By |Categorie: Educazione finanziaria|Pubblicato il: 26 Aprile, 2017|

La parola ladder in inglese significa scala e proprio la scalettatura di un investimento obbligazionario è una delle strategie migliori per evitare di subire passivamente un eventuale rialzo dei tassi di interesse nei prossimi mesi o anni.

Sappiamo che la duration di un investimento ha una valenza quasi pari a quella del rendimento (ne abbiamo parlato qui), soprattutto nella fase di consapevolezza del rischio che stiamo correndo quando investiamo.

Se intendiamo portare a scadenza un’obbligazione o pensiamo di mantenere per 10-15 anni un fondo obbligazionario o un Etf allora non ci sono problemi di capitale, lo recupererete certamente, ma se queste non sono le nostre finalità o se vogliamo essere in grado di sfruttare in modo più consistente un rialzo dei tassi il laddering è la vostra strategia.

Premessa, il cosiddetto bond ladder non si fa con fondi o ETF. Servono singole obbligazioni. Fidelity ha pubblicato una sorta di linee guida per coloro che decidono di adottare questa strategia.

La tabella, seppur in inglese, non ha bisogno di grandi presentazioni.

ladder

Fonte Fidelity.com

Si comprano 5 bond con scadenze intervallate di 2 anni e poi si rinnova quello arrivato a scadenza con uno a scadenza più lunga a 10 anni. In questo modo si riducono i costi di transazione (il rimborso solitamente non si paga) e soprattutto si acquista una scadenza lunga con rendimenti probabilmente più elevati tramite l’incasso dell’obbligazione arrivata a scadenza.

Di fatto abbiamo un magazzino che ruota continuamente in modalità FIFO che ci permette di “rinnovare” a rendimenti di mercato. Se saranno più alti i tassi aumenteremo il rendimento medio, se saranno più bassi continueremo comunque a godere delle cedole più ricche dei titoli acquistati in precedenza.

Fidelity offre almeno 6 consigli per questa tipologia di strategia, vediamoli:

  • Tenere le obbligazioni fino alla scadenza. Su questo non si transige è necessario per il buon fine dell’operazione e per evitare perdite.
  • Servono importi di almeno 100 mila Euro. Questa è la cifra suggerita da Fidelity (200 mila se si utilizzano i corporate Bond), ma diciamo che sono sufficienti 50 mila euro considerando che molte obbligazioni hanno tagli minimi ridotti e costi di transazioni accettabili.
  • Costruire il bond ladder con titoli di alta qualità. Giusto, meglio titoli di stato o corporate di elevato rating. Se i rendimenti sono molto bassi ricordiamoci sempre che questo è quello che offre il mercato più liquido del mondo, inutile pensare di essere più furbi degli altri.
  • Evitate le emissioni high yield. La tentazione di ricorrere a questi bond per alzare il potenziale di rendimento è sempre forte, ma per ottenere il successo di questa strategia bisogna ridurre al minimo il rischio default ricordandosi che azzerarlo è impossibile.
  • Ignorare titoli con call. La call è quel diritto di richiamo (o di rimborso) che può esercitare un emittente. Rimborsi anticipati rovinerebbero tutta l’architettura facendo saltare i piani.
  • Fissare tempi e frequenze di rotazione delle obbligazioni in portafoglio. Questo è il cuore della strategia che richiede metodo e freddezza. La tentazione di non reinvestire perché i rendimenti sono troppo bassi oppure perché i soldi servono per altre spese è deleteria per la bontà del piano.

Ovviamente queste non sono regole ferree ma crediamo che la soluzione per un eventuale rialzo dei tassi è molto più semplice di quello che alcuni operatori del settore vogliono farci credere.

 

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2 Commenti

  1. Wanda 26 Giugno 2022 at 11:01 - Reply

    Nel considerare il ladder obbligazionario, con lo scopo di salvaguardarsi dalle fasi di rialzo dei tassi, non si fa cenno a guardare la curva dei tassi. Il ladder si adatterebbe perfettamente ad una curva piatta con l’incgnita dei tassi futuri, ma se la curva è verso il basso con ipotesi di rialzo dei tassi ed inflazione in aumento, si possono inserire nelle finestre di scadenza BTP/obbligazioni indicizzate, alternandole con tassi fissi. Cambia qualcosa?

    • Lorenzo Biagi 26 Giugno 2022 at 17:18 - Reply

      Per un investitore non professionista questi discorsi sulle curve dei tassi servono a poco oltre ad essere poco comprensibile. Il professionista poi punta a fare una speculazione di breve periodo. Il piccolo investitore che agisce nel lungo periodo di questi ragionamenti può anche farne a meno. Proviamo a pensare cosa era la curva dei tassi solo un anno fa sul Bund tedesco. Tassi negativi anche sulla scadenza a 10 anni. Oggi siamo arrivati ben oltre 1,5%. Quando si usa questa tecnica la si mette in pratica nella maniera più semplice possibile. Si comprano certe scadenze e si rinnovano a scadenza. Anche qui un esempio è utile. Un paio di anni da si compravano corporate bancari italiani al 1% netto sul 3 anni. Oggi il rendimento è più che raddoppiato. La potenza del laddering sta proprio qui. Che sei sempre sul mercato, nel bene o nel male. L’inflazione? Si contrasta con inflation linked portati a scadenza (vedi BTP Italia) oppure con scadenze lunghe che già oggi scontano tassi reali positivi.

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