L’Asset Allocation di ArcheoWealth (Update 1°trimestre 2017)

Consueto aggiornamento trimestrale del portafoglio di Archeowealth pubblicato ufficialmente, come i nostri lettori più affezionati ben sanno,a gennaio 2015 con una dotazione di 50 mila Euro.

La nostra volontà era quella di mostrare ai lettori che è possibile costruire portafogli efficienti anche con importi modesti. Realizzato tramite strumenti a replica passiva (ETF), l’obiettivo è quello di minimizzare il costo dell’investimento con al massimo una decina di strumenti compresi all’interno del portafoglio.

A fine 2016 il montante di capitale investito era salito a 56 mila Euro.

archeo

Grazie al buon andamento dei mercati finanziari (soprattutto azionari) è diventato alla fine del primo trimestre 2017 di poco superiore ai 57.500 Euro. Una performance trimestrale al netto dei costi che segna +2,87%, percentuale che su base annua ci farebbe andare ben oltre quei 5,7% e 5,8% (sempre netto commissioni di gestione e intermediazione) collezionati rispettivamente nel 2015 e 2016.

L’esperienza di febbraio 2016 insegna però che grande negatività porta positività in seguito e lo stesso vale al contrario. Quindi non ci illudiamo e saremmo già soddisfatti di trovarci a fine anno con questo risultato. Il nostro obiettivo è battere i titoli di Stato a 10 anni assicurandoci un premio sull’inflazione consistente. Il famoso rendimento reale.

La performance dalla partenza del portafoglio sale così al +15.1% (lordo fisco netto commissioni gestione e intermediazione) con un costo complessivo che risulta essere di 27 punti base (ovvero 0.27%).

Ecco la composizione del portafoglio suddivisa per asset type.

Nessun aggiustamento in vista per il momento dopo i movimenti di ribilanciamento già apportati a fine 2016.

Il portafoglio è completamente investito in ETF. Al momento il 60% è a replica fisica, il resto sintetica per mancanza di ETF ad accumulazione quotati sul mercato italiano. L’obiettivo è convergere almeno verso un 80/20.

Il 60% dell’investimento è rappresentato da ETF con capitalizzazione superiore ai 500 milioni di Euro, il resto è compreso tra 100 e 500 milioni.

L’80% degli ETF è ad accumulazione. Quelli a distribuzione sono stati utilizzati per mancanza di prodotti adeguati su certe asset type.

Come ripeto sempre (a beneficio dei nuovi lettori) ecco il disclaimer finale. Questo è il MIO portafoglio e NON il VOSTRO. Qui dentro ci sono i miei obiettivi e non i vostri. Qui dentro c’è la mia propensione al rischio e non la vostra (che non conosco).

Questo portafoglio non è replicabile semplicemente perchè calza a pennello sul mio profilo di investitore. Anche voi dovrete cercare di costruire (o farvi aiutare da un consulente preparato) un’asset allocation  che miri a realizzare nel corso del tempo i vostri obiettivi. Quando vi sentirete tranquilli di stare sul mercato con quel tipo di investimenti, beh allora avrete raggiunto la pace dei sensi dell’investitore di buon senso.

Buon investimento a tutti.

 

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2 thoughts on “L’Asset Allocation di ArcheoWealth (Update 1°trimestre 2017)

  1. Paolo Fortunato 3 aprile 2017 / 13:33

    Caro Archeowealth, compimenti per il post. Puoi illustrare gli obiettivi ed i criteri con cui hai costruito la tua asset allocation? Grazie.

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    • archeowealth 3 aprile 2017 / 21:11

      Domanda assolutamente pertinente. Comincio subito con il premettere che questo tipo di investimento integra altre forme di risparmio finalizzate a integrazione previdenziale, studio figli, scorta di sicurezza, piani di viaggio, ecc…
      Questo investimento è finalizzato esclusivamente alla crescita di una quantità di risparmio tutto sommato modesta per avere fra parecchi anno un tassello di cosiddetta “libertà o indipendenza finanziaria”.
      Come ho già detto in altri post una piccola fettina dei miei risparmi va in semplicissimo trading sul quale penso di vantare sufficiente esperienza per essere autonomo, ma la parte consistente cerca di ottenere una crescita di lungo periodo attraverso una asset allocation che si muovo tra il 40/50/60 di azioni (a seconda del momento di mercato) ed il resto bond.
      I criteri? Beh strumenti liquidi, basso costo, diversificazione non eccessiva, soprattutto obiettivo mantenere potere d’acquisto con premio. Ecco spiegata la presenza di maggiore Europa visto che in questo continente vivo e con questo inflazione devo fare i conti.
      La volatilità potenziale per un orizzonte così lungo è un qualcosa che va bene nei manuali, non certo in un investimento al quale non farà certo paura il prossimo bear market…anzi maggiori occasioni d’acquisto!

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