L’Asset Allocation di ArcheoWealth (Update 4°trimestre 2018)

Monete, Valuta, Investimenti

Consueto aggiornamento trimestrale del portafoglio di Archeowealth partito ufficialmente, come i nostri lettori più affezionati ben sanno, a gennaio 2015 con una dotazione di 50 mila Euro.

Inizia così il quinto anno di vita di questo portafoglio che persegue in pieno la filosofia dell’investire con buon senso. Quindi pochi prodotti (low cost), pochi movimenti, asset allocation con un peso di classi di investimento più volatili (azioni + commodity) pari al 60% ed obbligazioni per il 40%.

Il quarto anno del portafoglio di Archeowealth non è stato benigno con una performance negativa del 5.5% che porta la crescita complessiva in quattro anni a 10.6%; tradotto in soldoni poco più di 5.500 Euro di utile.

Siamo di fronte ad un rendimento annuo di poco superiore al 2.5% annuo, rendimento già al netto di commissioni su ETF e negoziazione, ma lordo fiscalità. Al netto del fisco rimaniamo comunque ancora sopra al 2% annuo.

La sequenza delle performance annuali diventa quindi la seguente:

2015: +5.9%

2016: +5.6%

2017: +4.6%

2018: -5.5%

Felice del progresso acquisito dopo quattro anni, non certamente soddisfatto visto che rimaniamo al di sotto del 4% obiettivo. Il portafoglio è comunque ancora “acerbo” in termini temporali avendo davanti almeno altri 15 anni prima di completare il  piano di investimento che ho programmato.

Il 2019 comincia quindi con un pò di ribilanciamento a favore dell’azionario, dove possibile e senza incidere troppo sui costi,

Il problema del 2018 è che praticamente tutte le asset class hanno perso valore.

Siccome in rete si fatica a trovare un riepilogo di performance dei principali ETF acquistabili da un investitore italiano in Borsa ho pensato di allegare una tabella ad uso e consumo di tutti i lettori. Ognuno potrà prestare più attenzione a quello che preferisce. Ho comunque messo dentro tutto ciò che serve per costruire un portafoglio con prodotti obbligazionari aperti e coperti dal rischio cambio.

Tornando al mio portafoglio di investimento di Archeowealth possiamo dire che il mercato azionario (e l’obbligazionario emergente) hanno sottratto valore in modo più consistente; l’obbligazionario investment grade, per un mix fatale di leggero rialzo dei rendimenti, costi dei prodotti e costi di copertura dal rischio cambio, non ha saputo creare a sua volta quel valore che ci si aspetterebbe dalla cosiddetta decorrelazione. Unica eccezione la componente inflation linked globale il cui progresso è stato generato dal contributo positivo del cambio.

Non troviamo motivo per apportare cambiamenti significativi all’asset allocation attuale che ci pare ben posizionata per una (speriamo) ripresa dei mercati azionari nel 2019.

Al momento la composizione del portafoglio completamente investito in ETF è per il 60% a replica fisica, il resto sintetica per mancanza di ETF ad accumulazione quotati sul mercato italiano.

Il 60% dell’investimento è rappresentato da ETF con capitalizzazione superiore ai 500 milioni di Euro, il resto è compreso tra 100 e 500 milioni.

L’80% degli ETF è ad accumulazione. Quelli a distribuzione sono stati utilizzati per mancanza di prodotti adeguati su certe asset type e sono risultati utili per incrementare la componente azionaria che nel 2018 ha subito una decurtazione di valore.

Come ripeto sempre (a beneficio dei nuovi lettori) ecco il disclaimer finale. Questo è il MIO portafoglio e NON il VOSTRO. Qui dentro ci sono i miei obiettivi e non i vostri. Qui dentro c’è la mia propensione al rischio e non la vostra (che non conosco).

Questo portafoglio non è replicabile semplicemente perchè calza a pennello sul mio profilo di investitore. Anche voi dovrete cercare di costruire (o farvi aiutare da un consulente preparato) un’asset allocation  che miri a realizzare nel corso del tempo i vostri obiettivi. Quando vi sentirete tranquilli di stare sul mercato con quel tipo di investimenti, beh allora avrete raggiunto la pace dei sensi dell’investitore di buon senso.

Buon investimento a tutti.

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6 risposte a "L’Asset Allocation di ArcheoWealth (Update 4°trimestre 2018)"

  1. Erreffe 7 gennaio 2019 / 14:53

    il piu grande insegnamento che viene da questo post è la calma, l’accettazione di quello che ha o non ha ritornato il mercato, naturalmente il ribilanciamento e proseguimento del piano nel lungo termine..molto bene

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      • Erreffe 8 gennaio 2019 / 1:04

        ho avuto dei buoni insegnamenti 😉

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  2. Lore 8 gennaio 2019 / 8:59

    Come passa il tempo, già 5 anni che seguo questo blog.

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  3. Raffaele 9 gennaio 2019 / 23:11

    Non condivido molto l’obbligazionario globale coperto….secondo me ha senso quando il sottostante ha una solo valuta di riferimento

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    • archeowealth 9 gennaio 2019 / 23:14

      Tieni conto che più della metà sono Dollari americani, il resto Yen, Sterline, Euro e poco altro. Cmq non vedo grandi differenze tra coprire una singola valuta ed una paniere di valute.

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