Gestire la Duration di un Portafoglio Bond (replica)

Riproponiamo questa settimana un altro concetto che dovrebbe essere molto conosciuto da chi ama investire in obbligazioni o ETF obbligazionari. Stiamo parlando della duration di un prodotto/portafoglio obbligazionario, numerino fondamentale per conoscere la rischiosità del proprio investimento. Buona lettura.

Il concetto di duration abbiamo già cercato di spiegarlo in occasione di questo articolo e lo ricorderemo spesso, deve essere uno dei parametri centrali sui quali si basano le scelte di investimento obbligazionario da parte di ogni risparmiatore. Lo ricordiamo comunque per i ritardatari; la duration esprime la durata media di un’obbligazione, ovvero quanto tempo sarà necessario per rientrare dall’investimento considerando i flussi di cassa attesi. La duration modificata invece esprime grossolanamente di quanto varierà il prezzo di un bond o un portafoglio di bonds per effetto di una determinata variazione nei tassi di interesse.

duration
Come si vede dal grafico riportato qui sotto, la duration media di un portafoglio Aggregate (ovvero un mix di governativi e corporate in questo caso solo americani) muta nel tempo per effetto di quelli che sono i tassi di mercato di un preciso momento storico, con questo indicatore che nel corso degli anni non è quasi mai stato a duration 4.6, ovvero la media degli ultimi 25 anni.

duration1Visto che siamo ai minimi storici come rendimenti ecco che la duration di un indice Us Aggregate sta toccando i suoi livelli più alti da quando viene misurata. Al 31 dicembre l’ETF Ishares Us Core Aggregate Bond aveva una duration di 5.2 il che significa che per 100 punti base di rialzo nei rendimenti un investitore dovrebbe attendersi mediamente un calo dei prezzi di circa il 5,2%.

Per chi quindi vuole portare avanti una strategia obbligazionaria diventa fondamentale conoscere la duration del portafoglio; in momenti quali quelli attuali in cui i rendimenti sono ai minimi storici, una buona strategia può essere quella di utilizzare almeno tre ETF che coprano i tratti di curva, breve, medio e lungo.

Andando sul concreto ed utilizzando ad esempio gli ETF di Ishares sui bond americani operativi sui tratti di curva (1-3, 3-7 e 7-10), si potrebbe cercare di creare una strategia di esposizione all’obbligazionario piuttosto bilanciata cercando di ridurre il rischio duration tramite strumenti più brevi che possano compensare le eventuali perdite di quelli più lunghi. Ovviamente con titoli secchi la cosa funzionerebbe ancora meglio poiché, con un assortimento di scadenze diversificato, si potrebbe aver la possibilità di rinnovare le scadenze ai tassi di mercato di un tratto di curva più lontano, con le scadenze intermedie che a loro volta gradualmente si avvicinano alla scadenza in un ciclo continuo che permette di essere sempre mediamente investiti a tassi medi definiamo “di mercato”.

Torniamo ai nostri ETF e vediamo come possa essere diverso il rischio di una fiammata dei tassi per ogni tipo di prodotto. I 100 punti base in più sul prodotto 1-3 si tradurrebbero in una perdita secca del 1,8%, mentre lo stesso movimento sul 7-10 porterebbe il calo nei prezzi a circa il 7,6% (dati fonte iShares-factsheets).

duration2Il 30 gennaio i tassi americani a 30 anni hanno toccato un minimo storico al 2,22%, ma oggi, 20 giorni dopo, quello stesso investimento offre un rendimento del 2,72%, esattamente 50 punti base in più. Se prendiamo come riferimento il fondo di iShares 20+ Year Treasuries quotato a NY e la cui duration effettiva è pari a 17.6, scopriamo che la perdita del prodotto è stata in questo breve periodo del 8,5%, perfettamente allineata alla teoria enunciata prima.

Chiaramente trovarsi dopo tre settimane di investimento obbligazionario con una perdita del 8% a fronte di uno strumento che offre un rendimento a scadenza che a gennaio era di poco superiore al 2,50% fa male, ma la volatilità è uno scotto da pagare da parte di chi cerca rendimento. Il grafico seguente ci mostra un dato storico di volatilità dal 1990 al 2014 per azioni e tre tipi di bond, short term, aggregate e long term.

duration3
Nell’estate del 2013 il calo dei bond a lungo termine americani per effetto del rialzo dei tassi fu del 9,8% contro il -3,1% dell’indice Barclays Us Aggregate e contro il -0,7% del Barclays Us 1-5 Years. La tabella ci mostra come in quella situazione la duration media degli indici giocò un ruolo critico.

duration4Siccome nessuno ha la sfera di cristallo e sa se questi tassi di mercato saranno ancora interessanti fra qualche mese o qualche anno, ecco che la strategia di riduzione della duration tramite portafogli bond diversificati dal punto di vista delle scadenze appare una delle più indicate per attutire i rischi; anche in questo caso vogliamo però citare l’enorme beneficio del ribilanciamento.

Nello stesso periodo l’ETF che investe sullo S&P500 ha guadagnato il 6%; chiaramente non si può ribilanciare il portafoglio ogni tre settimane per motivi di tempo e di costi, ma immaginando di essere a fine anno quel pezzettino di guadagno potrebbe essere capitalizzato e spostato sull’obbligazionario. Così facendo acquisteremo bond a duration lunga con rendimenti decisamente più interessanti, un affare che nel lungo periodo potrà creare un sicuro valore aggiunto al vostro portafoglio.

Leggi anche: Ha senso investire in prodotti a duration hedged?

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13 risposte a "Gestire la Duration di un Portafoglio Bond (replica)"

  1. Luca 4 ottobre 2018 / 8:47

    Ottimo articolo. Molto razionale e logico. Grazie per averlo riproposto ora !
    Luca

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    • archeowealth 4 ottobre 2018 / 10:57

      Grazie! Magari i lettori storici si annoieranno un pò, ma crediamo che rinfrescare certi concetti valga più di ogni nuovo articolo.

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      • Luca 5 ottobre 2018 / 15:12

        Io sono un lettore storico. Non mi annoio affatto a rileggere articoli gia’ letti, ma che risultano attuali.
        In questi mesi stan calando un po’ tutte le obbligazioni , dunque questo articolo e’ attuale.
        Mi son posto la domanda : ho forse sbagliato qualcosa ? Dovrei fare attenzione a qualcosa riguardo le obbligazioni che ho in portafoglio?
        Ho continuamente dubbi se quello che faccio sta andando nella direzione giusta. Questi articoli aiutano a tenere la barra dritta nonostante il moto ondoso in aumento ,)

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      • archeowealth 8 ottobre 2018 / 21:52

        La risposta che ho dato a Giuseppe credo valga anche per te …-)
        Tieni duro e barra dritta

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  2. Erreffe 4 ottobre 2018 / 11:37

    Non ci si annoia mai, te lo assicuro 😉

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  3. Giuseppe 4 ottobre 2018 / 19:11

    Grazie per l’articolo. Interessantissimo come sempre.
    Gli etf obbligazionari attualmente non sono molto “appetibili”.
    Io comunque detengo un 20% del mio portafoglio nell’etf emg.mi che ha delle obbligazioni governative area euro con diverse durate.
    Solo che a volte mi chiedo se sia saggio detenere questo etf nel contesto finanziario attuale ma poi, visto che sarà un’investimento di minimo 10 anni per poi far proseguire questo etf da mio figlio in futuro, mi astengo di vendere. Perché si sa che ogni acquisto e vendita porta con se delle spese…
    Anche se attualmente il rendimento di questo etf e pari al 0% nel mio caso.
    Secondo voi è una strategia giusta?
    Grazie per la vostra opinione

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    • Luca 8 ottobre 2018 / 13:39

      Ciao Giuseppe, se ti puo’ consolare io ho il 30% in portafoglio di bond a breve e lunga scadenza. I primi hanno duration 1,7. I secondi hanno duration 7. I primi ora ce li ho a -1%. I secondi stanno a -2,5%. Purtroppo chi come me e’ entrato un anno fa ha beccato la fine di un ciclo trentennale in cui i bond son saliti bene. Non credo che li vendero’. Aspetto che scendano bene per incrementare le posizioni; con un’orizzonte temporale di 10 anni o piu’, fai in tempo a beccare anche la prossima risalita : la fine di un ciclo corrisponde all’inizio di un altro. Sarebbe un errore vendere proprio ora, altrimenti sarebbe speculazione di breve.

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      • Giuseppe 12 ottobre 2018 / 16:59

        Grazie Luca, grazie per la tua risposta. Penso che non venderò questo etf aspettando tempi migliori dove incrementare l’etf con l’acquisto di quote a prezzi inferiori. Grazie mille.

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    • archeowealth 8 ottobre 2018 / 21:51

      In momento storici come questi l’obbligazionario ha più la funzione di cuscinetto ammortizzatore del rischio piuttosto che di generatore di reddito. Cedole bassissime, ma rischio molto contenuto. Quello che sta succedendo ai BTP italiani in questi giorni già di per sè ti dovrebbe far capire che hai fatto la scelta giusta. Ovviamente in prospettiva il rendimento a 10 anni di chi investe a rendimenti pressochè pari a zero non andrà molto lontano da questo livello. Detto questo immagino che la restante parte del ptf abbia livelli di rischiosità ben opiù elevati. Oltretutto immagino anche che essendo per i tuoi figli, anno dopo anno incrementerai la tua esposizione a questo asset aumentando il potenziale se i tassi saliranno in futuro.
      Detto ciò, la tua scelta è corretta, vai avanti così.

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      • Giuseppe 12 ottobre 2018 / 17:15

        La parte restante (80%) è investito in etf azionari: 60% swda, 20% xdwt, 20% hltw.. Gli ultimi due etf sono molto correlati con swda ma, visto che gli anni di investimento saranno più di dieci, dovrebbero dare un rendimento più alto dell’etf swda.
        La mia intenzione è di proseguire con queste percentuali di investimento 80% azionario (suddiviso nei tre etf) e 20% nell’obbligazionario (1 etf). Negli anni successivi adotterei questa formula: 90 – anni investitore = investimento in azioni/obbligazioni. Per esempio 90 meno 20 anni (età investitore) = 70% azioni e 20% obbligazioni.

        Grazie tanto per i post che ormai leggo da diversi anni e che offrono un grande aiuto a capire il mondo della finanza.

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      • archeowealth 12 ottobre 2018 / 23:03

        Mi sembra una buona metodologia…avanti così

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  4. Luca 9 ottobre 2018 / 12:33

    Concordo. E come dicono Buffett e Archeowealth… chiudi la piattaforma e guarda il portafoglio solo a fine anno ! 😀

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    • Giuseppe 12 ottobre 2018 / 17:31

      “chiudi la piattaforma e guarda il portafoglio solo a fine anno ” è proprio cosi. Solo che a volte le notizie che giungono dai media portano a controllare il portafoglio. Grazie Luca per il consiglio. 🙂

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