Volatilità bassa, mercati pronti a crollare!

Ok lo ammetto, un bel titolo che è andato a caccia di clic. Mi dispiace per chi è entrato qui sperando di trovare una conferma alla sua tesi da orso pessimista, ma questo titolo è una delle tante “bombe” che periodicamente si leggono o si sentono sui mercati finanziari.

Sul blog Awealthofcommonsense è apparso un articolo molto interessante sulla volatilità che il sempre ottimo autore Ben Carlson ha saputo spiegare in modo semplice e soprattutto di buon senso.

Prendendo come spunto la tabella che segue, il messaggio chiave trasmesso dal blogger americano è semplicemente quello che la volatilità può trovarsi ovunque senza fornire per questo indizi anticipatori dei massimi di un mercato azionario.

Come si vede dalla tabella ci sono stati bear market che 30 giorni prima del massimo avevano una volatilità infima (sotto a 10), altri avevano una volatilità esplosiva (sopra 25).

Possiamo quindi ricavare delle conclusioni che la volatilità bassa rappresenta un pericolo per il futuro dei prezzi azionari? No, possiamo solo dire che questo fenomeno non è anomalo e può durare a lungo.

Capisco il nervosismo di chi è rimasto fuori dall’azionario in questi anni perchè timoroso di valutazioni eccessive degli indici azionari.

Capisco anche che più si sale, più chi è rimasto fuori (o il consulente che pensando di prevedere il futuro vi ha fatto rimanere fuori) cerchi disperatamente motivazioni per giustificare un comportamento assurdo che, ora possiamo dirlo, ha fatto perdere a tanti investitori il bull market più spettacolare dal dopoguerra, roba che si vede una volta a generazione se va bene.

Quando la prossima volta un amico, un consulente o chicchesia vi dirà che la volatilità è troppo bassa ed il mercato sta per crollare, fate esattamente l’opposto. Forse il sentiment non è ancora così euforico da giustificare un calo massiccio nei prezzi.

La storia non conferma nè smentisce la sua tesi, semplicemente fa il suo corso e noi non possiamo prevederlo.

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4 thoughts on “Volatilità bassa, mercati pronti a crollare!

  1. Erreffe 16 novembre 2017 / 20:54

    solo chi non conosce il tuo pensiero, poteva fraintendere.. 😉

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  2. Giacomo 22 novembre 2017 / 15:21

    Ciao,
    ancora una volta complimenti e grazie per gli ottimi contenuti.

    Una domanda che non è perfettamente attinente con il contenuto dell’articolo, ma mi è venuta in mente leggendo dei mercati che prima o poi crollano…

    La domanda è questa: adesso che credo di aver capito come e quanto investire per il futuro più lontano, come mi devo comportare sul breve periodo? In sostanza, ipotizzando di avere avviato un PAC in cui investo il 15% del mio stipendio, come investire i liquidi rimanenti?
    Considerando abbastanza alta la probabilità di comprare una casa nei prossimi 5 anni, cosa fare di quanto sto accantonando nel conto deposito, circa 3 annualità?

    Grazie

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    • archeowealth 22 novembre 2017 / 22:21

      Ti sei già risposto da solo dicendo che il tuo orizzonte temporale è 5 anni, cioè poco ma non pochissimo. Obiettivo numero uno rischiare poco e quindi puioi sceglieri tra ETF o fondi obbligazionari ben diversificati (di duration, emittenti, rischio credito) che ti permettono di avere indietro i tuoi soldi fra 5 anni con un potenziale di rendimento nell’ordine del 2% max con una dose di rischio leggermente più elevata (questo passa il convento…).
      Visto il tuo obiettivo ben definito non mi andrei ad imbarcare in avventure azionarie se non per un peso max del 20%.

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