Buy and Hold oppure Momentum?

Su questo blog cerchiamo la massima obiettività di analisi e quindi cerchiamo di pubblicare commenti ad analisi o articoli che in un certo senso vanno in direzione opposta a quella che spesso indichiamo come corretta pratica di investimento.

Oggi ad esempio ci fa piacere citare questo articolo http://www.investresolve.com/blog/using-time-series-momentum-to-intentionally-miss-the-best-months-yes-really/ .

Premesso che ogni back test lascia il tempo che trova visto che informazioni e condizioni sono diverse in ogni momento storico (quindi non siamo in grado di sapere come si sarebbero comportati gli operatori a quel tempo se avessero avuto accesso alle condizioni di oggi), quello presentato in questa analisi è interessante perché mette a confronto il classico buy and hold con il market timing, due argomenti spesso trattati su questo blog.

Nello specifico vengono evidenziati i vantaggi di una corretta pratica di market timing basata sul momentum rispetto al classico e poco sexy buy and hold. Chi vi scrive è d’accordo su una gestione parzialmente attiva delle asset allocation (comprare asset a sconto con ottica di lungo periodo non è mai una cattiva idea se si mantiene dritta la barra della diversificazione),  ma alla fine di tutto bisognerebbe chiedersi se un operatore (che sia professionale o no) è in grado di sostenere questa attività in modo metodico e ripetitivo per tanto tempo ed a quali costi.

Partiamo da un classico confronto.  Un pigro investitore Buy and Hold contro un trader che dal 1900 è stato capace di evitare i 10 peggiori mesi, contro uno che ha mancato  i migliori 10 mesi ed infine contro uno che ha mancato entrambi.

Fonte: investorsolve.com

Chi ha mancato i peggiori 10 mesi stravince, ma anche chi ha mancato i 10 migliori e i 10 peggiori batte il buy and hold con volatilità e massimo drawdown inferiori.

Nell’articolo viene poi presentata un’analisi similare stressand0o ancora di più il back test, ovvero mancando in sequenza le performance migliori e peggiori su 20 e 50 mesi. I risultati sono analoghi; rendimenti migliori e riduzione (ovvia) della volatilità.

Lo scopo di molti fondi che cercano di contenere la volatilità è proprio questo ed è normale che cerchino di rincorrere il Sacro Graal del battere il mercato di riferimento.  Purtroppo i numeri “reali” delle performance dei fondi non sembrano così incoraggianti.

A noi però interessa la sostenibilità di una strategia di questo tipo per un piccolo investitore. E’ fattibile? Ovviamente no, nessuno è in grado di prevedere oggi quali saranno i mesi migliori o peggiori? Ma se fosse sostenibile sarebbe conveniente? No, i costi di trading ridurrebbero in modo sostanzioso la performance.

Ma soprattutto la domanda più importante è questa? Ha senso abbracciare l’incerto per cercare di spuntare qualche decimale di performance più alto (o di volatilità più bassa) rispetto a quello che ritorna semplicemente il mercato? Quando avrete risposto a questa domanda avrete capito che tipo di investitore siete.

 

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3 thoughts on “Buy and Hold oppure Momentum?

  1. Anonimo 17 luglio 2017 / 13:22

    Buongiorno
    Articolo interessantissimo come sempre 🙂
    Io ho provato a fare diverse simulazioni con l’etf swda, usando le medie mobili 50/200. Il periodo di valutazione era dal 2010 al 2016. Il market timing,togliendo tutte le spese di commissione, perdeva contro il buy&hold.
    Io da parte mia seguo la costruzione di un PAC e investo ogni bimestre.
    Grazie per gli articoli che seguo con molto interesse.
    Continuate cosi 🙂

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    • Argia Sbolenfi 17 luglio 2017 / 15:54

      Ciao anonimo,
      per curiosità il tuo PAC è basato solo su MSCI World ho hai un portafoglio più diversificato?
      Sto cercando di capire quale sia la strategia migliore per un PAC “buy & hold” > 5 anni, acquisti ogni 4/6 mesi, per il momento ragionavo su 3 ETF : Ishares S&P 500 Ucits Etf Usd Dist + Lyxor Euro Stoxx 50 (Dr) Ucits Etf + Lyxor Ucits Etf Emts 3-5y Inv Grade Dr
      Partendo da 50% azionario e 50% obbligazionario e poi eventualmente ribilanciando in acquisto…

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      • Giuseppe 18 luglio 2017 / 16:02

        Buongiorno Argia Sbolenfi
        Il mio PAC è composto da:
        50% azionario e 50% obbligazionario
        La parte azionaria contiene:
        80% di ISHARES CORE MSCI WORLD UCITS E (SWDA.MI)
        20% di Lyxor Euro Stoxx 50 (Dr) Ucits Etf (MSE.MI)
        La parte obbligazionaria contiene:
        90% Lyxor Ucits Etf Emts All-Matur Inv Gr Dr (EMG.MI)
        10% Ishares $ Tips Ucits Etf Usd Acc (ITPS.MI)
        Gli acquisti sono effettuati periodicamente, soprattutto per gli etf swda.mi e emg.mi, tenendo conto dei costi di acquisto che gravano su ogni operazione.

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