F.I.R.E. cos’è e come si raggiunge per vivere di rendita #1

La parola FIRE è un acronimo inglese che sta per Financial Independence, Retire Early;  tradotto in italiano Indipendenza Finanziaria, Ritiro Anticipato. Si risparmia (e si investe) talmente tanto durante il primo periodo lavorativo da poter vivere di rendita ed andare in pensione anticipando i tempi.

Il movimento, perchè di questo si tratta, nasce sostanzialmente nel 1992 sull’onda del best seller editoriale di Vicki Robin recentemente tradotto in italiano ” O la borsa o la vita. 9 passi per trasformare il tuo rapporto con il denaro e ottenere l’indipendenza finanziaria”

Poche semplici regole contraddistinguono questo stile di vita che dall’America sta lentamente ed inesorabilmente affascinando anche il Vecchio Continente. Negli Stati Uniti decine e decine di blogger hanno fatto del FIRE la loro ragione di vita e di reddito visti i risultati raggiunti da veri e propri fenomeni virtuali come il celebre Mr. Money Mustache.

E chi non rimane affascinato da ideali modelli di vita che mirano a farci raggiungere l’indipendenza finanziaria vivendo di rendita dopo il ritiro anticipato dal mondo del lavoro?

Come tutte le cose molto belle ed affascinanti c’è sempre un compromesso da raggiungere e delle difficoltà da superare. E’ per questo che abbiamo deciso di decicare una serie di post proprio allo stile di vita FIRE.

Cerchremo nel corso dei prossimi mesi di capire se (e come) è possibile raggiungere gli obiettivi che questo movimento predica da anni in aperto contrasto con il consumismo sfrenato che ci rende schiavi di lavori che spesso e volentieri neanche ci piacciono fino in fondo. Luci ed ombre si intersecheranno lungo questo percorso.

La puntata numero 1 di questo articolo sul FIRE è proprio dedicata alla spiegazione di quali sono i pilastri che sostengono questa filosofia di vita.

Risparmiare tantissimo nella fase iniziale della propria carriera (anche lavorando più della media),  investire i risparmi su strumenti in grado di generare un adeguato rendimento che possa permettere a ciascuno di vivere di rendita, prelevando una quantita prefissata dal montante accumulato fino alla fine dei propri giorni.

Il messaggio di fondo è chiaramente quello di posticipare tante spese considerate inutili, vivere una vita frugale fino a quando non si riesce a raggiungere un sistema di remunerazione adeguata del proprio capitale tale da garantire una rendita passiva per il resto della vita.

Facile da scrivere, difficile ma non impossibile da mettere in pratica. I prossimi post saranno proprio utili a capire come la realtà non è così semplice come viene dipinto dal movimento FIRE. Maa andiamo avanti.

Spendere meno di quello che si guadagna, investire la differenza e ripetere continuamente questo esercizio per n anni fino ad ottenere un capitale adeguato al raggiungimento dell’indipendenza finanziaria e smettere di lavorare  (o quanto meno di essere schiavi di una parte di vita dedicata al lavoro).

Qui sta infatti il secondo passaggio importante della filosofia FIRE.

Il tempo ha un valore che non è adeguatamente remunerato in quanto irripetibile. Ogni 8 ore passate al lavoro sono ore sottratte alla nostra vita e non ritorneranno più. Banale ma vero.

I sostenitori del movimento sono fautori del cosiddetto “extreme saving”, un risparmio estremo che tra i 30 e i 40 anni dovrebbe arrivare fino al 70% del proprio reddito annuo. Se guadagniamo 50 mila Euro all’anno dovremmo essere perciò capaci di risparmiare 35 mila (investito sui mercati finanziari) e spenderne 15 mila.

Quando i risparmi avranno raggiunto circa 25-30 volte le spese annuali, quindi tra 400 e 450 mila Euro, allora teoricamente potremmo abbandonare il lavoro e vivere con la rendita passiva generata dai nostri investimenti.

Qui nasce un problema. Pensare ad un volume di spesa da 15 mila Euro l’anno per una famiglia tipo con figli  è abbastanza complicato. In rete trovate comunque esempi di persone che hanno dimostrato di potercela fare. Un blog carino in tal senso e che mi sento di consigliare è questo https://www.smetteredilavorare.it/

Non a caso il movimento FIRE (vedremo più avanti che però esistono diverse declinazioni) fissa come obiettivo quello di raggiungere almeno 750 mila – 1 milione di Dollari di patrimonio per essere in grado di procedere con lo step successivo del ritiro anticipato.

Se quindi assumiamo di spendere annualmente 40 mila Euro e moltiplichiamo questo importo per 25 ecco che otteniamo 1 milione di Euro, la cifra che ci consente di staccare la spina in anticipo dal mondo del lavoro.

Esiste un modo alternativo di arrivare a questo risultato ed è la cosiddetta regola del 300.

Spese mensili moltiplicate per 300 ed il risultato è analogo. Quindi 3333 Euro di spese mensile (40 mila annui) moltiplicato per 300 fa sempre quel 1 milione di Euro.

Raggiunto l’importo obiettivo anche grazie all’effetto capitalizzazione composta che negli anni ha accresciuto il valore del risparmio, parte la fase successiva dell’autosostentamento.

Prelevando il 3-4% del capitale accumulato ogni anno saremo in grado di mantenere il nostro tenore di vita fino alla fine, tenore di vita che ovviamente dovrà continuare ad essere austero e senza fronzoli per non bruciare tutto troppo in anticipo il nostro gruzzoletto e rischiare di vivere gli ultimi anni della vita in povertà.

Teniamo comunque sempre presente che nel momento del ragggiungimento dell’età pensionabile avremo diritto ad una rendita ulteriore legata alla pensione pubblica che accrescerà il potere d’acquisto disponibile.

Lo so, ad una prima (e forse ad una seconda) impressione questo obiettivo appare alquanto improbabile da raggiungere se non ci sono aiuti esterni come eredità o vincite. In parte sono d’accordo con voi;  in parte sono però  altrettanto convinto che magari, non nei tempi e nei modi professati dal FIRE, ci possano essere delle vie di mezzo comunque appaganti ed in grado di fornirci una maggiore tranquillità e libertà anticipata dal mondo del lavoro.

Non a caso sono nati movimenti secondari che, con una dose maggiore di realismo e minore di estremismo hanno cercato di rendere comunque possibile la realizzazione del sogno dell’indipendenza finanziaria.

Ne parleremo nei prossimi articoli dedicati al FIRE.

Libro consigliato: O la borsa o la vita. 9 passi per trasformare il tuo rapporto con il denaro e ottenere l’indipendenza finanziaria – Vicki Robin

 

 

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5 risposte a "F.I.R.E. cos’è e come si raggiunge per vivere di rendita #1"

  1. Erreffe 2 gennaio 2019 / 11:40

    In tanti che si occupano della materia suggeriscono comunque una allocazione con non meno del 50% investito in azionario, per non rischiare di esaurire il capitale e c’era anche in un vostro articolo sempre relativo a questo argomento, con tanto di tabella esplicativa. Quale potrebbe essere un portafoglio adatto? Quale l’orizzonte temporale da tenere conto anche a livello obbligazionario? Grazie

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    • explowealth 2 gennaio 2019 / 22:07

      Credo che dipenda da tanti fattori. Con quanto capitale si parte, se si vuole lasciare una eredità, che tenore di vita si vuole mantenere, quanto consistente sarà la pensione pubblica, eredità, ecc…
      Gli americani che hanno pensioni bassissime e si devono pagare la sanità ragionano su importi di azionario effettivamente elevati. Personalmente credo che un 40% azioni 60% bond possa rappresentare una scelta equilibrata. E’ chiare che dipende dal momento storico. Al giorno d’oggi con quel 60% di bond appare piuttosto complicato estrarre un rendimento netto superiore al 1% quindi inevitabilmente bisognerebbe alzare un pochino l’asticella del rischio con un mix di corporate ed emergenti più consistente che però rischierebbe di ridurre la stabilità del cosiddetto zoccolo duro del ptf.
      Tagiando la testa al toro se dovessi cominciare ora punterei il 40% delle fiches su azionario internazionale, 20% su governativi internazionali aggregate Eur hedged, 20% su Eur Inflation linked, 10% REIT, 5% Emg bond e 5% HY Bond. Ma ripeto questi numeri dipendono molto da fattori personali.

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  2. Erreffe 2 gennaio 2019 / 23:36

    Vero, sono stato troppo generico e a maggior ragione ringrazio per esserti cimentato ugualmente nella costruzione dell’asset piu adatta..mi piace capire la ratio alla base delle scelte fatte, ad esempio posso chiederti come mai tu abbia escluso l’azionario emergente a favore dei reits? Troppo volatilitá? Grazie

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    • archeowealth 6 gennaio 2019 / 16:31

      Se prendiamo un azionario internazionale nella versione All countries un 10% circa di emergenti lo troviamo già lì. E’ più che sufficiente.
      Per quello che riguarda i REIT sono un hedging naturale contro l’inflazione ed ottimi produttori di rendita.

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      • Erreffe 7 gennaio 2019 / 14:45

        grazie

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