Tempo prezioso (replica)

 

Nel mese di agosto pubblichiamo gli articoli più cliccati dai nostri lettori nel corso degli ultimi 12 mesi. Buona lettura!

Meb Faber è capace di produrre post sul suo blog sempre molto provocatori ed anche stavolta ha colpito nel segno. Personalmente qualche osservazione critica all’articolo che trovate qui ce l’ho, ma ciò che Meb ha cercato di focalizzare è proprio il dispendio di energie e tempo che come investitori non professionali dedichiamo allo studio dei mercati per cercare di catturare extrarendimenti.

Se gli investitori professionali faticano ad ottenere extra rendimenti superiori al punto percentuale, figuriamoci un amatore che non dispone di quella mole di informazioni e ricerche che invece favoriscono gli investitori professionali.

Ogni investitore, anche il più piccolo ed insignificante, dovrebbe dedicare un po’ di tempo a “educarsi” finanziariamente. Leggere qualche buon libro, leggere qualche blog di qualità e poi perché no testare sul campo anche con risultati negativi certi concetti.

L’educazione finanziaria non dovrebbe però trabordare nel desiderio di essere migliori dei professionisti della finanza. Se falliscono loro, perché voi dovreste fare meglio?

Meb Faber dimostra con qualche calcolo semplice semplice come il tempo dedicato allo studio dei mercati ha un costo; più l’importo investito è ridotto più questo costo è percentualmente elevato e richiede un’extraperformance sempre più alta oltre il classico rendimento da investimento. Per chi è curioso di seguito trovate la simulazione di Faber che ovviamente richiede una lettura dell’articolo per capire certe premesse come la quantificazione del costo di ricerca finanziaria.

Molto meglio, come dico sempre, impegnarsi nel proprio lavoro o nei propri hobby aumentando il rendimento dei propri risparmi con un extra lavorativo o con maggior benessere mentale e fisico.

Questo significa che nessun sforzo dovrà essere rivolto all’investimento? No, questo significa che dopo aver acquisito un’educazione finanziaria di base, lo sforzo dovrà concentrarsi sulla ricerca degli strumenti a costo inferiore per voi, più liquidi ed efficienti. Gli sforzi dovranno poi essere diretti verso la l’automazione del processo di investimento (e sulla minimizzazione dei costi di negoziazione) e sulla generazione di un asset allocation stabile ed adeguata al vostro profilo di rischio.

Messa in acqua la barca con un piccolo investimento di tempo nella fase iniziale, saranno sufficienti pochi quarti d’ora al mese (se proprio siete curiosi) e godere di uno degli asset più preziosi e rari della razza umana, il tempo.

 

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