Guardate avanti altrimenti inciampate!

Tra gli errori più comuni commessi dagli investitori certamente possiamo annoverare quello del cosiddetto guardare dallo specchietto retrovisore. Con questo si intende la tendenza ad utilizzare le performance del passato come guida per il futuro.

Se un fondo, un’azione o un qualsiasi strumento finanziario realizza performance mirabolanti allora è degno della mia attenzione (ed investimento), se invece ha il segno meno davanti alla performance passata il prodotto viene regolarmente snobbato. I back test sono proprio l’esatto esempio di come distorcere la realtà.

Per chi segue strategie di momentum e quindi fa investimenti con orizzonte temporale di brevissimo periodo, questa logica può anche essere corretta; per chi invece sviluppa investimento con un orizzonte temporale più ampio questa rischia di essere una strategia limitante oltre che non garante dei migliori risultati.

In questi mesi ad esempio l’investimento in fondi o ETF obbligazionari avente come sottostante i bond emergenti è stato al centro delle attenzioni e delle preoccupazioni degli investitori visto che le perdite sono arrivate a toccare oltre l’8% da inizio anno, come nel caso dell’ETF iShares JPM Em.Bond Eur hedged.

Il mercato obbligazionario ha però un pregio rispetto a quello azionario, ovvero di fornire un rendimento a scadenza praticamente certo per le emissioni più sicure con rating AAA (tipo quelle sul Bund tedesco) e con un margine di approssimazione per le obbligazioni con rating più bassi come le obbligazioni emergenti dove la volatilità è inevitabilmente più alta per effetto del rischio default di alcuni emittenti. Discorso che vale naturalmente solo per investimenti con ampia diversificazione di emittente, mentre se comprato bond di Argentina, Venezuela, Turchia o altra roba del genere i rischi sono decisamente più elevati.

Andando a verificare quale era il rendimento a scadenza medio di un indice JPM su obbligazioni emergenti emesse in hard currency (quindi prevalentemente dollari Usa) 10 anni fa, appuriamo che chi avesse comprato allora avrebbe acquisito un 7.2% di rendimento nell’ipotesi di mantenimento a scadenza delle obbligazioni contenute nell’indice. Nel 2008 il rendimento rolling a 10 anni (ovvero quanto aveva reso un analogo investimento acquistato 10 anni prima) era superiore al 10%. Questo  siamo sicuri indusse in quell’anno diversi investitori a ragionare in prospettiva con un 10% di rendimento futuro nella testa e non con un 7.2% meno una percentuale di rischio che il mercato avrebbe potuto portarsi via per effetto di un rischio emittente.

Ed ecco che 10 anni dopo il rendimento di un investimento in bond emergenti è risultato del 6.6%, neanche tanto lontano dalla previsione che si poteva fare con una certa approssimazione nel 2008.

Replicando lo stesso esercizio sulla decade precedente (1998-2008), al 12.4% di un rendimento a scadenza di un investimento in bond emergenti nel 1998 corrispose 10 anni dopo un rendimento annuo composto per l’investitore che decise di ritirare i propri soldi nel 2008 del 10.6%. Ancora una volta una buona approssimazione corretta per il rischio emittente.

Circa il 6.6% è il rendimento oggi a scadenza dello stesso indice JPM utilizzato come benchmark. Questo ci fornisce  un’indicazione di massima circa il risultato corretto per il rischio che si potrà ottenere fra una decina di anni in questo comparto. Aspettative quindi che vanno riviste al ribasso rispetto alla media del passato, ma attenzione!

Proprio quelle fasi negative che ora stanno colpendo duro questo comparto si riveleranno nostre amiche fra diversi anni se avremo avuto la capacità di credere, con il giusto peso percentuale all’interno del portafoglio, in questo investimento rischioso. Lo stesso ragionamento potremmo fare per le obbligazioni ad alto rendimento e le azioni. Ogni mattoncino può avere la sua dignità all’interno di un diversificato portafoglio di investimento. L’importante è non eccedere nel peso attribuito allo stesso e lasciare al tempo la possibilità di lavorare.

Personalmente credo che, al netto dei costi sui prodotti utilizzati per replicare questo investimento, l’obbligazionario emergente potrà ritornare ad un investitore, a prezzo di una volatilità molto alta, un rendimento annuo fra due lustri compreso tra il 4% e il 5%. Più il prodotto con il quale investiamo è costoso, minore sarà questo numero. Questo bisogna sempre ricordarlo.

Per chi ha tanto tempo davanti i metodi per investire con gradualità sono diversi a partire dai piani di accumulo. Per sfruttare la magia della capitalizzazione composta e soprattutto l’incapacità di prevedere il futuro in un arco temporale così ampi,o mi sembra abbastanza logico evitare di fare market timing.

Se però siete di quelli ai quali piace acquistare solo quando ci sono gli sconti, vi rendiconto un test che ho fatto con un mio criterio personalizzato, ovvare comprare un indice emergente obbligazionario ogni volta che la perdita ha ecceduto il 2% mensile negli ultimi 20 anni. Dal 1998 i casi di calo superiore al 2% sono stati 33 e, supponendo di investire 100 euro ad ogni evento (quindi 3300 eur di capitale investito), il montante finale è risultato paria a 10.265 eur.

Ho provato a fare la stessa cosa con un criterio più da scimmia, ovvero comprare ogni 30 giugno di ogni anno più qualche acquisto a caso per arrivare a quota 33. Ebbene il risultato finale per 3300 Eur investiti sarebbe oggi di circa 7000 Eur. Allora usiamo il primo metodo direte voi? Già peccato che correreste il rischio di passare anni ad attendere una correzione del 2% senza investire nulla e senza capitalizzare anno dopo anno gli interessi precedentemente incassati.

Tutto questo per dire che è meglio non pensare troppo ed investire con regolarità, nel lungo periodo tutto si equalizza. A questo aggiungo un’altra considerazione, vendere sui ribassi è sempre una pessima idea per chi investe in modo diversificato con un orizzonte di lungo termine.

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3 risposte a "Guardate avanti altrimenti inciampate!"

  1. bierlollo 9 luglio 2018 / 6:10

    Ottimi spunti, semplici ma correttissimi. Da tenere a mente SEMPRE.

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  2. Erreffe 9 luglio 2018 / 9:44

    Ogni articolo, oltre ad essere estremamente interessante, é anche una pillola di buon umore (buon senso sembrava troppo scontato, ma ci sta sempre bene) che ti migliora la giornata, grazie 😉

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