Ingolositi e delusi

Da almeno un paio di anni un piccolo spicchio del mio portafoglio di investimento utilizza una strategia molto simile a quella presentata nel post “Investire nei bond che rendono di più, una strategia alla prova della storia”.

Simile ma non identica, visto che ritengo in questo caso specifico importante il momentum di ingresso. Non posso certamente affidarmi a fondi o ETF per questo tipo di strategia e i modesti importi possono tranquillamente sopportare l’inevitabile volatilità futura legata anche all’acquisto di scadenze molto lunghe. Basse commissioni, tassazione al 12.5% (tendo a preferire dei liquidi sovranazionali in valute emergenti) e tanto rendimento da flusso cedolare. Visto così sembra il mondo perfetto, ma ovviamente ad alto rendimento corrisponde alto rischio di perdite in conto valutario. Per questo, ritengo fondamentale  acquistare solo a certe condizioni tecniche dei rispettivi cross valutari.

Come ben sapete, le mie “guide” in questo campo sono gli amici di Age Italia ai quali regalo un doppio spot gratuito. Il primo per la capacità che hanno avuto negli ultimi anni di azzeccare alcune strategie vincenti su diverse valute emergenti e non solo (liberi di verificare ciò nella cronologia degli articoli relativi alla Redazione Forex sul blog smartTrading.it); il secondo spot è invece legato alla pubblicazione di analisi contenenti quel buon senso che piace agli autori di questo blog.

Ringraziando gli autori per la gentile concessione, pubblichiamo un estratto dell’ultimo rapporto settimanale che crediamo possa aiutare a riportare sulla Terra chi compra prodotti ad elevato rendimento pensando che in un’era in cui nessuno fallisce, acquistando per mancanza di alternative certi prodotti si spunteranno in futuro e quasi inevitabilmente, rendimenti superiori ai cari vecchi bond governativi.

Buona lettura.

Negli ultimi 10 anni l’investimento in bond emergenti in valuta locale ha reso, ad un possessore diligente che non ha mai mollato, il 18%; questo numero tradotto in termini di rendimento annuo composto diventa 1,75%. Il dato, al netto di tasse ed inflazione, non può che essere considerato deludente e solo gli investitori europei possono gioire un po’ di più vedendo salire al 4.1% il rendimento annuo (valore ottenuto attualizzando l’indice JpMorgan utilizzato nell’analisi in Euro).

Teniamo conto poi che nello stesso arco temporale l’indice Jpm Euro Aggregate Bond ha reso il 4.8% annuo. Questo è confermato da una forza relativa Bond Local Currency / Euro Aggregate che solo ora sta tentando di risollevarsi e che in queste settimane si sta scontrando contro resistenze importanti.

Serenamente possiamo perciò dire che i cari vecchi investimenti in governativi/corporate investment grade, poco affascinanti e poco pubblicizzati dagli investitori istituzionali, hanno vinto la loro corsa contro i ben più gettonati investimenti emergenti ad alto rendimento.

Per quello che riguarda l’indice Jpm Emg Local Currency graficamente facciamo notare come è in atto il tentativo di forzare la media mobile che bene aveva fatto in termini di contenimento tra il 2009 e il 2014. Un potenziale testa e spalla rialzista è in formazione ed in caso di successo la spinta potrebbe anche assumere contorni da doppia cifra (ricordiamo che questo è un indice total return quindi comprendente le cedole).

Le prossime settimane saranno decisive.

Grafico fonte Bloomberg – Age Italia

 

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