Bollicine in ordine sparso

Una delle cose che trovo divertenti quando leggo i giornali o anche i social media finanziari è la ricerca a tutti i costi dell’indizio che giustifica lo scoppio imminente di una bolla sui mercati finanziari. Divertente e patetico allo stesso tempo perché spesso e volentieri quelle che si leggono sono considerazioni basate su ribassi recenti o su valutazioni storiche che hanno margini di errore talmente ampi da essere tutto il contrario di tutto.

Apro e chiudo una parentesi. Se volete capire meglio cosa intendo leggete il libro di Gray Smith – Standard Deviations: Flawed Assumptions, Tortured Date and Other Ways to Lie With Statistics. Purtroppo è solo in inglese, ma per chi è in grado di leggerlo sarà illuminante.

Come sapete bene non penso affatto che l’economia mondiale risulti in equilibrio (come si fa a pensarlo quando il costo del denaro è rasente lo zero da tanto tempo in quasi tutto il mondo occidentale), ma siamo nel bel mezzo di una rivoluzione tecnologica senza precedenti e quindi viviamo terreni inesplorati, ma sempre e comunque con un obiettivo per chi fa business, generare utili. Se questi ci sono (e crescono) ben difficilmente un indice azionario può deludere nel lungo periodo.

Fatta questa premessa mi piace ogni tanto “tagliandare” i mercati per capire quanto hanno ripagato il rischio nel corso del tempo. La tabella che vedete sotto riporta in valuta locale per ciascun indice di riferimento il rendimento annuo a 10 anni. Il risultato è interessante perché siamo esattamente a 10 anni dall’inizio della crisi subprime. Vedete per caso numeri da bolla?

Fonte Metastock Bull&Bear

Io vedo numeri che sull’azionario in termini reali risultano poco generosi i quali, al di là di inevitabili correzioni del 20-30% che prima o poi arriveranno, possono permettere a chi investe nel lungo periodo di attendersi quel rendimento reale del 4-5% che a mio parere è ragionevole attendersi da un investimento azionario.

Certamente c’è chi avrà meno da offrire (Stati Uniti) e chi di più. La cara vecchia Europa al netto dell’inflazione sta ritornando all’investitore degli ultimi 10 anni rendimenti reali NEGATIVI. Anche lato azionario emergenti non c’è da entusiasmarsi.

Chi invece ha offerto molto, forse troppo è il mercato obbligazionario. Ma si sa qui i tassi di interesse stanno già indicando agli investitori il ritorno reddituale della prossima decade, ritorno che in termini reali potrebbe anche essere negativo. Quando un indice Euro Aggregate europeo (governativi + corporate) offre all’investitore lo 0.55% di rendimento con una duration 6.7, è lecito attendersi che il rendimento nominale di questo tipo di investimento sarà nell’ordine dello 0.55% annuo circa nell’arco di 12-14 anni (ricordate questo semplice e simpatico metodo di calcolo?)

Meglio evitare? No assolutamente anche perché potreste avere un improvviso bisogno di denaro e dovreste trovarvi in difficoltà o a corto di liquidi magari proprio quando le borse faranno – 30% (succede spesso per la legge di Murphy); ecco che quel gruzzoletto senza rendimento sarà un prezioso tesoretto.

Personalmente sono per la semplicità e tendenzialmente evito come la peste le soluzioni troppo complesse. Per chi ha un capitale limitato un prodotto che investe nell’azionario mondiale a replica passiva (ETF) ed uno che copre l’asset class obbligazionaria (o anche due o tre obbligazioni governative ad elevato rating con scadenze in linea con i vostri obiettivi) sono più che sufficienti per cercare di raggiungere una adeguata remunerazione per il rischio che correrete.

Ricordando sempre che in finanza non vince chi fa più operazioni speculative, ma chi ha la pazienza di aspettare ciò che il mercato ritornerà nei prossimi anni.

 

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5 thoughts on “Bollicine in ordine sparso

  1. Anonimo 20 settembre 2017 / 7:52

    Buongiorno, l’ unica “certezza” di noi comuni investitori (non speculativi) è che dopo un periodo di crisi il mercato di solito riparte, nel 2008 ci fu appunto il famoso crollo “grazie” soprattutto ai subprime, che hanno messo in luce e scoperchiato un sistema finanziario contorto che non poteva durare, se è pur vero che non c’è la matematica certezza in finanza di come si muoverà il mercato e anche vero che non può ne sempre scendere ne salire all’ infinito, per questo penso che a breve ci sarà una correzione al ribasso a livello mondiale, anche in considerazione del attuale situazione politica nel sud est asiatico.
    Ma ovviamente rimane un ipotesi
    Grazie e buona giornata

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    • archeowealth 20 settembre 2017 / 18:46

      Vedremo. Viviamo alla giornata sui mercati, ma teniamo la barra dritta sul lungo periodo che è quello che conta. Cosa succederà nel 2018 nessuno lo sa, quindi perchè rovinarsi l’umore disegnando scenari simili ad un tabellone del Superenalotto?

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  2. Andrea 21 settembre 2017 / 15:33

    Complimenti per gli ottimi articoli pubblicati. Indice di grande professionalità e serietà da parte di chi scrive e gestisce questo sito. Complimenti, un piacere leggervi e approfondire le varie tematiche che proponete!

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  3. andferrante 21 settembre 2017 / 17:12

    Complimenti per gli ottimi articoli e per l’ottimo costante lavoro! Il migliore blog in tema d’investimenti che abbia mai letto.

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