L’impatto dei guadagni (replica)

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

Nell’articolo l’impatto delle perdite avevamo dimostrato quanto importante fosse diversificare il proprio investimento per evitare di incorrere in rovinose perdite che avrebbero richiesto sforzi decisamente ciclopici per recuperare almeno il proprio capitale investito.

A beneficio dei lettori riproponiamo la tabella che dovrebbe scoraggiare chiunque dal prendere iniziative temerarie.

Se perdete il 50% del vostro capitale l’investimento dovrà fare il 100% di utile per recuperare almeno il punto di partenza e fare pari e patta.

Già, ma se invece di perdere il 50% il nostro investimento guadagnasse il 50%? La domanda può sembrare stupida, ma se ci pensiamo un attimo siamo bombardati da messaggi di consulenti/gestori che privilegiano il contenimento del rischio di ogni investimento.

In parte la scelta è condivisibile, ma i professionisti del settore sanno benissimo che in questo modo riescono a prendere all’amo il cliente. Cliente che infatti vorrebbe guadagnare ma stando seduto vicino all’uscita di sicurezza, Per avere questo privilegio è disposto a pagare una commissione aggiuntiva.

Con questo atteggiamento si rischia però di tarpare le ali alla potenziale redditività dei propri investimenti, proprio quegli utili che saranno in futuro il migliore antidoto contro le inevitabili perdite a cui il mercato prima o poi andrà incontro.

Qui nessuno nega che entrare adesso sull’azionario presenta elementi di rischio importanti, ma lungi da noi pensare di prevedere cosa succederà in futuro, sorprese positive comprese.

Il dilemma è sempre quello. Meglio rinunciare a potenziali guadagni ed assumere un atteggiamento prudente, oppure lasciarsi trascinare dal rischio e volare senza paracadute? Ovviamente la verità sta nel mezzo.

Per farvi capire cosa voglio dire quando intendo dire che i guadagni sono il migliore strumento di risk management contro le perdite vi presento la stessa tabella, ma stavolta indicherò nella colonna di sinistra i guadagni percentuali ed in quella di destra le perdite che sarebbero necessarie per tornare in pareggio vedendo così evaporare tutti gli utili.

Con un guadagno del 50% sul mio investimento, sarà necessaria una perdita del 33% per riportarmi al punto di partenza. Con un guadagno del 100% servirà una perdita del 50% e così via. Grazie Archeowealth bella idea! Faccio tanta fatica a guadagnare dei soldi poi arriva un 2008 qualunque e mi porta via tutto.

La tabella che ho estratto dal blog www.awealthofcommonsense.com spiega ancora meglio il concetto.

I mercati passano la maggior parte del tempo in progresso ed occasionalmente correggono il tiro. Questi progressi possono avere varie intensità, ma proprio perchè siamo di fronte ad un avanzamento di lungo periodo, a 2, 3 o 4 passi avanti ne corrisponde solitamente 1 indietro e così via nel corso del tempo.

A percorsi di crescita che a volte arrivano anche in tripla cifra corrispondono correzioni che solo durante la crisi del ’29 superò il 50% su base annua.

Perdere per strada l’opportunità di guadagnare dei soldi sui mercati azionari nel lungo periodo non vale tutta la prudenza del mondo. Certamente è opportuno mettere in campo adeguate misure di diversificazione per attenuare il rischio (semplici e banali come bond e poco altro), ma nello stesso tempo i numeri dimostrano che, anche di fronte alla peggiore delle ipotesi di un mercato orso, il ritorno al punto di pareggio nel lungo periodo è praticamente una certezza.

Allora perchè rinunciare fin da subito a mettere qualche gettone sul tavolo?

 

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