Diario di un papà investitore – Per un attimo ho pensato alla polizza Penso a Te di Intesa, ma poi… (Puntata n.6)

Alla ricerca di soluzioni di investimento ottimali per mettere da parte un capitale a favore dei miei figli, su consiglio di un amico, sono andato alla ricerca di qualche informazioni  più dettagliata su una polizza di Intesa San Paolo Vita chiamata Penso a Te.

Prima di qualsiasi lasciapassare dato ad un consulente  sull’acquisto di un prodotto finanziario, consiglio a tutti quanti di leggersi attentemente la documentazione del prodotto messa a disposizione della potenziale clientela sui siti delle società assicuratrici. E’ un obbligo che hanno per dovere di trasparenza, sfruttiamolo al meglio.

Per la polizza Penso a Te questa è la pagina dalla quale attingere le informazioni più utili.

Come già abbiamo fatto su questo blog per il prodotto di Poste Italiane, anche per questa polizza assicurativa di ramo primo abbiamo spulciato nel prospetto per capire costi e benefici di un prodotto che sul sito di Intesa viene definito ideale per nonni e genitori che hanno a cuore il futuro dei propri ragazzi.

Ovviamente vengono evidenziati i vantaggi della polizza di ramo primo, quindi capitale garantito al netto dei costi (quindi garantito fino a un certo punto…), nessuna imposta di bollo sul prodotto (vero), consolidamento annuale degli utili (vero), rendimento minimo del 1% in caso di morte del sottoscrittore (ad esempio il nonno) con il beneficiario (ovvero il figlio) che potrà ritirare le somme quando avrà un’età tra i 18 e i 35 anni.

Ovviamente in bella mostra nella pagina web si vede il rendimento della gestione separata Base Sicura. Questo sarà  il motore che annualmente dovrebbe accrescere il capitale versato da nonni e genitori.

E qui cominciano i problemi. Il rendimento è infatti riferito all’anno precedente ed è al lordo dei costi. Considerando che il solo costo applicato al rendimento della gestione separata su questo prodotto è del 1.30%, nell’ultima pagina della scheda sintetica viene svelata la verità, ovvero il rendimento riconosciuto all’assicurato al netto di questo costo ma al lordo della fiscalità (1.23% sulla base del rendimento della gestione separata 2017).

A dire il vero ci sarebbe anche un costo di 0.31% nel momento in cui viene versata una somma, ma possiamo equiparare questo costo a quello che si sosterrebbe su un titolo di stato qualora venisse acquistato sul mercato. Oltretutto il titolo di stato sarebbe penalizzato annualmente dall’imposta di bollo dello 0.2%.

Quindi non è male questa polizza direte voi?

Beh, intanto considerate che l’emittente ha pensato di inserire una penalizzazione dal secondo al quinto anno nel caso si volesse riscattare l’importo versato sulla polizza. Il primo anno è addirittura impossibile farlo. Ma i soldi non sono nostri?

Ricordate sempre l’importanza del fattore liquidabilità dello strumento finanziario. Ogni prodotto deve essere adeguato alle vostre esigenze e all’orizzonte temporale di investimento. La liquidabilità immediata è però un fattore fondamentale che dovrebbe coprire una fetta preponderante del vosto investimento. Naturalmente senza penalizzazioni.

Se poi per caso i rendimenti della gestione separata nel corso dei prossimi 10 o più anni dovessero salire sopra il 3% sappiate che il 25% della differenza tra rendimento polizza e 3% se lo metterebbe in tasca la compagnia. Si chiamano commissioni di performance nei fondi e partecipazione agli utili sulla polizza. La conseguenza è però la stessa, meno soldi per noi.

A pagina 16 della scheda sintetica trovate anche una simulazione di quello che otterebbe nostro figlio dopo 20 anni di investimento (15 mila Eur) con rendimento finanziario del 2% lordo. Dopo 20 anni i 15 mila Euro si saranno trasformati in ben 17.315 Eur; 2.315 Euro di guadagno in 20 anni, 115 Eur all’anno. Wow!!

Non sarebbe forse meglio pensare ad un investimento azionario considerato l’orizzonte temporale? Non sarebbe il caso di gettare un occhio alla storia ed accorgersi che il mercato azionario internazionale su base ventennale non ha mai perso? O perchè no un fondo pensione a basso costo con un bel pò di vantaggi fiscali per nonno o genitore?

Secondo me sì, ma se vogliamo essere sicuri di mettere in cassaforte il capitale allora la polizza assicurativa di ramo primo esercita da sempre un certo forte fascino su tutti noi.

Però attenzione. Comprando una polizza il vostro home bias verrà accentuato. Questo perchè le gestione separate dei prodotti assicurativi italiani, nella maggior parte dei casi, contengono un bel pò di titoli di stato italiani nel loro portafoglio.

Anche per la polizza Penso a Te qui potete trovare il dettaglio della composizione del portafoglio della Gestione Separata.

Senza grandi sorprese (almeno per il sottoscritto) il 50% circa della gestione è investito in Btp a cui si aggiungono altri titoli obbligazionari europei governativi, corporate, più fondi di investimento vari. Considerando che anche qui ci saranno rivoli di Italia, possiamo stimare in circa il 60% la presenza di titoli domestici nell’investimento.

Siccome mi piace essere semplice nei miei investimenti, ho preso un bel Btp a 10 anni ed un Bund a 10 anni. Ho sommato i due rendimenti lordi fiscalità (come la polizza) ed ho ottenuto una media molto semplice di circa l’1.7% di rendimento lordo. Ho tolto lo 0.2% di imposta di bollo mentre  ho considerato irrilevante il costo di negoziazione come per la polizza.

Diciamo che una proposta di portafoglio di questo tipo è certamente più sicura in termini di rischio emittente di quello espresso dalla polizza e mi offre un rendimento a scadenza di circa 0.3% in più.

Tutto liquidabile in giornata, tutto molto trasparente, tutto molto gestibile. Anche qui il capitale è garantito (salvo default degli emittenti naturalmente), una considerazione che vale anche per la polizza dove il capitale è garantito fino a quando è solvibile la compagnia.

Ovviamente se aumentassi la scadenza sui 20 anni dei due titoli di stato otterremmo un divario ancora maggiore di rendimento, ma qualcuno giustamente potrebbe sollevare la critica che la gestione separata potrà offrire ritorni reddituali più alti in futuro se i tassi saliranno. Vero, ma prima di tutto ricordiamoci che i tempi di reazione di questi prodotti sono molto blandi; secondo ricordiamo pure che sopra il 3% Intesa vi chiede il classico fiorino, ovvero il 25% della extraperformance.

Il reinvestimento delle cedole incassate sui due titoli di stato potrebbe comunque essere investito in un bel ETF obbligazionario europeo e questo ci permetterebbe comunque di essere agganciati all’eventuale rialzo dei tassi di mercato con un prodotto low cost utilizzabile fin dalla partenza come strumento per un bel piano di accumulo da parte di nonni e genitori.

Ancora una volta il marketing cerca di fare breccia nel cuore per spingere i familiari più stretti a fare un bel regalo ad un bambino. Fine nobile, ma personalmente credo che un  ETF azionario (o singole obbligazioni di qualità) possa rappresentare la scelta migliore con un orizzonte temporale così lungo.

Anche non volendo rischiare in azioni, due titoli di stato possono tranquillamente rappresentare un buon compromesso che nel lungo periodo metterà a disposizione dei nipoti un piccolo gruzzoletto grazie anche (e soprattutto) ad un bel pò di costi risparmiati.

Non demonizzo le polizze assicurative, ovviamente assolvono a determinati fini, ma tutto quanto deve avere un giusto prezzo. Considerando i bassi ritorni attesi del mercato obbligazionario non è un caso che banche ed assicurazioni stanno virando decisamente verso la proposizione di prodotti finanziari incapsulati dentro contenitori assicurativi. Tutto questo per cercare di andare incontro ai bisogni di persone e famiglie con un margine di guadagno per l’impresa.

Il fine di per sè è anche giusto, ma prima di sottoscrivere qualsiasi contratto chiedomoci se quelle coperture assicurative ci servono davvero, quale bisogno andranno a soddisfare.

Se pensiamo che si possa fare, allora chiediamoci se quel costo che ci viene richiesto è giusto o troppo elevato per il potenziale beneficio che potremo avere dal sottoscrivere un prodotto assicurativo di questo tipo.

Chiediamoci sempre se è poi possibile costruirsi in autonomia la copertura o la struttura contenuta nella polizza. Se questa rapida indagine dimostra che il prodotto è utile alla nostra famiglia ed è prezzato nel modo migliore, allora entriamo.

Le musichette e le immagini di famiglie serene che si occupano sorridendo di bambini ed anziani fanno presa sulla maggior parte degli utenti proprio perchè scatenano le emozioni più profonde.

Un pò come le pubblicità degli smartphone che alternando immagini veloci a immagini lente, musiche travolgenti a musiche romantiche, mettono in subbuglio  la nostra mente, ci fanno sentire talmente tanto coinvolti da aver voglia di entrare in quel cortometraggio e viverlo, proprio con quel prodotto.

Dovete al contrario essere glaciali, insensibili e non fatevi dei problemi perchè non siete certamente voi quelli non normali se agite in questo modo.

Con un bel foglio di Excel fare due conti.

Se questi conti tornano acquistate la polizza assicurativa, altrimenti voltate pagina.

Tutte le volte che rivedrete quella pubblicità fatevi un bel sorriso e cominciate a contare quanti soldi avete risparmiato o impiegato in investimenti più redditizi.

Buon investimento.

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Non sono, quindi, un’offerta o un invito a comprare o a vendere titoli.

Leggi anche:

Diario di un papà investitore puntata n.5

Diario di un papà investitore puntata n.4

Diario di un papà investitore puntata n.3

Diario di un papà investitore puntata n.2

Diario di un papà investitore puntata n.1

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3 risposte a "Diario di un papà investitore – Per un attimo ho pensato alla polizza Penso a Te di Intesa, ma poi… (Puntata n.6)"

  1. daniela 18 dicembre 2018 / 9:41

    Ciao, questo post capita proprio a fagiolo… stavo pensando a uno strumento simile a quello da te descritta per mia figlia, in realtà quello che mi hanno consigliato è il programma BNL Kids, un cc collegato a una polizza… mi sembrava uno strumento interessante, anche per l’abbinamento con il cc, ma forse devo riguardarlo con più calma!
    Anzi, se ti va di darmi un parere in proposito te ne sarei grata:
    https://bnl.it/it/Individui-e-Famiglie/Conti/Programma-di-risparmio-BNL-Kids
    https://bnl.it/it/Individui-e-Famiglie/Investimenti/Life-Insurance/Polizza-abbinata-al-contocorrente-dedicato-ai-minori

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    • geowealth 19 dicembre 2018 / 22:35

      Prodotto simile a quello di Intesa anche se qui il rendimento garantito del 1% c’è solo per un anno. Costi della polizza 1.4% che ovviamente ti andranno a “mangiare” il rendimento della gestione separata associata alla polizza. Più o meno un BTP ma con meno flessibilità. Poi certo se interessa impignorabilità, insequestrabile, capitale garantito (al netto dei costi)…queste cose la polizza le ha, ma servono davvero per il futuro di un bambino?
      La crescita del capitale qui sarà sostanzialmente nulla ed al netto dell’inflazione andrà bene se sarà pari a zero.
      Educativo lo strumento perchè abbinato al conto ed il bambino ha un contenitore che potrà essere alimentato, ma a parità di costi sono convinto che è decisamente meglio un fondo pensione bilanciato. Magari il capitale non sarà garan tito, ma il genitore ha il vantaggio fiscale della deduzione, il bambino quella di investire in asset più rischiosi con prospettive di rendimento reale positivo.
      Qualcuno dirà che il fdo pensione costa (vero se si sottoscrivono quelli aperti), ma è molto educativo perchè ne limita il prelievo e cmq offrirà a tua figlia quando comincerà a lavorare di avere già una piccola dote che i suoi amici/colleghi comincerenno solo in quel momento ad alimentare. E se hai visto i nostri post sul cominciare il prima possibile…capisci cosa dico.
      Altra soluzione è quella del fai da te con ETF ma con cifre piccoline qui i costi rischiano di azzerare i benefici.
      Comunque sia qualsiasi soluzione adotterai avrai già ottenuto un grande risultato. Quello di riflettere e cominciare a fare qualcosa per lei.

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  2. daniela 20 dicembre 2018 / 9:59

    Grazie per la risposta… dovrò studiarmi allora i fondi pensione!
    Mi sembrava in effetti che – come dici tu – la soluzione di BNL fosse a rendimento quasi nullo, il vantaggio mi pareva più che altro il collegamento con il CC, che verrebbe alimentato probabilmente anche da nonni e zii, e la possibilità con il passare degli anni di dare alla ragazzina la possibilità di cominciare a prelevare piccole somme….

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