Vanguard sbarca in Italia: #1 la nostra recensione su Vanguard FTSE All World ETF

Con il classico suono della campanella che accompagna ogni esordio in Borsa, venerdì a Piazza Affari Vanguard è sbarcata in Italia presentando 19 ETF. Da oggi anche l’investitore italiano potrà investire i propri soldi con Vanguard.

Di seguito trovate la lista dei 19 nuovi ETF che la società americana ha deciso di far esordire in Italia. Sono 15 ETF classici a replica passiva a 4 a gestione chiamiamola attiva o a “fattori”.

Il timing della società americana è eccellente. Veniamo da un 2018 di performance dei fondi a gestione attiva pessime. Da fine marzo la MIFID2 permetterà a ciascun investitore di ricevere dal proprio intermediario una comunicazione contenente i costi riepilogativi sostenuti sugli investimenti. Il piacere della scoperta che temiamo questa volta non sarà tale.

Leggi anche: Quanto del vostro rendimento si perde in costi

Per quello che riguarda gli ETF a replica passiva Vanguard ha deciso di coprire gli indici più classici.

Quali sono gli ETF quotati da Vanguard?

Si parte con lo S&P500 americano, il FTSE100 inglese e poi Azionario mondiale, Azionario mondiale High Dividend, Azionario mondiale solo paesi sviluppati, Asia Pacifico ex Giappone, Europa, Emergenti, Giappone. Questi sono gli indici FTSE replicati da Vanguard che ha deciso perciò di non utilizzare il classico provider di indici azionari MSCI.

Lato obbligazionario troviamo la replica passiva di indici Bloomberg Barclays su Corporate 1-3 America, Corporate Bond America, Emerging Market Bond, Treasury Bond, Eur Corporate Bond e Governativi Eurozona.

Per chiudere 4 ETF factor rispettivamente investiti su Value, Momentum, Min Volatility e Liquidity.

Cercheremo di analizzare nelle prossime settimane gli ETF che a nostro modo di vedere possono essere inseriti in un portafoglio non troppo complesso ma in grado di coprire tutte le principali asset class. Cercheremo anche di capire meglio le caratteristiche dell’offerta del mega player americano e soprattutto le differenze rispetto alla concorrenza.

Ecco la lista dei nuovi ETF di Vanguard.

Prima di analizzare l’ETF che abbiamo scelto per questo primo appuntamento di recensione, vogliamo ricordare la Caratteristica con la C maiuscola che contraddistingue Vanguard rispetto agli altri player di mercato.

Chi è Vanguard?

Vanguard non è una società quotata in Borsa, non è posseduta da altre società private. Vanguard è una società i cui azionisti sono gli stessi fondi ed ETF e quindi gli stessi investitori.

E come vengono remunerati gli azionisti? Gli utili che Vanguard non destina ad investimenti o formazione o marketing o altro ancora vengono utilizzati per ridurre i costi degli stessi prodotti.

Chi investe in un fondo indice o ETF Vanguard viene quindi ripagato attraverso la riduzione del costo dello stesso prodotto nel corso degli anni. Basti pensare che il costo medio dei prodotti Vanguard è sceso nel 2018 a 0.11%.

Una delle citazioni più celebri di Jack Bogle si incastra perfettamente in questa filosofia.

Ipotizziamo che il mercato ritorni un rendimento annuo del 7% per 50 anni. Se otteniamo il 7%, 1$ investito si trasforma in 30$. Se invece otteniamo il 5%  (7% meno il 2% di costi retrocesso annualmente all’industria finanziaria), otteniamo un risultato di 10$, sono 10$ contro 30$. Mettiamo sul piatto il 100% del capitale, ci prendiamo il 100% del rischio e otteniamo il 33% del rendimento!

Capito perchè Bogle ha sempre infastidito la potente lobby finanziaria?

Sotto questo punto di vista Vanguard può tranquillamente avvalersi della qualità di essere una delle società finanziarie con il maggior allineamento di interessi propri con quelli della clientela.

Valeva la pena sottolineare quella che forse è la differenza più importante rispetto agli altri operatori. Certamente le masse, la capacità di gestione, del controllo del rischio, la ricerca, sono solo alcuni degli elementi che rendono i prodotti di Vanguard molto competitivi; sono però elementi collaterali alla caratteristica di centralità del cliente indicata prima.

Recensione #1: Vanguard FTSE All World ETF

Questa settimana abbiamo deciso di esordire con l’analisi del Vanguard FTSE All World Index, un azionario mondiale per eccellenza che dovrebbe trovare spazio in ogni portafoglio di investimento. Qualche critica però ci sentiamo di muoverla verso la scelta della società americana di quotare questo tipo di prodotto.

Per chi volesse vedere l’ultimo factsheet disponibile può cliccare qui.

L’ETF All World investe in società di larga e media capitalizzazione del mondo sviluppato ed emergente. Le società presenti all’interno dell’indice sono 2900 spalmate su 47 paesi. In questo modo viene coperto oltre il 90% della capitalizzazione mondiale di borsa (a differenza del MSCI ACWI che copre circa l’85% della capitalizzazione mondiale)

La replica è fisica al 100% ed in caso di prestito titoli Vanguard retrocederà il 100% del ricavo all’ETF quindi a beneficio degli investitori.

Leggi anche: Il prestito titoli negli ETF

Secondo il factsheet al 31 dicembre che abbiamo trovato in rete l’esposizione a settori ed aree geografiche è la seguente

Fonte Vanguard

Notiamo subito la presenza di Cina (3.3%) e Korea (1.6%) tra le prime aree geografiche dove naturalmente svettano gli Stati Uniti sopra al 50%. Qui notiamo una differenza con gli indici Msci All Country World che ad esempio trattano la Korea da paese emergente, mentre l’indice Ftse lo considera sviluppato. Non a caso la Korea la ritroviamo nell’altro fondo azionario mondiale lanciato da Vanguard, il Developed World.

Tornando al nostro All World, possiamo dire che l’ETF è abbastanza equilibrato a livello settoriale se non per quel 21% di peso sul settore finanziario (al 17% nel Msci All Country World). Non sono presenti cap nè di settore, nè di paese.

Le spese correnti dichiarate sul KIID sono di 0.25% per anno. Dopo i primi scambi su Borsa Italiana possiamo dire che lo spread medio tra denaro e lettera è di circa 0.20%. Naturalmente a questi costi si aggiungono quelli di negoziazione.

Leggi anche: Come scegliere il giusto ETF parte I e Come scegliere il giusto ETF parte II

La bravura dei gestori di Vanguard la si percepisce nella capacità di produrre un rendimento, seppur molto risicato, di qualche punto base superiore a quello del benchmark. La qualità dell’ottimizzazione della replica ed il domicilio irlandese (con relativi vantaggi fiscali) due elementi che giocano a favore di questo risultato.

Il campo di gioco è quindi quello dell’azionario mondiale compresi i paesi emergenti. Se vogliamo trovare ETF quotati a Milano con replica dell’indice MSCI All Country World, in termini di costi compete solo l’ETF di UBS, mentre distanti anni luce sono Xtrackers e Lyxor.

(Esiste anche l’ETF di SPDR che investe su MSCI ACWI IMI; spese correnti di 0.40% e replica a campione come Xtrackers ma con capitalizzazione decisamente più bassa).

fonte JustEtf.com

Se però consideriamo i 2,2 miliardi di Dollari di capitalizzazione dell’ETF di Vanguard il fondo di UBS esce letteralmente annientato (con Lyxor ed Xtrackers che capitalizzano comunque solo un decimo di Vanguard).

fonte: JustEtf.com

Vedremo nei primi giorni di contrattazione lo spread tra denaro e lettera, ma non sembrano esserci molti dubbi circa il fatto che un portafoglio semplice che vuole coprire il mercato azionario mondiale con un solo strumento può tranquillamente fare affidamento sullo strumento di Vanguard.

Non tutto è positivo però.

Un elemento che ci fa storcere il naso è la quotazione dell’ETF in classe a distribuzione (almeno questo è quello che si desume dal KIID). Questa scelta non ci piace per motivi di efficienza finanziaria e fiscale. Incassando trimestralmente un piccolo dividendo un investitore medio piccolo tende a procastinare il reinvestimento del dividendo (che spesso e volentieri si perde poi nelle spese quotidiane e non viene reinvestito) riducendo il beneficio della capitalizzazione composta.

Leggi anche: Investite il più possibile in prodotti ad accumulazione dei proventi

Il secondo aspetto negativo è quello legato all’anticipo di fiscalità. Pagare l’imposta del 26% sul dividendo ogni tre mesi non è finanziariamente efficiente per chi vuole rimanere investito nel lungo periodo con questo strumento. Questo anticipo all’Erario riduce inevitabilmente il montante sul quale lavorerà la capitalizzazione composta negli anni futuri.

Leggi anche: Fiscalità una zavorra poco considerata

Speriamo che i vertici di Vanguard Italia correggano presto il tiro.

Nella prossima recensione parleremo di un ETF obbligazionario decisamente interessante e dai costi molto contenuti, il Vanguard Emerging Market Government Bond.

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Non sono, quindi, un’offerta o un invito a comprare o a vendere titoli.

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19 risposte a "Vanguard sbarca in Italia: #1 la nostra recensione su Vanguard FTSE All World ETF"

  1. Giovanni 19 gennaio 2019 / 13:15

    Se guardiamo il costo di gestione annuo, non sarebbe ancora più conveniente utilizzare uno di questi due etf world indicati sotto? Rispetto a quello di Vanguard che ha un ter dello 0,29% che vantaggi/svantaggi ci possono essere? Grazie

    – AMUNDI INDEX MSCI WORLD UCITS ETF DR (C) ter 0,18%

    https://www.amundietf.it/privati/product/view/LU1437016972?xtnp=1&xtcr=4

    – iShares Core MSCI World UCITS ETF ter 0,20%

    https://www.ishares.com/it/investitore-privato/it/prodotti/251882/ishares-msci-world-ucits-etf-acc-fund

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  2. lastlord84 19 gennaio 2019 / 13:16

    Se guardiamo il costo di gestione annuo, non sarebbe ancora più conveniente utilizzare uno di questi due etf world indicati sotto? Rispetto a quello di Vanguard che ha un ter dello 0,29% che vantaggi/svantaggi ci possono essere? Grazie

    – AMUNDI INDEX MSCI WORLD UCITS ETF DR (C) ter 0,18%

    https://www.amundietf.it/privati/product/view/LU1437016972?xtnp=1&xtcr=4

    – iShares Core MSCI World UCITS ETF ter 0,20%

    https://www.ishares.com/it/investitore-privato/it/prodotti/251882/ishares-msci-world-ucits-etf-acc-fund

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    • explowealth 19 gennaio 2019 / 13:50

      Attenzione stiamo giocando su due campi diversi. L’ETF di Vanguard costa 0.25% anno ed investe a livello mondiale emergenti compresi. Il confronto può essere perciò fatto con gli ETF aventi come sottostanti il MSCI AC World.
      Quelli che indichi tu investono nel Msci World che gli emergenti non li comprende. Anche Vanguard ha un ETF che si chiama Developed World e che investe in maniera più o meno simile (c’è la Corea che ad esempio non c’è nel Msci World). Il costo in questo caso è di 0.18%. In questo casose vuoi una esposizione agli emergenti devi aggiungere un ETF dedicato.

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      • Giovanni 19 gennaio 2019 / 15:08

        OK capito, sono indici diversi, uno solo paesi sviluppati, l’altro comprende anche gli emergenti.
        A questo punto mi permetto di chiedere una cosa: perché non fate un bel confronto tra il Vanguard FTSE All-World High Dividend Yield ed il Xtrackers Stoxx Global Select Dividend 100? Io, come molti altri, da tempo ho quest’ultimo in portafoglio e mi chiedo se possa essere valido sostituire l’Xtrackers col Vanguard, così da abbassare il ter da 0,50% a 0,29%.

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  3. lastlord84 19 gennaio 2019 / 15:10

    Grazie della risposta! Quindi sono indici diversi, uno solo paesi sviluppati, l’altro comprende anche gli emergenti.
    A questo punto mi permetto di chiedere una cosa: perché non fate un bel confronto tra il Vanguard FTSE All-World High Dividend Yield ed il Xtrackers Stoxx Global Select Dividend 100? Io, come molti altri, da tempo ho quest’ultimo in portafoglio e mi chiedo se possa essere valido sostituire l’Xtrackers col Vanguard, così da abbassare il ter da 0,50% a 0,29%.

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    • archeowealth 19 gennaio 2019 / 21:54

      Prendiamo nota. Nelle prossime settimane abbiamo intenzione di recensire altri ETF Vanguard

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  4. readerhead 19 gennaio 2019 / 23:40

    Grazie del prezioso aiuto, siete quasi un servizio pubblico.
    Da una prima analisi superficiale, i costi di gestione degli etf vanguard non mi sembrano più convenienti della concorrenza; l’unica cosa che mi fa vacillare è la filosofia che c’è dietro, particolarmente rivolta agli interessi dell’investitore.
    Un saluto, e complimenti

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    • explowealth 19 gennaio 2019 / 23:55

      Grazie a te troppo buono.
      Sui costi ormai sono tutti allineati, sulla filosofia non c’è storia, ma credo anche sulla sostenibilità nel tempo. Tanti piccoli providere di ETF non so se fra 10 anni saranno ancora fra noi.

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  5. Stefano 20 gennaio 2019 / 11:44

    Grazie come sempre per gli ottimi articoli.
    Interessante in particolare il confronto tra gli indici MSCI World e MSCI All Country World, essendo quest’ultimo quello da confrontare con il FTSE All World replicato dall’ETF di Vanguard.
    Rimango da tempo dell’idea che per l’investitore non troppo esperto uno strumento fondamentale (che manca) sia una vera e propria “mappa grafica” dei vari indici, e dei relativi rapporti (questo contiene questo, questo interseca quest’altro, e così via), che renderebbe molto più semplice all’occhio non esperto capire se il proprio portafoglio è completo e bilanciato, o se al contrario esclude delle Asset Class, o magari le duplica inutilmente con più ETF.
    Purtroppo non ho mai trovato nulla del genere, nemmeno sullo specializzatissimo “Just ETF”; non so se voi siate a conoscenza dell’esistenza di qualcosa del genere.
    Faccio da ultimo notare che Just ETF per ora non include nè l’indice “FTSE All World”, nè gli ETF di Vanguard.
    Saluti

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    • explowealth 20 gennaio 2019 / 18:50

      Non mi risultano mappe del genere. Sono d’accordo sul fatto che sarebbe utile, ma temo che la selva di prodotti a replica passiva rendano l’attività alquanto ardua. Su JustETF non si vede il nuovo ETF di Vanguard perchè credo partito solo venerdì. Vediamo se appare questa settimana.

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  6. RAFFAELE 21 gennaio 2019 / 12:07

    buongiorno.grazie per il vostro prezioso articolo. Vi prego di approfondire la conoscenza di prodotti Vanguard che adottino anche un ribilanciamento automatico dell’esposizione in azioni e bonds? vorrei chiedere L’efficienza finaziaria di avere prodotti hedged con un attuale costo di copertura cosi’elevato?

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    • explowealth 21 gennaio 2019 / 23:08

      Penso ti riferisci ai target date che non credo siano quotati neanche in Germania.
      Per quello che riguarda i prodotti hedged ti consiglio la lettura di questo post
      https://investireconbuonsenso.com/2015/02/22/ha-senso-investire-in-prodotti-a-duration-hedged/ e questo
      https://investireconbuonsenso.com/2014/12/22/coprire-il-cambio-sugli-investimenti-obbligazionari-crea-valore/

      Avewre prodotti a cambio coperto serve soprattutto per abbassare la volatilità di un portafoglio. Nel lungo periodo non c’è grande differenza di performance con quelli a cambio aperto, lo dimostrano numerosi studi accademici.

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      • daniela 24 gennaio 2019 / 10:57

        Ciao, grazie per l’articolo, la notizia è molto interessante!
        Il fatto che la maggior parte degli ETF Vanguard quotati in Italia sia in USD non è quindi rilevante secondo te?

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      • archeowealth 24 gennaio 2019 / 20:02

        Gli ETF hanno una valuta di denominazione in Usd, il NAV è in Usd, ma la divisa di trattazione è EUR. In pratica quando vai su Borsa Italiana tu compri l’ETF in Euro, poi chiaramente il rischio di cambio a tuo carico è in USD. Questo vale per la maggior parte degli ETF che investono a livello internazionale salvo che non sia presente la dicitura Eur hedged. In quel caso compri in Eur un ETF sempre denominato in Usd ma che il gestore copre dal rischio cambio con operazioni a termine. Spero di averti chiarito il concetto.

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  7. daniela 25 gennaio 2019 / 11:04

    Grazie, ora è chiaro!

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  8. Stefano 30 gennaio 2019 / 22:58

    Buonasera. Mi chiedevo se questo ETF potesse sostituire l’arcinoto IShares Core MSCI World in un portafoglio che, causa un investimento economicamente limitato, sia per forza limitato anche nel numero di ETF (e quindi nei relativi ribilanciamenti).
    Supponiamo un portafoglio molto semplice che investa per il 50% in IShares Core MSCI World, e per il 50% in iShares Euro Aggregate Bond; utilizzando al posto del primo l’ETF di Vanguard qui recensito, non si riesce a coprire anche il mercato dei paesi emergenti, aumentando così ulteriormente la diversificazione? O vi sono potenziali svantaggi?

    Grazie.
    Saluti e buon lavoro.

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    • explowealth 30 gennaio 2019 / 23:15

      Con pochi prodotti preferirei il Vanguard anche se quello stacco cedola…
      Comunque pazienta un paio di settimane perchè faremo un confronto ishares msci world core vs vanguard devel market

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  9. Claudia 11 febbraio 2019 / 10:19

    Buongiorno. Grazie per il servizio che offrite. Una domanda: sulla piattaforma Fineco vedo che l’ETF Vanguard Developed Europe ha la dicitura: “dividendo distribuito 0,14”, mentre ETF Vanguard All World, alla dicitura “dividendo distribuito” segnala “-“. Vuol dire che quest’ultimo non distribuisce e reinveste automaticamente i dividendi (che è quello che preferirei)? Grazie!

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    • explowealth 11 febbraio 2019 / 22:15

      La stessa dicitura dividendo distribuito – la trovi ad esempio di fianco all’ETF Usd Treasury Bond che però è sicuramente a distribuzione.
      Come vedi dalla descrizione del ETF All World compare la sigla DIS che sta appunto per fondo a Distribuzione di dividendo. Se guardi la descrizione degli ETF Global Value e Global Liquid Factor hanno ACC, ovvero accumulazione. Questi non staccano dividendo.

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