By |Categorie: Educazione finanziaria, Investimento|Pubblicato il: 11 Settembre, 2017|

Uno dei pensieri ricorrenti che scorre tra le menti degli investitori è quello di entrare troppo presto o troppo tardi sui mercati. Azioni oppure obbligazioni, quella sensazione di essere quelli che rimangono con il cerino in mano ci abbandona con difficoltà.

Vero, non possiamo escludere maxi correzione nell’ordine del 20% oppure 40% o anche peggio. E’ già successo sui mercati azionari e potrebbe risuccedere.

E’ altrettanto vero che eventi epocali come i crolli azionari del 2000 e nel 2007 solitamente accadono al massimo una volta ogni due se non tre generazioni. Ma siccome nessuno ha la sfera di cristallo meglio essere preparati.

Come ripeto spesso investire è anche un gioco di probabilità ed essere bravi significa stare dalla part dove le percentuali di successo sono maggiori.

La media delle perdite subite dalla borsa americana nella sua storia quando la caduta supera il 20% è di circa il 35%, la cosa può essere di consolazione?

Non credo, però aiuta.

Prendo spunto da un bel post di Jonathan Clements sul suo blog HumbleDollar per fare un esercizio che credo potrà essere utile a tutti.

Prendiamo i due grafici di lungo periodo della borsa americana S&P500 e dell’indice azionario mondiale Msci World.

Fatto questo primo esercizio molto banale passiamo al secondo e vediamo dove potremmo arrivare con una correzione del 35% quella media che potrebbe già domani colpire i mercati.

Partendo dai massimi storici del 2021 i livelli del sempre teorico punto di arrivo di questa correzione si posizionano più o meno tra il massimo pre Covid e il minimo di quel drammatico marzo 2020.

Purtroppo non sappiamo se e quando evento si realizzerà, potrebbe anche arrivare partendo da quotazioni più alte del 20% di quelle attuali.

La cosa migliore in questo caso è fare un altro esercizio mentale e capire la nostra tolleranza alle perdite.

Supponiamo di disporre di un capitale investito di 150 mila euro.

Il nostro rischio è equamente ripartito tra azioni e bond, 75 mila euro in capitale azionario, 75 mila euro in obbligazioni.

Quanto siamo disposti a tollerare come perdita massima prima di mollare la presa sull’investimento più rischioso?

La percentuale è sempre una risposta difficile da dare, ma il valore assoluto risulta essere un concetto con il quale le persone tendono ad essere più sincere.

Ipotizziamo che 20 mila euro è la massima perdita tollerabile sui nostri investimenti.

Prendiamo 20 mila lo dividiamo per 0.35 (il 35% di perdita) ed otteniamo 57 mila euro.

Questo è l’ammontare massimo di azioni che ci possiamo permettere di avere in portafoglio pena il rischio depressione sclerotica. Adesso trasformiamo questo valore in percentuale.

I 57 mila euro rapportati a 150 mila euro fa 38%, quello che dovrebbe essere il peso corretto di azionario nei vostri investimenti in base alla nostra propensione al rischio.

A questo punto riduciamo di 18 mila euro le azioni in portafoglio (75 mila diventa 57 mila) per arrivare appunto al 38% e dormire sonni più tranquilli la notte.

I cattivi momenti arriveranno, ma ora siamo (si spera) preparati ad affrontarli.

Buon investimento.

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