-10% sull’azionario, ed ora che si fa?

Ringrazio Ben Carlson per gli ottimi e tempestivi post presenti sul suo blog https://awealthofcommonsense.com sempre fonti di riflessione ed analisi.

La settimana scorsa Ben ha prontamente soddisfatto il desiderio dei suoi lettori incupiti dall’aver subito un calo del 10% in poche settimane sul valore dell’investimento azionario. Ovviamente nessuno ricorda il +250% dello S&P500 dai minimi del 2009 (con un rendimento annuo composto di quasi il 14%), ma va bene così la storia viene ricordata solo quando è negativa, almeno per gli investitori.

Adesso poi che il giochino “mi compro il Btp al 3% di rendimento e sono sicuro di quello che avrò ottenuto alla fine del mio percorso di investimento” impazza, è sempre più difficile convincere un investitore italiano (ed un consulente finanziario che cerca naturalmente la via più semplice per evitare il conflitto con il cliente) della bontà di un investimento azionario nel lungo periodo.

Proviamo in questa improba impresa con le statistiche estrapolate dal blog americano.

Si parte dal 1928 e quindi con uno spessore statistico di un certo rilievo. Ovviamente i dati sono riferiti alla borsa americana, quella con storia e dettaglio dei numeri più affidabile.

Quando l’indice S&P500 ha perso più del 10% del suo valore nel 44.7% delle rilevazioni la correzione è rimasta compresa tra il 10 e il 15%, nel 12,8% dei casi si arriva al -20%, nel 17% il seguito prevede una discesa tra il 20%  e il 30%, nel 10.6% tra il 30% e il 40%, nel 14.9% dei casi si scende di oltre il 40%.

Tutto riassunto in questo istogramma.

Possiamo perciò dire che quasi nel 60% dei casi rilevati dal 1928 ad oggi non si sono mai tradotti in un reale bear market.

Le correzioni superiori al 10% (ma non superiori al 20%) hanno una media di perdita del 14% ed impiegano sempre mediamente 132 giorni per ritrovare il punto di massimo precedente.

Se invece ci infiliamo in un bear market il drawdown medio è del 37% con 358 giorni in media necessari per riprendere  il massimo precedente.

Tutte informazioni preziose che un investitore di buon senso dovrebbe sfruttare a proprio vantaggio per mettere un po’ di denaro sull’azionario o anche solo ribilanciare i propri investimenti.

Siccome però è sempre opportuno inquadrare il momento, ci viene in soccorso Charlie Bilello che dal blog Pension Partner’s ci mostra i risultati anno per anno e cumulati di investimenti suddivisi per vari profili di rischio.

Abbiamo sempre scritto su queste pagine che le aspettative di rendimento future non potevano essere assimilate a quelle degli ultimi anni. Ma quando il mercato propone degli sconti perché non alzarle queste aspettative indipendentemente dalla visione futura che si ha dei mercati?

In fondo ci sarà sempre tempo per comprare quando i saldi si faranno ancora più consistenti.

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Una risposta a "-10% sull’azionario, ed ora che si fa?"

  1. bierlollo 31 ottobre 2018 / 17:54

    Acquisti programmati continui e piccoli ulteriori aumenti in caso di cali più corposi (-10/15%?).
    E tenere un po’ di liquidità da spendere in caso di crolli.
    Vendere? Mai!

    Mi piace

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