Vanguard sbarca in Italia: #3 la nostra recensione su Vanguard Ftse All World High Dividend Yield ETF

jack bogle

Dopo la  recensione sull’ETF Vanguard All World, questa settimana proseguiamo il nostro viaggio all’interno dei prodotti a replica passiva recentemente quotati in Italia dalla società fondata da Jack Bogle.

Come investire negli ETF di Vanguard è noto alla maggior parte dei  lettori. Basta inserire un ordine di acquisto su qualsiasi piattaforma di trading online o comunicare le proprie intenzioni all’addetto titoli di una banca.

Capire però in che cosa si investe quando si compra un ETF Vanguard è tutto un altro discorso. Proprio su questo ci concentriamo anche oggi analizzando un prodotto azionario mondiale specializzato in società ad alto dividendo.

Recensione #3: Vanguard USD Ftse All World High Dividend Yield ETF

Vanguard Ftse All World High Dividend Yield fa parte della batteria di 19 ETF lanciati a metà gennaio dalla casa americana su Borsa Italiana.

Il prodotto ha una capitalizzazione superiore ai 500 milioni di Dollari, la più alta degli strumenti rientranti in questa categoria quotati a Milano. L’indice che viene replicato dall’ETF di Vanguard è il FTSE All World High Dividend che altro non è che un sottoindice del FTSE All World commentato in questo precedente post.

Novità assoluta per il mercato italiano l’indice Ftse All World High Dividend replica l’azionario mondiale con una percentuale compresa tra il 9 e il 12% di investimento in società appartenenti a paesi emergenti.

Nel caso dell’ETF di Vanguard notiamo subito una caratteristica alquanto particolare per chi utilizza la replica fisica a campione. Il numero dei titoli in portafoglio è infatti di 1406 (al 31 dicembre 2018), leggermente superiore ai titoli presenti nell’indice benchmark. I titoli sono tutti large e mid cap, mentre sono escluse le small cap.

Quello di investire in un numero di azioni così ampio fa parte di quel grado di autonomia che si prende il gestore e che, come vedremo in seguito, ha fornito un eccellente risultato nel corso degli anni.

Tornando all’esposizione geografica domina naturalmente l’America con un peso del 30/35% (decisamente meno però rispetto all’All World tradizionale) seguito da UK (10-12%) e poi Giappone (5/7%). A livello settoriale si conferma lo sbilancio sul settore finanziario che rappresenta quasi un quarto del portafoglio. A seguire consumer goods, health care e energy con percentuali superiori al 10%.

Anche se in molti pensano che gli ETF sono destinati ad essere sempre perdenti nei confronti del benchmark, Vanguard è un classico esempio che fa ricreder circa la valenza universale di questo assunto. Seppur di pochi punti base infatti il Vanguard All World Dividend Yield ETF è riuscito negli ultimi 5 anni a sovraperformare l’indice.

Merito  della qualità dell’ottimizzazione del portafoglio, ma merito anche della domiciliazione in Irlanda che offre indubbi vantaggi fiscali. Il tracking error (la differenza tra rendimento lordo dell’ETF e rendimento del benchmark) negli ultimi 3 anni è stato di 0.07%, un risultato eccellente.

costi dollari

L’ETF Vanguard All World Dividend Yield è il più conveniente della categoria con  spese correnti di 0.29%.  Naturalmente altri fattori vanno ad incidere sul costo finale dell’investimento; commissioni di negoziazione e spread bid ask sono alcuni dei più importanti. Dopo le prime settimane di scambio possiamo dire che tra chi vende e chi compra esiste mediamente uno spread di 0.20%.

Come di vede dalla tabella successiva l’ETF di Vanguard è il più conveniente del lotto, ma le diversità di indici replicati rende piuttosto differenti le performance. In 3 anni la differenza tra il più costoso Xtrackers Global Select 100 e il fondo di SPDR Aristocrats è di oltre 6 punti percentuali.

Fonte JustEtf.com

Vanguard si mette nel mezzo, ma oltre alla differenza dell’indice sottostante,  rispetto soprattutto a SPDR notiamo un elemento che crediamo potrebbe essere considerato come criticità. Se SPDR con i suoi modelli Aristocrats segue linee di selezione titoli ben precise che mirano a premiare la qualità, il fondo di Vanguard non valuta la capacità delle società comprese nel paniere di produrre dividendi sostenibili.

Leggi anche: Azioni ad Alto Dividendo, una strategia veramente vincente?

Questo permette a società quotate che pagano dividendi elevati in rapporto ai prezzi di entrare nel paniere pur con una qualità di bilancio un po’ deficitaria. Se infatti il prezzo di un’azione scende in modo consistente o se la società decide di pagare dividendi particolarmente elevati al proprio azionista, il dividend yield sale molto in alto rendendo la società un candidato ideale per questo ETF.

Se quindi dovessimo mettere a confronto la qualità dei titoli presente nel paniere del SPDR Aristocrats con quelli di Vanguard siamo abbastanza certi che SPDR vanterebbe una qualità superiore.

Vanguard cerca comunque di rimediare a questo difetto mettendo un cap al peso di ogni società posseduta, ampliando al massimo la diversificazione del paniere.

Leggi anche: Il senso della diversificazione

L’ETF è a distribuzione di dividendi trimestrale come la maggior parte degli ETF di questa categoria con una preponderanza all’interno del portafoglio di titoli value. Il rapporto prezzo utili/medio a fine dicembre 2018 era di poco superiore a 11 mentre il dividend yield risulta del 4.3%. L’ultimo factsheet è reperibile qui.

Ricapitolando.

  • Il costo più basso della categoria
  • Ottima capacità di replicare l’indice (ed anche di batterlo)
  • Diversificazione di società azionarie molto elevata

  • La ricerca dell’alto Prezzo/Dividendo porta ad uno scadimento della qualità dei titoli in portafoglio.
  • Elevata concentrazione su settore finanziario

Appuntamento alla prossima recensione.

Leggi anche: Vanguard sbarca in Italia: #1 la nostra recensione su Vanguard Ftse All World High

Vanguard sbarca in Italia: #2 la nostra recensione su Vanguard Emerging Market Gov. Bond

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Non sono, quindi, un’offerta o un invito a comprare o a vendere titoli.

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3 risposte a "Vanguard sbarca in Italia: #3 la nostra recensione su Vanguard Ftse All World High Dividend Yield ETF"

  1. bierlollo 30 gennaio 2019 / 7:08

    Personalmente continuo a preferire il Spdr arist global. Però adesso abbiamo un’alternativa in più.

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    • Investiresereni 2 febbraio 2019 / 19:10

      L’SPDR Arist GLobal mi sembra anche più equidistribuito geograficamente ( circa 21% USA ,20% Europa Occ, 18% Canada e 10% UK) ovvero meno esposto agli USA rispetto al Vanguard.

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