Valuta forte ed investimenti

I cataloghi dei collocatori di prodotti gestiti sono sempre più ricchi di strumenti a copertura del rischio cambio. La logica è ovviamente quella di ridurre il rischio valutario, estraendo solamente il buono dagli asset sottostanti.

L’ultimo anno ha fatto capire agli investitori cosa vuole dire perdere il 15% sul Dollaro nel giro di un solo anno, sia sull’azionario che sull’obbligazionario. Questo perchè essendo il Dollaro la valuta più scambiata al mondo, una buona fetta degli indici azionari internazionali o delle emissioni obbligazionarie sono appunto denominati e scambiati in Dollari. La democrazia di un’oscillazione valutaria è totale. Se compro un Treasury americano o lo S&P500, un -10% è uguale sia per l’obbligazione che per l’azione.

Servendomi dell’ottimo sito PortfolioVisualizer ho cercato di capire cosa è successo dal 1999 al 2017 per i bond globali hedged (ovvero coperti) e quelli non hedged (quindi aperti al rischio cambio). Ovviamente essendo il sito di origine  americana la copertura dal rischio di cambio è legato alle valute diverse dal Dollaro.

In questi 18 anni di analisi non ci sono grandi dubbi. Per un investitore tenere aperto il rischio cambio ha più che raddoppiato la volatilità, quasi raddoppiato il drawdown e portato ad un rendimento annuo leggermente inferiore. Esattamente ciò che gli studi accademici ci dicono da tempo.

Nel lungo periodo i cambi non fanno la differenza se non aumentando la volatilità dei rendimenti di portafoglio.

Fonte: PortfolioVisualizer

Ricordo sempre che la copertura ha un costo per coloro che vivono in aree monetarie a tassi più bassi rispetto alla valuta che si va a coprire.

Ad esempio per un europeo coprire il cambio sul Dollaro ha un costo legato al differenziale tassi; i tassi americani sono più alti di quelli europei e quindi il cittadino europeo devo pagare per coprire il rischio Dollaro. Per un americano è l’opposto. Coprire il cambio su un investimento in Euro porta ad un premio perchè si rinuncia al maggior rendimento dei titoli in Dollari.

A questo punto ho poi voluto spezzare in due i periodi. Quello 1999-2008 in cui il Dollaro perse valore e quello 2009-2017 in cui il valore è cresciuto.

Risultato. Nel 1999-2008 rendimenti leggermente superiori per l’investimento a cambio aperto ma ancora una volta con volatilità e massimo drawdown quasi doppi.

Nel 2009-2017 in una fase di Dollaro in rafforzamento (quindi le valute estere in calo) coprire ha pagato con oltre un punto percentuale di rendimento annuo in più con volatilità e massima perdita quasi dimezzati.

Fonte: PortfolioVisualizer

Quello che sembra emergere da questa breve analisi è che in termini di gestione del rischio nel lungo periodo coprire il cambio ovviamente è la scelta migliore. In termini di rendimento invece la scelta strategica di aprire o chiudere il rischio cambio fa la differenza, una differenza che però aggiustata per il rischio non pare essere decisiva.

L’opinione di chi vi scrive però è diversa. In primis e soprattutto con le valute bisogno evitare di prendere delle posizioni molto nette. Speculare sul forex è molto divertente ed a volte redditizio, ma con dosi di rischio elevate.

Si può vanificare un’ottima asset allocation con scelte sciagurate. Molto meglio affidarsi a professionisti oppure accumulare divise estere per finalità piacevoli e divertenti.

A questo però va aggiunto un concetto molto spesso sottovalutato e che riguarda il rischio economico del paese o area economica in cui si produce reddito.

Se la zona Euro va male , l’Italia va peggio (almeno finora) e quindi la valuta domestica (l’Euro) tenderà probabilmente a perdere valore (e quelle estere a guadagnare).

Ecco quindi che anche solo per un semplice concetto di diversificazione del rischio un po’ di valuta è sempre bene averla in portafoglio. Il quanto e il come dipende ovviamente dalla vostra propensione al rischio e da quanto il vostro reddito è prodotto sul territorio nazionale.

Chiudo purtroppo con una brutta notizia per chi si ritrova nei propri portafogli fondi o Etf a cambio coperto (troverete la parola hedged di fianco al nome del prodotto).

La notizia non è buona perchè in queste settimana coprire il cambio Dollaro per un italiano ha un costo di quasi il 3% annuo. Fate voi due conti a seconda del sottostante su cui investite e attenzione perchè questo costo (che è variabile nel tempo) non compare in nessun documento di esplicitazione dei costi in regime di Mifid 2. Un costo occulto che peserà (eccome se peserà) anche su quei prodotti ad alto rendimento come obbligazioni high yield o bond emergenti che qualche consulente poco attento ai vostri interessi vende ancora oggi con rendimenti a scadenza del 4-5-6% come indicato nelle schede prodotto.

I’m sorry, ma non sarà proprio così se deciderete di eliminare il rischio cambio e ricordate sempre che pasti gratis in finanza non esistono ed ogni punto di rendimento aggiuntivo ha un rischio aggiuntivo, anche valutario.

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2 risposte a "Valuta forte ed investimenti"

  1. bierlollo 25 aprile 2018 / 8:10

    Ottimo articolo che tratta con semplicità un tema complesso. Personalmente ho sempre preferito investire in € o col cambio coperto, consapevole di rinunciare in questo ultimo caso a una parte di rendimento. L’unica porzione a cambio aperto è quella sull’azionario USA, contando che entrando nel tempo a piccole tranche l’effetto cambio possa essere sterilizzato.
    Il forex che va tanto di moda lo vedo invece come una roulette, preferisco stargli lontano 🧐

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