Problemi di resistenza

Pubblicato nel mese di luglio il report SPIVA , documento dal quale si desume la cosiddetta “Persistance Scorecard”, ovvero quanti fondi collocati negli Stati Uniti sono riusciti a mantenersi nei quartili più alti in termini di performance battendo di fatto un investimento a replica passiva che come ben sappiamo altro non fa che cercare di copiare l’andamento di un indice.

Come scrive S&P Dow Jones Index che cura questo rapporto, il detto “le performance passate non sono un indicatore di quelle future” è assolutamente azzeccato.

Non voglio commentare con tante parole questo rapporto, credo che i numeri risulteranno per tanti di voi molto parlanti.

Dei fondi azionari che erano al top nel primo quartile nel 2014 (571), nel 2015 erano ancora sulla cresta dell’onda il 30.4%, diventati il 7.8% nel 2016, lo 0.18% nel 2018.

Fonte:mathinvestor.org

Pensate che per l’obbligazionario vada meglio. Dei 47 fondi high yield al top nel 2014 zero sono quelli arrivati in cima nel 2018. Dei 52 classificati come intermediate investment grade, zero sono quelli arrivati in cima nel 2018. Dei 15 fondi governativi a lunga scadenza nel primo quartile nel 2014 solo il 6% è rimasto in vetta.

Direi che non c’è molto da aggiungere circa la presunta qualità dei gestori attivi di essere più bravi degli altri investitori nel fare stock picking. Del resto gli investimenti finanziari sono un gioco a somma peggio di zero per effetto dei costi e quindi…

Interessante anche la statistica sui fondi che si posizionano nel quarto quartile e vanno a finire nel primo (e viceversa dal primo al quarto), insomma la più classica delle inversione di classifica.

Dei 364 ronzini che erano nel quarto quartile nel 2014 il 17% è andato nel primo quartile dopo 5 anni. Dei 364 purosangue che erano nel primo quartile nel 2014 il 25% sono finiti nella polvere cinque anni dopo.

Ultima statistica degna di nota quella relativa ai ronzini che non ce la fanno a riemergere. Mediamente il 33% di quelli che proprio non sono dei fenomeni liquidano il fondo scomparendo dalle statistiche. Un ottimo modo per far perdere le tracce ed annacquare le statistiche.

Tendo a diradare sempre di più questi seppur interessanti report perché ogni volta la risposta che abbiamo è sempre la stessa.

Fonte:mathinvestor.org

Essendo ormai un rapporto consolidato da oltre 15 anni direi che abbiamo una casistica piuttosto ampia e dettagliata che conferma ciò che studi accademici avevano già fatto sul finire del secolo scorso.

Nel medio e lungo periodo la gestione attiva ha una elevatissima probabilità di NON battere la gestione passiva.

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