Come scegliere il giusto ETF (parte I)

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Come visto nel post di ieri, un’ampia fetta degli investitori nel corso del 2016 si è indirizzata verso gli strumenti a replica passiva. Purtroppo quando fenomeni di questo tipo si verificano la tendenza a guardare qualsiasi cosa che si chiami ETF come “buona” diventa sempre più diffusa, ma la realtà è ben diversa.

La prima cosa da chiedersi quando si decide di acquistare strumenti a replica passiva come gli ETF è quale tipo di indice vogliamo acquistare con i nostri soldi.

C’è differenza tra S&P500 e Russell 2000 in termini di numerosità e capitalizzazione delle società americane rientranti nel paniere. Ovviamente le performance possono essere parecchio diverse da anno ad anno. Stesso discorso vale anche per gli indici europei. Tra ETF che replicano l’indice Msci Emu e Europe c’è una differenza di composizione geografica soprattutto relativa all’ampia fetta di azioni britanniche presenti  nel benchamrk Europe. Anche qui le differenze di performance possono essere notevoli anche per l’effetto cambio (vedi Sterlina); purtoppo spesso e volentieri ce ne accorgiamo solo dopo un pò troppo tempo.

Focalizzarsi fin da subito sull’indice che si vuole replicare è importante soprattutto se le cartucce da sparare non sono tantissime. In fase di Piano di Accumulo o di acquisto per importi modesti, acquistare ETF con sottostanti indici regionali o settoriali o comunqu di cui non si conosce bene la carta d’identità è un grave errore. Continua a leggere