Tre motivi per compiacersi di un mercato ribassista

Titolo un pò provocatorio, ma neanche tanto se ci conoscete. Uno dei post più letti del nostro blog è questo “Sei un giovane investitore? Allora spera in un bel crash di mercato” ed è per questo che abbiamo apprezzato un post sul sito MarketWatch.com di uno degli autori del celebre blog americano HumbleDollar.com, John Lim. In pratica John elenca 3 benefici di un bear market sui quali concordo pienamente.

Il primo è che una correzione nei prezzi del mercato azionario deve essere benvenuta da coloro che hanno un orizzonte temporale di investimento medio lungo.

Ottenere degli sconti su merci o servizi che acquistiamo ci fa sempre stare bene, perchè non è così anche per le azioni?

Ancora più strano è capire perchè la mente umana ha nell’immediato un godimento assoluto nell’acquisto di un bene spesso e volentieri deperibile e che perderà valore non appena usciamo dal centro commerciale o da una concessionaria di auto, mentre sta malissimo quando vede scendere il prezzo delle proprie azioni che solitamente si rivalutano nel corso del tempo.

Per chi deve investire correzioni come quelle di inizio ottobre sono una manna dal cielo che permettono di acquistare indici azionari a multipli più contenuti. Tramite la tecnica del piano di accumulo questi movimenti ribassisti consentono all’investitore di comprare di più ad un prezzo inferiore, non male vero?

Se poi le correzioni di mercato più violente si verificano nel momento iniziale del nostro piano ancora meglio, in 20 o 30 anni i tempi di recupero sono molto lunghi e la capitalizzazione composta permetterà di generare utili molto importanti. Se invece la correzione più forte arriverà nella parte finale del nostro investimento ci faremo meno male perchè avremo già adottato le opportune contro misure di riduzione del rischio tramite taglio del peso azionario.

Il secondo aspetto positivo di un bear market è che ci rendiamo conto della nostra reale percezione del rischio. Una buona parte degli investitori fanno i galletti quando le cose vanno bene, ma una fetta altrettanto importante diventa pecorella impaurita nelle fasi di violento ribasso. La notizia negativa è che nessuno può sapere come reagirà fino a quando non si trova in mezzo alla tempesta ed allora prima accade meglio è. La notizia positiva è che dopo la tempesta siamo in grado di definire la migliore asset allocation che fa per noi. Siccome l’asset allocation fa il 90% della performance finale l’esperienza negativa è determinante per il successo finale. I mercati scendono di brutto e noi non dormiamo la notte per questo? Riduciamo il peso delle azioni. Mentre l’orso si prende le prime pagine di giornali e TG noi sorridiamo e serenamente compriamo ancora, allora aumentiamo il peso azionario.

Terza positività di un mercato ribassista è quella di ripianare gli entusiasmi e gli ottimismi che fanno diventare ogni investitore troppo sicuro di sè stesso. L’ottimismo è contagioso. Un mio amico ha fatto soldi con quell’azione e chi sono io per farmi sfuggire l’occasione. Il classico effetto gregge si sviluppa nelle fasi più mature di un bull market ed allora l’arrivo di un bel lupo famelico in mezzo al gregge serve proprio per rimettere le cose al giusto livello di equilibrio. Lim cita giustamente una delle frasi più celebri di Sir John Templeton: ” il bull market nasce nel pessimismoo, cresce nello scetticismo, matura nell’ottimismo e muore nell’euforia”.

Quindi se non siete prossimi alla pensione, quando vedrete come la settimana scorsa dei rotondi cali sui listini azionari non vi demoralizzate, anzi fate una veloce verifica del vostro portafoglio, del vostro conto corrente e se su entrambi avete spazio comprate, il vostro rendimento atteso di lungo periodo vi ringrazierà.

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6 risposte a "Tre motivi per compiacersi di un mercato ribassista"

  1. Luca 29 ottobre 2018 / 9:10

    Guarda, settimana scorsa mi si sono abbassati quasi tutti gli etf che avevo l’imbarazzo della scelta : non sapevo cosa comprare perche’ volevo comprare tutto ! 😀

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  2. huitanot 30 ottobre 2018 / 22:40

    domanda da prendere con le molle … puo venire performante impostare a priori una % di ingresso per comprare a prezzi di “saldo” …

    nel senso compro 10.000 su un etf e se cala del 15% compro quote per altri 2000 … (o su -20% acquisto per 1000… o 500 ogni calo del 5% … ecc ecc)

    giusto per avere un piano pronto e non farsi trovare impreparato

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    • bierlollo 31 ottobre 2018 / 18:44

      Se posso dire la mia, io adotto un mix delle due strategie. Nel senso che periodicamente acquisto a prescindere, ma tengo un po’ di liquidità da usare nei “crolli”.
      Azzeccare il timing perfetto è il sogno di tutti, ma sostanzialmente impossibile da realizzare.

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      • archeowealth 31 ottobre 2018 / 21:15

        L’importante è essere metodici e non farsi prendere dalla smania di prevedere dove sarà il mercato dopo la prossima correzione (che magari arriverà oppure anche no)

        Piace a 1 persona

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