potete controllare.

Nello stesso tempo non vivo sulla Luna e sono perfettamente d’accordo con chi sostiene che nulla è gratis, nemmeno la consulenza finanziaria. Avere accesso a professionisti in grado di trasmetterci concetti di base sull’ educazione finanziaria o di spiegarci la complessità di certi prodotti, o ancora di creare sulla base delle nostre caratteristiche dei progetti di investimento, ha senso dopo tutto. Giusto, ma il processo messo in piedi deve avere un costo equo perchè altrimenti il rischio è trasferire una consistente parte della propria ricchezza ai consulenti finanziari con risultati deludenti per i vostri progetti futuri.

Seppur un pò estrema e  non pienamente calabile nel contesto italiano, il Robo Advisory americano Wealthfront ha nei giorni scorsi fatto un esempio molto interessante. Continua a leggere

Uomini e Robot, si può fare!

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Qualcuno di voi avrà sentito parlare di Robo Advisors su internet o sui giornali o perché anche in Italia qualche offerta di consulenza finanziaria di questo tipo esiste già. Sul nostro blog già nel 2015 citavamo questo fenomeno come prossimo e dirompente, ma mai abbiamo estremizzato il fenomeno considerandolo come devastante per l’occupazione umana, nello specifico dei consulenti finanziari.

Piuttosto è l’avvento di una tecnologia che rende più efficiente, meno costosa e più “democratica”  la proposta di investimento formulata al cliente finale.

In epoca di luddismo emergente come quella attuale, si sprecano le previsioni catastrofiche di lavoro umano che verrà devastato dal lavoro automatizzato con i robot capaci di prendersi ampie quote di occupazione a discapito della razza umana.

La storia insegna che non è proprio così. Ogni rivoluzione tecnologica vive momenti di cambiamento, anche drammatici, ma nello stesso tempo questo passaggio determina un aumento della produttività e quindi della ricchezza per tutti per il futuro.

La ferrovia avrà distrutto il lavoro dei postali a cavallo americani, ma ha aperto tante nuove possibilità di occupazione lungo tutti i binari. E fare il proprietario di saloon era tutta un’altra cosa rispetto al postale che attraversava i canyon del West.

Il telaio meccanico avrà forse tolto occupazione a tante donne che usavano strumenti di filatura primitivi per fabbricare maglioni, ma ha permesso all’intera umanità di sviluppare nuovi prodotti in grandi quantità ed in minore tempo con condizioni di lavoro decisamente più salubri.

Gli esempi si sprecano ed al solito al grido di “questa volta è diverso” qualcuno mi criticherà. Continua a leggere

E se l’asset allocation fosse una dieta?

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Potrò sembrare un pò strano, ma vorrei farvi riflettere sul fatto che tra il modo di alimentarci durante la nostra esistenza terrena ed un ciclo di investimenti di lungo periodo non c’è nessuna differenza.

Da giovani si esce con gli amici, si mangia e si beve senza prestare grande attenzione a grassi, fritti o cibi supercalorici. Una bella dormita, la testa un pò pesante la mattina, la bocca impastata, ma con una digestione che trita anche i sassi ci si alza e si va a fare tranquillamente una bella corsa. Un pò traballanti, con le gambe un pò molli, ma si ricomincia ed il peggio è alle spalle.

Poi l’età avanza, le serate a cena diventano sempre più difficili tra colpi di sonno e lunga digestione. Si cercano su internet diete fai da te miracolose che promettono un super metabolismo senza grandi sacrifici. L’incostanza (vostra) e l’ìncosistenza (le diete fai da te) vi riportano sulla Terra molto in fretta.

Passa ancora un pò di tempo ed evitiamo tutto ciò che spinge in alto il maledetto colesterolo, i diverticoli non ci lasciano in pace, la lista di cibi che il dottore ci sconsiglia di mangiare è sempre più lunga ogni anno che passa. Di fatto dobbiamo ridurre i fattori di rischio man mano che il tempo avanza.

Provate adesso a pensare all’esperienza che tutti abbiamo vissuto in modo più o meno avventuroso nel modo degli investimenti finanziari. Continua a leggere

Il paradosso della bassa produttività

La produttività delle principali economie occidentali è in costante calo da tempo. Questo ha portato molti economisti ad affiancare la parola paradosso all’andamento incredibilmente declinante di un fattore che in realtà avrebbe dovuto puntare verso l’alto grazie alle straordinarie innovazioni tecnologiche.

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Il grafico riferito alla macchina che più avrebbe dovuto beneficiare della new economy, quella americana, mostra appunto il tasso di crescita annuale della produttività del lavoro.

In parole povere le aziende si ritrovano in questo momento ad impiegare lavoratori che, combinati ai macchinari, non riescono più ad aumentare l’output finale. Perchè? Continua a leggere

Per un pugno di Euro

Post facile facile oggi.

Gli ultimi dati indicano che il reddito medio delle famiglie italiane è di circa 2800 Euro al mese. Bene, dividiamo questo numero per i giorni di un mese (useremo 30 giorni). Il risultato è di 93,3 Euro. A questo punto dividiamo questo numero per 24 ore. Ecco che ogni famiglia ogni ora del giorno, comprese quelle in cui dorme, guadagna 3,88 Euro.

Vi sembra tanto, vi sembra poco?

Beh, fate finta di avere in casa un bel cucù che ogni ora suona e versa 3,88 Euro dentro al salvadanaio che avete posizionato sotto all’orologio.

Non sarebbe male e soprattutto sarebbe molto più piacevole sentire scorrere le ore in questo modo.

Peccato che ogni tanto una forza malefica decide di aspirare qualcuna delle monetine che avete messo dentro fino quasi a prosciugare tutto. Come fare per evitare tutto ciò?

E se provassimo a regalarci la 25esima ora ogni giorno che passa? Pensateci bene, basta risparmiare 3,88 Euro al giorno per ottenere 116,6 Euro in un mese. E se volete vedere quale bel viaggio potrebbero fare un centinaio di Euro al mese vi rimando a questo post.

Caro Archeowealth 3,88 Euro di risparmio aggiuntivo ogni giorno è troppo. Ok allora vi chiedo semplicemente di sacrificare ogni giorno della vostra vita 1,66 Euro. Avete capito bene? 1,66 Euro e sfido chiunque a controbattere che è complicato evitare di spendere questa cifra ogni giorno e destinarla al risparmio. Quando si fa la spesa settimanale, quando si comprano delle sciocchezze, quando si fa allegramente colazione al bar alla mattina senza pensare a quanto si butta dalla finestra, insomma i comportamenti virtuosi da 1,66 Euro al mese credo che ognuno di voi può metterli in campo.

Sapete perchè ho detto 1,66 Euro? Perchè moltiplicando questa cifra per 30 giorni viene fuori un rotondo 50 Euro. Risparmiando 50 Euro al mese il risultato è quello che vedrete nel post “Bastano 50 Euro al mese”.

Certo può sembrare una goccia nel mare, ma credo che imparando ad adottare comportamenti di spesa più responsabili questo eurino giornaliero potrà tranquillamente arrivare a 2 se non oltre. Il contenitore sotto al nostro cucù non sarà più un vaso in cui si sente l’eco, ma piuttosto un oggetto al quale presto dovrete trovare una nuova collocazione se non volete inciampare nelle monetine ogni volta che passate lì vicino.

 

 

Tre cause di una bolla speculativa

Nelle pagine conclusive del libro di Richard Thaler e Cass Sustein – Nudge. La spinta gentile. La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni sul denaro, salute, felicità si parla di quali sono le cause che portano alla nascita di una bolla speculativa.

Tre sono i fattori citati: razionalità limitata, scarsa capacità di autocontrollo ed influenze sociali.

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La razionalità limitata sopraggiunge quando l’ambiente si fa più complicato. Nel libro si citano i mutui; da semplici strumenti a tasso fisso o variabile facilmente analizzabili da ogni cittadino, sono diventati nel corso del tempo delle vere e proprie opere (fatte non sempre bene) di ingegneria finanziaria. Se ci pensiamo accade lo stesso con i prodotti finanziari dedicati all’investimento.

Razionalmente dovremmo prima capire cosa stiamo comprando poi procedere con l’azione. Invece più sale la complessità più ci facciamo travolgere dalle emozioni e diventiamo irrazionali come ben spiegato nel celebre libro di Robert Shiller Euforia irrazionale. Alti e bassi di borsa. Questo non significa che la complessità è un elemento negativo. Innovazione porta anche al progresso e non sempre le cose all’inizio sono semplici. L’importante però è spiegare perchè succede qualche cosa e quali sono le conseguenze nell’abusare di un certo prodotto o servizio.

Alla razionalità limitata si aggiunge la scarsa capacità di autocontrollo. Le tentazioni sono ovunque, dalla finanza allo shopping online. Quando su un piatto d’argento ci viene servita la possibilità di accedere in modo semplice semplice ad un prestito cadiamo nella trappola del tutto subito. Lo stesso vale per le transazioni finanziarie; avere a disposizione un supermercato di prodotti in ogni momento della giornata porta a praticare attività  che ci fanno perdere il controllo travolgendoci in un vortice di iperattività. Perdendo il controllo soteniamo elevati costi diretti (commissioni) ed indirette (potenziali perdite).

Il terzo pilastro che determina una potenziale bolla speculativa sono le influenze sociali. Quante volte i sentito dire hanno influenzato le nostre scelte di investimento? Gli amici si arricchiscono con il trading online comprando azioni tecnologiche e io che faccio, sto fermo? I guru della finanza confermano poi con i loro report quello che mi hanno detto gli amici e io che faccio, non ci credo? Informazioni spesso errate o confuse o fuori luogo confermate da media ed esperti (il luogo comune degli immobili che crescono sempre di prezzo è l’esempio classico) rappresentano il perfetto amplificatore di una bolla speculativa.

Pur esistendo altre concause nella formazione di un bolla speculativa crediamo che l’informazione, la cultura finanziaria, la modesta consapevolezza dei propri limiti , rappresentano alcune delle armi che ciascuno di noi può affilare per evitare di cadere nella prossima trappola.

Leggi anche: Almeno una volta nella vita ci siamo cascati tutti

                         Il selfie finanziario degli italiani

 

Si semina da bambini, si raccoglie da adulti

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Come ben sapete questo blog cerca di trasmettere periodicamente qualche concetto finanziario al fine di aumentare la cultura del risparmiatore e/o investitore italiano. Bisogna però essere bene consapevoli che, per ogni attività svolta, dallo sport alla musica, dal teatro alle lingue, prima si parte meglio è nell’apprendere ed affinare le conoscenze e la pratica. In seguito le vocazioni di ciascuno indirizzeranno il destino in una direzione piuttosto che un’altra, ma questo è secondario.

Relativamente a coloro che in tono dispregiativo lo definiscono il “Dio Denaro”, sono dell’idea che fin da piccoli i bambini devono prendere confidenza con la moneta, le sue doti, ma anche i suoi difetti. Cercare di isolare i nostri figli da qualcosa che di fatto permea in modo radicato e profondo tutta la nostra società è pura illusione, oltre che dannoso per il loro futuro.

Cliccate su questa infografica .

Oltre 28 trilioni di Dollari di monetine, banconote, depositi girano per il mondo. Certo non sono equamente distribuiti, ma sono presenti in quantità incredibilmente alte come l’acqua che beviamo o l’aria che respiriamo. Si può vivere senza denaro? Siamo sinceri, no.

Si può cercare di sopravvivere, ma nessuno vuole ritornare all’età della pietra e quindi è giusto affrontare l’argomento presto, con  tranquillità e buon senso. Il denaro può diventare fonte di euforia come di depressione. Questo può capitare a tutti quanti, educati compresi. Non siamo macchine, siamo uomini e donne in carne e ossa.

Se però fin da piccoli fossimo stati abituati ad attribuire al denaro il giusto significato, a maneggiarlo con cura, a sacrificarci per esso ed anche a cercare il benessere di quello che abbiamo faticosamente accumulato, credo che gli ultimi anni sarebbero stati diversi, anche in termini di polarizzazione della ricchezza.

In questo post abbiamo introdotto l’argomento ed un articolo recentemente apparso sul blog di Johnatan Clements ci permette di riprendere la discussione. Continua a leggere