Amica Volatilità

La volatilità sul mercato azionario mondiale è tornata e questo, dopo un’annata di minimi storici in termini di oscillazione dei prezzi, era una cosa assolutamente normale e prevedibile.

Sapete bene cosa pensiamo della volatilità dei prezzi azionari, opportunità e non certo rischio per un investitore di lungo termine. La volatilità è il prezzo da pagare per una over performance nel lungo periodo. Questa frase non è nostra ma l’abbiamo estrapolata da un interessante articolo apparso sul sito inglese di Vanguard

Di questo articolo riteniamo interessanti alcuni passaggi che vogliamo condividere con i lettori.

Il primo è relativo a quello che successe nel 2008. L’indice americano S&P500 trovò a novembre 2008 il suo picco di volatilità, ma chi tenne duro fino a quando la volatilità scese 10 mesi dopo sotto la sua media storica avrebbe prodotto un ritorno del 33%. Come giustamente dice il premio Nobel Daniel Kahneman, se possedere azioni è un progetto di lungo termine per noi stessi, seguire il loro andamento nel breve termine è veramente una cattiva idea, anzi è la cosa peggiore che possiamo pensare di fare.

In fondo la volatilità altro non è che la misura di quanto il rendimento del nostro investimento si discosta dal suo valore medio. Meno guardiamo l’andamento del nostro portafoglio meno rischiamo di vedere numeri che potrebbero infastidirci e rovinare il nostro piano di investimento.

Se guardiamo ogni giorno il nostro dossier titoli avremo una probabilità su due di vedere perdite, se guardiamo una volta all’anno solo due su dieci. E tutto questo con un crescita del rendimento decisamente più consistente rispetto alla crescita della volatilità con percentuali di ritorno positivo che si muovono però a nostro favore. Tradotto, lascia pure che il mercato si muova molto, l’importante è che alla fine le probabilità di vincere passino dalla mia parte.

Sempre in questo filone si inserisce un interessante articolo apparso su Bloomberg.

In questo articolo viene messa in discussione l’efficacia di cercare di a tutti i costi il timing giusto per uscire dal mercato prima della inevitabile discesa.

Uno studio di Bank of America ha infatti dimostrato come uscire 12 mesi prima del picco del mercato (ah saperlo…) significa perdersi almeno un quinto del ritorno complessivo di un ciclo di bull market. Facile da spiegare questo fenomeno perché proprio l’ultima fase di un rialzo è quella più speculativa in cui le mani forti passano le azioni alle mani deboli notoriamente più soggette ad euforia e panico. Non è un caso che proprio la volatilità aumenta nei mesi precedenti il picco di mercato.

Altro dato interessante di questo studio che abbraccia i dati storici di Wall Street da 1937 ad oggi, è che nelle ultime otto decadi lo S&P500 è salito mediamente del 21% nell’anno precedente il top, mentre nell’anno successivo il calo mediano è stato del 15%.  Il guadagno dell’ultimo anno tende solitamente a compensare il calo dell’anno successivo. Nessun dramma quindi se rimaniamo investiti.

Esistono anche annate straordinarie in cui i cali sono più intensi (il 2008 è ancora lì a ricordarcelo), ma siamo sicuri che cercare di evitare un inevitabile prima o poi correzione è la scelta migliore per il nostro investimento di lungo termine? Il costo di restare fuori potrebbe essere pesante, ma soprattutto la volatilità è nostra amica e se ribilanciamo i portafogli con regolarità dopo un forte rialzo non abbiamo già cominciato a prendere un po’ di profitto senza utilizzare sofisticati strumenti di trading?

Sono fermamente convinto che esistono professionisti della finanza in grado di catturare le dinamiche di breve periodo con profitto, ma questo atteggiamento non è alla portata di tutti, è costoso, non produce rendimenti mirabolanti e soprattutto crea stress. Sicuri di voler vivere in questo ambiente?

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3 risposte a "Amica Volatilità"

  1. marco bertolotti 9 aprile 2018 / 8:18

    la strategia ideale è “compra e tieni ” ?

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    • archeowealth 9 aprile 2018 / 22:27

      Visto che vanno di moda le auto di questo tipo direi che quella ideale è ibrida. Dipende da tempo, psicologia, propensione al rischio, orizzonte temporale e chi più ne ha più ne metta. Comunque non esiste il bianco e il nero ma un grigio con tante sfumature. Per chi ha poco tempo per approfondire ma molto tempo davanti…il buy and hold è perfetto.

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  2. Erreffe 12 aprile 2018 / 14:34

    Compra, tieni, ribilancia e possibilmente aumenta..buonsenso docet 😉

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