Diario di un papà investitore – Puntata numero 4

Nel precedente post di questa serie dedicata agli investimenti programmati per il futuro dei propri figli, avevo promesso di raccontare come sta andando il mio piano di investimento cominciato tre anni fa.

Avviato nel 2015, il  piano è basato su due pilastri. Una polizza vita che alla fine rappresenterà il 60% dell’investito, un paniere di ETF azionari ed obbligazionari che completerà il restante 40%. Per entrambe le modalità utilizzo un piano di accumulo. Programmato per la polizza, con acquisti trimestrali non programmati sugli ETF.

Il rendimento cumulato sulla polizza degli ultimi tre anni è stato finora del 9,9% al lordo della fiscalità, quello sugli ETF  del 5,2%. Su base annua ho un rendimento cumulato del 2,7% sempre lordo fiscalità. Il mio obiettivo come avevo scritto qui è quello di arrivare ad un 2,75%/3% netto durante tutto il periodo dell’investimento.

Non ci siamo ancora, ma il tempo è dalla mia parte e soprattutto l’accumulo di azioni dovrebbe produrre maggiore valore più avanti nel tempo, magari dopo una bella correzione di mercato.

In rete esistono tanti tipi di portafoglio di investimento. Anche su questo blog ne abbiamo proposti diversi con asset allocation variegate.

Ognuno ha la sua ricetta; anche quello che propongo di seguito per chi deve cominciare ora a programmare gli investimenti per i propri figli è un’indicazione di massima che ognuno di voi potrà aggiustare in base a profilo di rischio ed aspettative di rendimento.

Il grafico che proponiamo qui sotto è un classico 70% azioni 30% bond che potrebbe interessare soprattutto chi ha davanti orizzonti temporali di almeno 15/20 anni.

In questo arco temporale, come ben sappiamo, storicamente l’azionario non perde soldi. Utilizzando i preziosi consigli (privi di conflitti di interessi) di veri esperti del mondo finanziario potrete ottenere la massima efficienza ed efficacia dal vostro investimento.

Costi contenuti, pochi prodotti, semplicità, come ripetiamo spesso i segreti del buon investitore sono meno complicati di quello che si possa pensare.

Il portafoglio proposto ha una componente obbligazionaria utile per proteggersi da fasi negative di mercato (corporate di elevato rating), ma al tempo stesso per tenere il passo con l’inflazione (inflation linked), tutto con rischio di cambio coperto integralmente. La parte azionaria è un giusto mix tra azionario europeo ed internazionale, anche in questo caso limitando al massimo il rischio valutario ad un massimo del 20% del portafoglio complessivo.

La volatilità deve accompagnarci il meno possibile nel nostro viaggio.

In questo paniere sono contenuti tutti prodotti ad accumulazione dei proventi per massimizzare al massimo l’effetto della capitalizzazione composta dei rendimenti. Essendo l’orizzonte di lungo periodo non ha infatti molto senso la distribuzione di proventi che si pandrebbero a perdere in mille rivoli.

Potrebbero esistere strumenti magari più liquidi o più accattivanti in termini di strategie (vedi smart beta), ma personalmente prediligo la semplicità e con questo paniere il risultato mi pare raggiunto. L’unico strumento che potrei considerare in futuro è un ETF Multifactor in grado di catturare con un solo prodotto i benefici dei singoli fattori di investimento.

La parte obbligazionario può vedere una duration più o meno lunga, quella azionaria ripartizioni geografiche più o meno diversificate, ma quello che conta è risparmiare e cominciare a dirottare i vostri soldi verso l’investimento.

Prima si comincia, prima il tempo lavorerà a vostro favore smussando anche i momenti di forte negatività.

Alla prossima puntata per nuovi aggiornamenti!

Buon investimento a tutte le mamme e i papà di buon senso.

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Non sono, quindi, un’offerta o un invito a comprare o a vendere titoli.

Leggi anche: Diario di un papà investitore parte I

                        Diario di un papà investitore parte II

Diario di un papà investitore parte III

 

 

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7 risposte a "Diario di un papà investitore – Puntata numero 4"

  1. Raffaele 14 maggio 2018 / 9:16

    Onestamente ritengo sbagliato in generale coprire la valuta nell azionariato quando si ha un orizzonte temporale così lungo e sinceramente coprirsi sul world che ha nella sua pancia diverse valute lo vedo ancora più inefficiente.

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    • archeowealth 14 maggio 2018 / 22:25

      La tua osservazione è corretta e la condivido, ma ormai da anni tendo a muoversi all’interno dello stesso ETF hedged e non hedged per cercare di sfruttare i vantaggi del raffozamento del Dollaro (o all’opposto per coprirmi dalla debolezza come ora). Questo ovviamente può essere fatto solo su una frazione del portafoglio ed ovviamente deve cercare di mantenere un vantaggio rispetto all’ottimizzazione fiscale che in questo caso verrebbe meno. Diciamo che non consiglio questo tipo di operatività agli investitori meno esperti.

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  2. daniela 14 maggio 2018 / 9:55

    ciao, sono una mamma investitrice 😉
    il discorso sugli ETF mi è chiaro e mi pare condivisibile, ti chiederei invece di approfondire il discorso polizza vita.. ne ho fatta una circa un anno fa ma non mi sembra un granchè, probabilmente ho scelto qualcosa troppo costoso e ora ne pago le conseguenze… sto pensando di annullarla e farne eventualmente un’altra, ma quale scegliere?
    grazie, e complimenti per l’interessante blog!

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    • archeowealth 14 maggio 2018 / 22:32

      Grazie per i complimenti. Occhio a quando la dismetti di guardare bene le condizioni. Spesso ci sono penali nei primi anni di vita. Oggi la polizza vita viene spesso venduta come alternativa al Btp o alla classica obbligazione perchè mostra quel bel 2 o 3% dell’anno precedente che ai giorni nostri fa sempre una bella figura. PEccato che poi bisogna togliere costi e tasse. In questi ultimi anni le reti hanno cercato di utilizzare le polizze di ramo primo (perchè spero tu ti riferisca a queste e non a quelle cosiddette di ramo terzo o unit linked) come specchietto per le allodole con un bel successo.
      Credo sia uno strumento che vada preso per quello che è, ovvero un qualcosa che ti permette di ottenere un mezzo punto percentuale di guadagno superiore all’inflazione, nulla più. Se questo è quello che cerchi allora ok.
      La mia è una polizza datata con un discreto tasso minimo fatta parecchi anni fa ed ormai “estinta”…

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  3. Erreffe 14 maggio 2018 / 22:50

    Buonasera, potrei sapere (se possibile) il motivo della scelta del Size Factor? Grazie e complimenti

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    • geowealth 17 maggio 2018 / 21:48

      Non sono altro che le care vecchie mid e small cap. Ti dirò cmq la verità prenderò proditto e mi sposterò a breve su un Multifactor di Ishares. Sulla stessa filosofia del Msci World ma con un pizzico di “factor”.

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