Che tipo di investitore sei? Il profilo moderato

Dopo il primo articolo di questa mini serie sui profili e le personalità degli investitori dedicato al profilo conservativo,  entriamo oggi nel mondo (e nella testa) dell’investitore con una propensione al rischio moderata.

Sempre utilizzanado le linee guida pubblicate dall’esperto americano di finanza comportamentale Michael Pompian, vediamo di capire come si comporta un investitore con un approccio moderato all’investimento finanziario.

A differenza del profilo conservativo, il profilo moderato tende a commettere errori meno emozionali e più cognitivi quindi influenzati dalla propria o altrui conoscenza nonchè dall’ esperienza passata.

Sul profilo moderato ha una certa presa il tipico effetto gregge, ovvero la tendenza ad essere influenzati  dalle idee di investimento di familiari, amici o colleghi. Il moderato si sente molto a sua agio nel seguire il trend dominante e questo lo porta spesso e volentieri ad abbandonare in fretta il percorso, un pò noioso, dell’investimento di lungo periodo pianificato a suo tempo con le migliori intenzioni.

Altro tipico tratto della personalità del profilo moderato è quello di sovrastimare la propria tolleranza al rischio; leone quando tutto va bene, pecorella quando il mondo sembra crollare. Continua a leggere

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Come Investire nel Real Estate Americano

Bassa remunerazione del capitale, incertezza economica, eccessivo carico fiscale, servizi sanitari carenti, clima, sono solo alcuni dei fattori che spingono numerose persone di diverse fasce di età alla ricerca di un investimento immobiliare estero verso il quale far convergere parte dei propri risparmi.

Che si tratti di pensionati o di uomini d’affari, ciò che motiva una scelta comunque coraggiosa, è l’obiettivo di migliorare la propria condizione economica e sociale in un ambiente più confortevole di quello dal quale si proviene.

L’investimento immobiliare non può essere paragonato ai più classici investimenti finanziari in obbligazioni ed azioni. Quando compriamo un’obbligazione prestiamo denaro ad un’impresa o a uno Stato che si impegna a restituire a scadenza il nostro capitale aumentato degli interessi. Quando compriamo un’azione, diventiamo soci di un’azienda che cercherà di massimizzare la remunerazione dei propri azionisti tramite dividendi ed aumento nel valore dell’azione stessa. In entrambi i casi, il rischio è comunque quello di perdere tutto o parte del capitale investito.

Nel caso di un investimento immobiliare, diventiamo di fatto degli imprenditori, in quanto acquistiamo da una controparte un immobile; da quel momento in avanti dovremo gestire le uscite (manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurazioni, tasse, ecc…) ma anche le entrate generate dagli affitti o dall’eventuale capitale incassato all’atto della successiva vendita. Il valore dell’immobile tenderà a fluttuare nel corso del tempo per effetto di quotazioni di mercato soggette al classico meccanismo di domanda e offerta, ma chissà perché questo saliscendi provoca negli investitori meno ansia di quello che succede con qualsiasi altro investimento azionario.

Tra i pensionati italiani, luoghi come le Canarie e il Portogallo risultano tra le prime mete europee dove ricercare un investimento immobiliare. Tutti quei fattori elencati nel primo paragrafo, qui possono essere soddisfatti. Continua a leggere

9 Euro risparmiati al giorno per 65 anni (forse) vi renderanno milionari

Come sanno bene i nostri lettori ci piace giocare coi i numeri cercando di calarli nella realtà e soprattutto di adeguarli al quotidiano.

Oggi vogliamo cercare di capire assieme a voi quanto dovremmo risparmiare ogni giorno, a partire da 25 anni di età per arrivare a 65 anni con l’obiettivo di accumulare 1 milione di Euro. Lo stesso esercizio è stato poi ripetuto partendo dal momento della nascita (quindi l’anno zero).

In queste simulazioni entrano in gioco tante semplificazioni e per questo vogliamo fare una premessa. Per cercare di ridurre il post a pochi semplici concetti, utilizzeremo un rendimento annuo costante (che come sappiamo bene non è una scelta sempre corretta) ipotizzando assenza di inflazione e costi nel piano di accumulo quotidiano. Vedremo in seguito come rimediare.

Ok partiamo!

Per arrivare ad 1 milione di Euro all’età di 65 anni con 40 anni di versamenti ed ipotizzando di utilizzare la media geometrica di rendimento dello S&P500 degli ultimi 90 anni del 9,7% (così smussiamo l’effetto rendimento costante), sarebbe sufficiente mettere da parte 5,8 Euro ogni giorno per 365 giorni all’anno in 40 anni per raggiungere l’obiettivo.

Considerando però che la borsa americana ha ottenuto in quasi un secolo un rendimento medio reale (al netto dell’inflazione) del 7% dovremo alzare l’asticella a 12,6 Euro al giorno di accantonamento.

Adesso vogliamo però considerare anche i costi dell’investimento che stimiamo Continua a leggere

Che tipo di investitore sei? Il profilo conservativo

Quando andiamo in banca e rispondiamo alle domande di un questionario previsto dalla normativa Mifid, veniamo etichettati come investitori con un certo profilo di rischio. Come tutti i questionari creati per adempiere a delle normative spesso e volentieri i profili che escono non sono esattamente calzanti con la nostra personalità di investitore.

Prendo allora spunto da un articolo di qualche mese fa apparso sul sito di Buckingam Strategic Wealth di un grande esperto di investimento come Larry Swedroe.

In questo articolo si parla di propensione verso il rischio e della personalità di ogni investitore. Citando un esperto di finanza comportamentale americano come Michael Pompian, vengono analizzate le quattro figure di investitori più tipiche, conservativo, moderato, dinamico e aggressivo. Più o meno gli stessi con i quali venite etichettati dalla vostra banca o intermediario finanziario.

Questa settimana cominciamo ad analizzare il profilo forse più gettonato in Italia, ovvero quello conservativo. Mi farebbe piacere capire anche dai nostri lettori se le considerazioni fatte da questi esperti di finanza comportamentale sono tutto sommato calzanti ed esprimono effettivamente le personalità degli investitori.

L’investitore conservativo o prudente ha ovviamente una tolleranza per il rischio bassa e tende a commettere errori di natura emozionale. Con la costante preoccupazione di perdere denaro, il prudente tende ovviamente a privilegiare la conservazione del capitale e della ricchezza, questo a discapito del rendimento e della crescita del patrimonio nel lungo periodo. Di questo non ne è perfettamente consapevole ed infatti il profilo conservativo è ossessionato dalle performance di breve periodo. Continua a leggere

Bond Emergenti, obbligazioni con rendimento (e rischio) azionario

Vanguard Research ha pubblicato nel mese di agosto un paper molto interessante che nel dettaglio ha analizzato le qualità e i rischi di un investimento con strumenti di replica passiva in obbligazioni emergenti.

Il titolo della ricerca è chiarissimo, “Emerging Market Bonds, a fixed income asset with equity like returns (and risks)”. Investimento quindi con rendimento storici e rischi da azione più che da obbligazione.

Negli ultimi 10 anni le obbligazioni governative emergenti emesse in Dollari hanno generato un rendimento annuo composto di poco superiore al 7%, 4 punti sopra il rendimento dell’obbligazionario mondiale. Sui principali indici obbligazionari emergenti il 66% dei bond è emesso da una decina di nazioni come si vede dalla tabella successiva.

Il debito emergente è prevalentemente investment grade con il 42% di emissioni in hard currency catalogate come “junk”, valore che scende al 37% sulle local currency.

Guardando con lo specchietto retrovisore dal 2002 al 2017 l’investimento in obbligazioni emergenti ha sovraperformanto l’azionario con minore rischio. Continua a leggere