Diario di un papà investitore – Puntata numero 2

Nel primo articolo di questa particolare rubrica dedicata ai genitori italiani avevo promesso di entrare un pò più nel dettaglio di un viaggio nel mondo dell’investimento finanziario destinato ai miei figli, percorso cominciato per il sottoscritto un paio di anni fa. Eccomi quindi qua a raccontarvi un altro capitolo di una storia che credo interessi tutti i genitori di bambini appena nati o ragazzi in età adolescenziale.

Programmare il futuro finanziario è importante, ma se lo si fa un mese o un anno prima di quando poi quei soldi serviranno allora si commette un errore madornale. Si cercano rischi assurdi, o peggio ancora si prendono soldi in prestito da amici, banche o finanziarie varie, rincorrendo sogni ed obiettivi che magari verranno raggiunti, ma a costi molto molto salati.

Allora cosa c’è di meglio che prepararsi per tempo?

Oggi voglio così parlarvi di uno degli obiettivi classici che riguardano i figli, ovvero la copertura delle spese per l’istruzione universitaria.

Sulle pagine di questo blog è stato scritto in passato un interessante articolo relativo alla stima di quanto potrebbe costare l’università dei figli. Non torno su quell’argomento e lascio a ciascuno la libertà di calcolare la spesa potenziale; il range è piuttosto ampio (basta solo pensare alla differenza tra studiare in sede o fuori sede) e quindi i risultati possono essere molto differenti. L’unico consiglio che posso dare è di approssimare per eccesso considerando anche spese impreviste.

Ma andiamo ai vari step che ho percorso per far partire il piano di investimento finalizzato a questo obiettivo.

Punto n.1 : ho  stimato le spese che potrei sostenere per ciascun bambino dall’età di 18 a quella di 23 anni, ovvero durante il periodo di frequenza universitaria  (un anno di fuori corso è la soglia di tolleranza). Grazie al simulatore del Sole24Ore  ho elaborato una spesa di massima che rappresenterà il mio budget. Questo simulatore è in grado di fornire un risultato che tiene conto anche dell’inflazione rendendo quindi necessario un piano di accumulo degli investimenti già “reale”, ovvero che terrà conto dell’aumento dei costi nel corso degli anni.

In base alle mie previsioni è uscito un costo che andrò a sostenere in quel periodo pari a 35 mila Euro (che ovviamente cambia da città a città e da università ad università), arrotondato dal sottoscritto di circa il 20% in eccesso per tenere conto di imprevisti o corsi specialistici post laurea. Considerando che di pargoli ce ne sono due da finanziar e che sono partito dall’età di 8 anni di vita ad accumulare denaro per questa finalità, sarà necessario avere a disposizione 70 mila Euro nel 2025/2026.

Definito l’obiettivo sono passato al secondo punto.

Punto n.2: verificare se esistono degli investimenti già in corso che possono contribuire al raggiungimento dell’obiettivo. Per il sottoscritto esistevano e sono rappresentati da una polizza vita che mensilmente viene incrementata di un centinaio di Euro.  Proseguendo con l’attività di accumulo negli stessi termini e considerando il pregresso già maturato, nel 2025 avrò coperto con questo strumento il 60% del fabbisogno ipotizzando un rendimento medio del 2,5% annuo.

Punto n.3: verificare come andare a coprire il residuo mancante. A questo punto dovevo valutare come coprire il 40% che mancava per raggiungere l’importo prefissato. La mia scelta è stata indirizzata su un piano di accumulo con ETF. I circa 28 mila Euro mancanti ho così deciso di ottenerli accumulando 200 Euro al mese per 10 anni, ipotizzando un rendimento annuo netto del 3% (ovviamente non garantito).

Qualcuno si chiederà quanto denaro bisognerebbe accantonare ogni mese per raggiungere i 70 mila Euro in 10 anni con queste ipotesi di rendimento. La risposta è molto rotonda e semplice. Dovrete mettere da parte 500 Euro al mese per 10 anni (ipotizzando il 3% di rendimento annuo da investimento). Come ben sapete chi parte prima è avvantaggiato ed ai neo papà farà piacere sapere che cominciando ad investire solo 250 Euro al mese dal primo giorno di nascita dei vostri figli otterrete lo stesso risultato, ovvero circa 70 mila Euro all’età di 18 anni.

Bene, a questo punto il progetto è stato eleaborato. Ovvio che nel durante possono intervenire tanti fattori distorsivi (compreso il rifiuto di vostro figlio di studiare all’università). Dovrete essere bravi a calibrare questo piano man mano che il tempo passa consapevoli comunque che non state certo gettando i soldi dalla finestra.

Abbiamo così riempito la base della piramide dell’investitore.

Il secondo gradino è rappresentato da quanto posso effettivamente risparmiare. Qui dovrete ragionare sui costi, sul vostro tenore di vita, sulla vostra capacità di estrarre risparmio dal vostro reddito. Non preoccupatevi se all’inizio non riuscirete a mettere da parte 250 Euro al mese, l’importante è avviare il processo poi il tempo offirà possibilità di aumentare. Sempre meglio di niente no?

Il terzo gradino della piramide è rappresentato dalla creazione della giusta asset allocation di investimento.

Ma di questo ne parleremo nella prossima puntata. Direi che avete già sufficiente lavoro di analisi da fare per questo mese…

 

Annunci

2 risposte a "Diario di un papà investitore – Puntata numero 2"

  1. Ennio Albanesi 26 gennaio 2018 / 15:57

    Seguo questo sito ormai da qualche anno. Grazie a voi sto migliorando le mie conoscenze finanziarie, e trovo idee sempre utili ed interessanti.
    Volendo seguire l’idea degli accantonamenti mensili, sapete dirmi se esiste un borker che permetta di creare un PAC con acquisti anche di importi mensili modesti e con bassi costi?
    Qualcosa del tipo MoneyFarm (in passato lo avevate citato) che però permetta di scegliere liberamente su quali etf investire?
    In rete io non trovo niente…
    Grazie ancora

    Mi piace

    • geowealth 29 gennaio 2018 / 22:48

      Bene siamo molto contenti visto che l’educazione finanziaria è uno dei nostri obiettivi.
      Purtroppo in Italia non mi pare ci siano al momento grandi piani di accumulo in ETF (e chiediti il perchè). Il modello ETF Replay di Fineco non ha avuto molti replicanti e lo stesso Replay è parecchio caro se si investono cifre basse. Conosco ETFmatic (broker estero autorizzato in Ita), ma obiettivamente ha un numero di ETF limitato e poco interessanti.
      Moneyfarm ha pregi e difetti. Il difetto principale è la non possibilità di scegliere come costruire l’ETF e profili di rischio elevati poco “spinti” sull’azionario. Il consiglio che posso darti è di raggruppare importi consistenti (tipo 250-300 Euro per volta) ed operare con frequenza trimestrale. In questo caso i costi fissi sono ammortizzati.
      A presto.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.