L’Asset Allocation di ArcheoWealth (Bilancio 2017)

Consueto aggiornamento trimestrale del portafoglio di Archeowealth partito ufficialmente, come i nostri lettori più affezionati ben sanno, a gennaio 2015 con una dotazione di 50 mila Euro.

La nostra volontà è quella di mostrare ai lettori che è possibile costruire portafogli efficienti anche con importi modesti. Realizzato tramite strumenti a replica passiva (ETF), il portafoglio cerca di comprimere al massimo uno dei pochi elementi conosciuti a priori durante un investimento, ovvero il costo. Tutto con la semplicità di pochi strumenti inseriti all’interno del portafoglio.

Alla fine del terzo trimestre 2017 il montante era di poco superiore ai 57.500 Euro Euro con una performance del 2,7%.

Alla fine del quarto trimestre 2017 la performance si rafforza con un bilancio di chiusura  del 4,7% per un montante di oltre 58.600 Euro.

Essendo quindi in chiusura di anno mettiamo in archivio un altro bel risultato che proietta il progresso degli ultimi 3 anni in una performance complessiva del 17,2% con un montante ocresciuto di 8.600 Euro.  Il tasso annuo di rendimento composto si attesta così al 5,5%, ottimo risultato che comincia ad avvicinarci a quella soglia del 20% complessivo di performance che dovrebbe rendere il portafoglio stesso impermeabile al prossimo bear market azionario vista la natura bilanciata dell’investimento.

Ragionando in termini reali, la performance del 2017 diventa di +3,8% considerando l’ultimo dato di variazione annua dei prezzi al consumo in Italia (novembre +0,9%).

Di questo 3,8% un bel merito va ovviamente dato anche al contenimento dei costi attualmente pari allo 0,26% in termini di TER.

La chiusura del 2017 con EurUsd a 1.20 non ha fatto decisamente bene ai portafogli dei principali money manager europei anche perchè la componente biglietto verde da sola quest’anno ha perso quasi il 15% contro Euro.

Questo portafoglio di Dollari ne ha circa il 30% e quindi qualcuno potrebbe superficialmente dire che coprendo il cambio con prodotti Eur hedged questo 2017 avrebbe fornito un ulteriore 4,5% di performance aggiuntiva. Sarebbe però uno dei più classici commenti da bar o da promotori finanziari (ora consulenti) d’assalto con livelli di preparazione finanziaria alquanto discutibile. Intanto perchè coprire il rischio cambio Dollaro nel 2017 sarebbe costato circa il 2%. Quindi anche essendo dei maghi e azzerando la valuta con copertura l’over performance si sarebbe dimezzata. Sarebbe solo una mezza verità perchè proprio le borse espresse in valuta diverse dall’Euro hanno fatto vedere le migliori cose, anche al netto del cambio. Investendo quindi senza rischio cambio con il più classico (e deleterio) dell’home bias avrebbe sottratto ulteriore fetta di performance.

Ecco la composizione del portafoglio suddivisa per macro asset class.

E per asset type

Approfitterò del consueto ribilanciamento di fine anno per mettere in campo qualche aggiustamento nei prossimi giorni. Lquiderò il fondo iShares European Property Yield a favore dell’ETF Spdr Epra ex UK, appunto per alleggerire la componente Sterlina all’interno del portafoglio. Per il resto mantengo invariati in linea di massima i posizionamenti.

Tra le statistiche del portafoglio che vale la pena segnalare, quella della volatilità degli strumenti. Solo il 27% ha una volatilità annua superiore al 10% e questo rappresenta il migliore dei mondi per chi investe. Speriamo regga anche nel nel 2018.

Come ripeto sempre (a beneficio dei nuovi lettori) ecco il disclaimer finale. Questo è il MIO portafoglio e NON il VOSTRO. Qui dentro ci sono i miei obiettivi e non i vostri. Qui dentro c’è la mia propensione al rischio e non la vostra (che non conosco).

Questo portafoglio non è replicabile semplicemente perchè calza a pennello sul mio profilo di investitore. Anche voi dovrete cercare di costruire (o farvi aiutare da un consulente preparato) un’asset allocation  che miri a realizzare nel corso del tempo i vostri obiettivi. Quando vi sentirete tranquilli di stare sul mercato con quel tipo di investimenti, beh allora avrete raggiunto la pace dei sensi dell’investitore di buon senso.

L’augurio per tutti quanti è quello di un 2018 ricco di soddisfazioni finanziarie come quelle riportate nel 2017.

Buon investimento a tutti.

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15 risposte a "L’Asset Allocation di ArcheoWealth (Bilancio 2017)"

  1. Stefano 2 gennaio 2018 / 9:50

    Ciao. Grazie per il consueto aggiornamento.
    Permettimi però una domanda: dobbiamo aspettarci che con gli aggiornamenti futuri del 2018 i post precedenti su questo portafoglio verranno resi inaccessibili come è accaduto per quelli del 2015 e 2016? Perchè in questo modo, seguire l’andamento nel tempo del portafoglio (che mi sembra la cosa più interessante per un utente), diventa infattibile.
    Grazie.

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  2. Erreffe 4 gennaio 2018 / 22:04

    buonasera AW e naturalmente buon anno
    i complimenti te li faccio sempre perché trovo sempre spunti molto interessanti e approfitto per chiederti un approfondimento riguardante le componenti del tuo portafoglio che pesano <10%. Se le hai inserite, c'è senz'altro una logica, ma vorrei capire in che misura ti aspetti possano incidere come rendimento aggregato. Grazie

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    • archeowealth 4 gennaio 2018 / 22:59

      Risparmiare di più, lavorare e guadagnare di più,spendere meno, ridurre i costi dell’investimento. Fatte queste quattro cose l’asset allocation è un contorno necessario ma non così determinante.
      Importi più alti permettono una diversificazione più spinta e questo male non fa a perf e volat. Diciamo che sono scelte personali su certe visioni di mercato ma credo che più del 15/20% della perf finale non sarà influenzata da queste scelte.

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  3. Erreffe 4 gennaio 2018 / 22:05

    rendimento e volatilità naturalmente..

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  4. Erreffe 5 gennaio 2018 / 16:51

    grazie, sempre chiaro e saggio

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  5. Giacomo 6 gennaio 2018 / 9:38

    Una curiosità. Se tu dovessi partire oggi con un portafoglio (avendo chiaramente la tua stessa propensione del rischio) lo rifaresti così?

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    • archeowealth 6 gennaio 2018 / 11:53

      Certo che sì, come ben sai nel corso degli anni le modifiche sono state marginali e non rincorro certo il timing di mercato.

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  6. Maria 6 gennaio 2018 / 20:58

    Molto interessante davvero.
    Se non sono troppo indiscreta nella richiesta, mi interesserebbe molto capire il pensiero alla base della composizione del portafoglio: in base a quali elementi è possibile sostenere che quello sia il portafoglio giusto per lei?
    Come è definibile, più o meno esattamente, nelle Asset Class e nelle percentuali esatte?
    Si basa sulla deviazione standard storica, sui drawdown storici o cosa?
    Nel caso però non si guarderebbe troppo sullo specchietto retrovisore?
    Chiedo con l’unico scopo di capire bene come allestire la mia Asset Allocation e mettere sotto stress alcune o tutte le mie attuali certezze.
    La ringrazio
    M.

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    • archeowealth 7 gennaio 2018 / 22:52

      Grazie per aver scritto. Non voglio sminuire tutti i back test che giornalmente vengono prodotti, ma sinceramente con la tanta esperienza che ho accumulato nel tempo, guardare nello specchietto retrovisore come dici tu è utile solo per chi cerca conferme. Si tendono infatti a fare test alla ricerca dell’asset allocation che in passato ha ottenuto i risultati di rendimento e rischio che cerchiamo. Peccato che il futuro sarà certamente diverso nei tempi e nei modi. Molto meglio concentrasi su quanto possiamo risparmiare, su come tagliare le spese inutili, su come pagare meno tasse possibili, su come automatizzare il nostro processo. L’asset allocation arriva per ultima e se la corrente è quella buona non saranno 10 o 15 punti di una certa asset type rispetto ad un’altra a fare la differenza fra 20 o 30 anni nel risultato finale.
      Quello che va bene per te dipende da quanto tempo hai a disposizione, da quanti soldi hai da parte per le emergenze, da quanta emotività ci metti nelle fasi negative di mercato e tanto altro ancora. Se dovessi darti un consiglio ti direi semplicmente di essere serena, cominciare con pochi strumenti semplici ed a basso costo. Il peso del capitale più rischioso (l’azionario) decidilo tu sulla base di quanto tempo vorrai percorrere questre strade e soprattutto su quale sarà il tuo obiettivo finale. Azioni = rischio = perdite fra 1, 2 o 10 anni, oppure anche no grandi guadagni e obiettivi raggiunti prima del previsto. Di certo obbligazioni = protezione = basso rendimento = obiettivi che richiedeanno maggio risparmio per essere raggiunti.
      Potrei stare qui a scrivere per ore, ma sinceramente lascia perdere l’asset allocation perfetta. Comincia con semplicità e diversifica per quello che i denari tanti o pochi ti permetteranno di fare.
      Buon investimento

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  7. Maria 8 gennaio 2018 / 23:57

    Grazie per avermi risposto.
    Ho visto che il mio profilo di rischio ideale contempla al massimo un 20% Azionario, in quanto sarei in grado di sopportare psicologicamente al massimo un -10% di perdita complessiva del portafoglio. Non cercavo un consiglio, perché non conoscendomi o comunque non facendo consulenza su internet non sarebbe corretto e non vorrei crearle dei problemi con la nuova direttiva, ma mi interessava capire come era arrivato proprio a quelle percentuali precise nella definizione della sua asset allocation. Un altro dubbio é legato alla definizione degli obiettivi: ipotizziamo che quello principale sia creare un salvadanaio per la pensione, come si calcola la somma necessaria?
    Ho letto la teoria di moltiplicare l’importo delle spese mensili per 300, quello puó rappresentare effettivamente un buon punto di partenza. Buona serata

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    • archeowealth 12 gennaio 2018 / 23:27

      L’importo della pensione integrativa (che altro non è che un salvadanaio) dipende da tanti fattori. Trovi in rete tanti simulatori per questo tipo di attività (prova ad esempio questo http://www.arcaonline.it/previdenza/vuoi-sapere-che-pensione-avrai-dallo-stato.html).
      La regola del 300 è utile perchè è facile programmare un piano di risparmio ma molto più difficile sapere se sara sufficiente.
      Bisogna immaginarsi il tipo di tenore di vita che si vorrà condurre, prevedere un margine per imprevisti e fare delle prove. Anche in questo caso il consiglio è non essere troppo pignoli, ma piuttosto cercare di mirare al bersaglio grosso. Si farà sempre in tempo ad aggiustare il tiro.
      A presto.

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  8. Erreffe 21 gennaio 2018 / 22:58

    Buonasera AW, scusa se torno sull’ argomento, ma ci sono alcune cose che mi piacerebbe, se possibile, chiarire ancora meglio, sai che mi piace sempre capire le motivazioni che portano poi alle scelte pratiche:
    1) quale rendimento e volatilità ti aspetti dal portafoglio per i prossimi 10 anni? 2) come mai hai completamente fatto fuori l’oro (intendo nemmeno un 5%)? 3) per l’obbligazionario emergente cosa ti ha portato a preferire xemb ad un prodotto in valuta locale? 4) xbae e xgin non sono sostituibili da da emg/ieag e emi, tenendo conto dei costi di hedging nel lungo periodo? Su alcuni argomenti, tipo l’oro, hai già scritto tanto, ma se fosse possibile mi piacerebbe conoscere le tue motivazioni attuali, nel caso si fosse rafforzata la tua idea di partenza. Spero di non essere stato eccessivamente invadente e tedioso. Ti ringrazio molto per i preziosi contributi divulgativi

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    • archeowealth 22 gennaio 2018 / 22:46

      Cosa mi aspetto? Bella domanda, ma come avrai potuto notare nei resoconti periodici il 5% mi pare un valore attendibile per i prossimi 10 anni con questo profilo di rischio.
      La volatilità mi interessa, ma fino ad un certo punto. Anzi se si alzasse un pochino il mio PAC ringrazierebbe -)
      Per quello che riguarda i prodotti hedge al momento li preferisco anche per una view che i miei analisti valutari preferiti di Age Italia continuano a mantenere (finora correttamente) poco positiva per il Dollaro.
      Sull’oro hai ragione, avevo promesso un ingresso poi sempre rimandato, ma il motivo te l’ho spiegato sopra. Con questo Dollaro si guadagna da una parte si perde dall’altra e quindi aspetterò ancora un pochino. Il metallo giallo lavora bene con tassi reali negativi, situazione che ancora non mi pare propizia.
      A presto.

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  9. Erreffe 23 gennaio 2018 / 12:30

    Grazie per la risposta, il 5% non sembra male, te l’ho chiesto perché leggo continuamente report con ritorni attesi prossimi allo 0, per i 60/40.

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