La tecnica della scala per i bond

La parola ladder in inglese significa scala e proprio la scalettatura di un investimento obbligazionario è una delle strategie migliori per evitare di subire passivamente un eventuale rialzo dei tassi di interesse nei prossimi mesi o anni.

Sappiamo che la duration di un investimento ha una valenza quasi pari a quella del rendimento (ne abbiamo parlato qui), soprattutto nella fase di consapevolezza del rischio che stiamo correndo quando investiamo.

Se intendiamo portare a scadenza un’obbligazione o pensiamo di mantenere per 10-15 anni un fondo obbligazionario o un Etf allora non ci sono problemi di capitale, lo recupererete certamente, ma se queste non sono le nostre finalità o se vogliamo essere in grado di sfruttare in modo più consistente un rialzo dei tassi il laddering è la vostra strategia.

Premessa, il cosiddetto bond ladder non si fa con fondi o ETF. Servono singole obbligazioni. Qualche mese fa Fidelity ha pubblicato una sorta di linee guida per coloro che decidono di adottare questa strategia.

La tabella, seppur in inglese, non ha bisogno di grandi presentazioni.

ladder
Fonte Fidelity.com

Si comprano 5 bond con scadenze intervallate di 2 anni e poi si rinnova quello arrivato a scadenza con uno a scadenza più lunga a 10 anni. In questo modo si riducono i costi di transazione (il rimborso solitamente non si paga) e soprattutto si acquista una scadenza lunga con rendimenti probabilmente più elevati tramite l’incasso dell’obbligazione arrivata a scadenza.

Di fatto abbiamo un magazzino che ruota continuamente in modalità FIFO che ci permette di “rinnovare” a rendimenti di mercato. Se saranno più alti i tassi aumenteremo il rendimento medio, se saranno più bassi continueremo comunque a godere delle cedole più ricche dei titoli acquistati in precedenza.

Fidelity offre almeno 6 consigli per questa tipologia di strategia, vediamo:

  • Tenere le obbligazioni fino alla scadenza. Su questo non si transige è necessario per il buon fine dell’operazione e per evitare perdite.
  • Servono importi di almeno 100 mila Euro. Questa è la cifra suggerita da Fidelity (200 mila se si utilizzano i corporate Bond), ma diciamo che sono sufficienti 50 mila euro considerando che molte obbligazioni hanno tagli minimi ridotti e costi di transazioni accettabili.
  • Costruire il bond ladder con titoli di alta qualità. Giusto, meglio titoli di stato o corporate di elevato rating.
  • Evitate le emissioni high yield. La tentazione di ricorrere a questi bond per alzare il potenziale di rendimento è sempre forte, ma per ottenere il successo di questa strategia bisogna ridurre al minimo il rischio default ricordandosi che azzerarlo è impossibile.
  • Ignorare titoli con call. La call è quel diritto di richiamo (o di rimborso) che può esercitare un emittente. Rimborsi anticipati rovinerebbero tutta l’architettura facendo saltare i piani.
  • Fissare tempi e frequenze di rotazione delle obbligazioni in portafoglio. Questo è il cuore della strategia che richiede metodo e freddezza. La tentazione di non reinvestire perché i rendimenti sono troppo bassi oppure perché i soldi servono per altre spese è deleteria per la bontà del piano.

Ovviamente queste non sono regole ferree ma crediamo che la soluzione per un eventuale rialzo dei tassi è molto più semplice di quello che alcuni operatori del settore vogliono farci credere.

Leggi anche: Barbell, una strategia di buon senso per i prossimi anni

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10 thoughts on “La tecnica della scala per i bond

  1. Paolo 26 aprile 2017 / 8:01

    Buongiorno Archeowealth, ottima strategia di investimento in obbligazioni. Tuttavia penso che anche un ETF obbligazionario all-maturity possa realizzare una strategia molto vicina a quella della “scala”.

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    • Anonimo 8 giugno 2017 / 16:35

      Di questo tipo ho trovato solo Lyxor EuroMTS All-Maturity Investment Grade ma non è a distribuzione…

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      • Paolo F. 10 giugno 2017 / 23:02

        Prova il motore di ricerca justetf.it A Milano l’ETF più grande a distribuzione è iShares Core Euro Government Bond UCITS ETF. Attenzione però, a meno che tu non abbia l’esigenza di un’entrata periodica, la distribuzione dei dividendi è soggetta ad imposte, comporta il sostenimento di spese per reinvestirli ma, soprattutto, impedisce alla capitalizzazione composta di accrescere il capitale.

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  2. Francesca 8 giugno 2017 / 16:44

    Mi fa piacere trovare finalmente un articolo su una strategia su cui mi sto arrovellando da mesi e sulla quale mi avevi dato utili dritte in un paio di mail.
    Domanda: il termine massimo di 10 aa è solo per fare un esempio o effettivamente è meglio astenersi da durate maggiori?
    Limitarsi a tasso fisso o anche tasso variabile?
    Grazie

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    • archeowealth 10 giugno 2017 / 18:07

      Prima risposta. Assolutamente indicativo. Se il tuo orizzonte è 20 anni meglio ancora.
      Seconda risposta. Il tasso variabile non serve a nulla. Le scadenze che ogni 1-2 anni arriveranno sono già un tasso variabile vistgo che reinvestiranno ai rendimenti di mercato di quel momento.
      A presto.

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  3. Francesca Beretta 21 settembre 2017 / 16:46

    Buongiorno Archeowealth,

    ho discusso oggi per mezz’ora con un impiegato di alto rango di una famosa banca svizzera, dedicata oramai alla gestione di patrimoni su misura con i soliti costi che puoi immaginare.
    Lui era totalmente contro questa strategia – che ho il dubbio non conoscesse neanche. Sua argomentazione: costruire con la situazione dei tassi attuale uno strumento del genere (parlavo di scala 20 anni, 1 gradino per ogni anno, partendo da fine 2018) è il peggio che si possa fare perché avrei una durata media di 10 anni che è la peggiore che si possa acquistare adesso. Cosi non appena i tassi si alzano mi ritrovo un patrimonio ben eroso. Sosteneva che fosse un vecchio modello rifilato dalle assicurazioni (???) e che ora non ha piu senso. Meglio – concludeva – tenere liquido e iniziare ad acquistare obbligazioni fra un paio di anni quando i tassi riprenderanno a salire. Non avendo modo e capacità di mettermi a fare calcoli matematici complicati le mie obiezioni sono state: è invece proprio lo strumento che vedo ovunque consigliato in questo scenario di tassi ai minimi, da molteplici fonti non certo interessate e inoltre l’erosione del capitale ovviamente si avrebbe solo se vendessi prima della scadenza, cosa che la Ladder esclude.
    Volevo conoscere il tuo parere a riguardo, in particolare sull’affermazione che una scala del genere avendo durata media 10 anni sarebbe deleteria. Mi sembra cosi strano che un ‘esperto’ non conosca la Ladder e prenda una tale cantonata: mi sfugge qualcosa?
    Grazie

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    • archeowealth 21 settembre 2017 / 20:49

      E’ talmente passata di moda che sul sito di una modesta società di risparmio gestito di nome Fidelity si trova questo https://www.fidelity.com/viewpoints/bond-ladder-strategy . E se poi il più famoso blog americano di finanza personale trovi questo https://www.bogleheads.org/wiki/Laddering_bonds_or_CDs forse dovrebbe venirti il dubbio che colui con il quale hai parlato è semplicemente un incompetente in palese conflitto d’interessi.
      Direi che non ci sono dubbi che la soluzione meno costosa per un cliente privato è costruirsi una struttura di questo tipo (magari alternando bond ogni 2-3 anni), a ruota ci sono gli Etf poi i fondi.
      Questo lato costi, lato rendimento mi fa piacere che esiste qualcuno in grado di sapere non solo dove saranno i tassi fra 2 anni, ma anche fra 20 anni. Quindi possiamo tranquillamente concludere che tutti gli operatori di mercato che prezzano i bond in queste ore sono degli emeriti imbeccili i quali provano un godimento incredibile nel comprare spazzatura.
      Qui non è questione di calcoli matematici, quanto di buon senso. Nessuno e dico nessuno ha la certezza del futuro in finanza. Le strategie da adottare per evitare di essere colpiti duramente dal rialzo dei tassi sono due: ladder o barbell. Nel ladder i bond che scadono vengono rimpiazzati da rendimenti più elevati. E’ come avere un tasso variabile in continua. Chiaro che un 20 anni al 2% mi rimane addosso per tanto tempo, ma che problema c’è se lo porto a scadenza e se nel tempo lo medio con il 3%, il 4% o altro.
      E se non faccio nulla come dice lo svizzero, se per caso per 5 anni i tassi stanno a zero, mi perdo quel 2% sul ventennale per 5 anni…ovvero il 10% fumato via solo perchè ero convinto che i tassi erano troppo bassi e dovevano salire. I giapponesi sono ancora lì che aspettano…dovresti ricordarglielo.
      L’unica cosa sulla quale sono d’accordo è che non è molto sensato comprare bond con rendimento negativo (quindi scadenze tedesche fino ai 6-7 anni o italiane fino al 3), meglio tenere i soldi sul conto sempre ricordando il rischio bail in. Sulla curva USA o GBP il laddering può andare avanti dal 2 anni in su.
      Le cose più semplici sono le migliori e per chi vuole costruirsi un patrimonio obbligazionario (anche oggi) la considero un’ottima soluzione.
      Non ti devo convincere, ma spero di essere stato chiaro.
      A presto.

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      • erreffe 2 ottobre 2017 / 15:46

        Buongiorno e complimenti sempre per l’ottimo lavoro e la mole di informazioni di qualità che metti a disposizione
        approfitto di questa interessantissima discussione, sperando che tu possa leggere, per porti gentilmente alcune domande/curiosità:
        in questo momento ha piu senso ladder, barbell o pac su etf bond alta qualità?
        avrebbe senso acquistare anche emissioni estere?
        mettiamo che l’orizzonte temporale sia >10y..ha senso comprare bond con scadenza supriore o farlo a 10 anni,come nell’esempio che hai linkato e poi ricominciare un’altra volta?
        qualche spunto/idea in particolare?
        grazie ancora 🙂

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      • archeowealth 3 ottobre 2017 / 21:26

        Ciao e bentornato.
        Rispondo in ordine:
        1) dipende dall’importo. Se molto modesto pac ETF, se più consistente io preferisco il ladder, ma anche qui occhio ai costi.
        2) certo che ha senso, la diversificazione valutaria è fondamentale anche se a mio modo di vedere non dovrebbe superare il 25% del ptf
        3) se orizzonte 20 anni allora ha senso comprare un titolo a 20 anni, ovviamente abbinato a titoli con scadenza inferiore per avere liquidità in scadenza più in là nel tempo da reinvestire a tassi più alti (almeno si spera)

        Tutto questo ovviamente va contestualizzato nel portafoglio e ragionando anche su che tipo di bond si compra (governativo, corporate, emergente, ecc…)

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  4. Erreffe 3 ottobre 2017 / 23:20

    Grazie gentilissimo, come sempre..ma non sono mai andato via: la mia visita quotidiana la faccio sempre, quando non pubblichi nulla ne approfitto x ripassare qualche vecchio articolo, che non fa mai male. Mi limito a farti domande, spero senza esagerare, proprio quando non ne posso fare a meno, come in questo caso. Ma leggo sempre il mio sito (finanziario e non) preferito. Ciao AW e grazie 🙂

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