Storia dei bond americani in 100 secondi

  1. Tempo, Cronometro, Orologio, Ora, Minuto

Da alcune settimane gli analisti di Age Italia che curano il rapporto Forex Portfolio, stanno pubblicando una serie di approfondimenti molto interessanti su come investire in titoli obbligazionari in Dollari (qui trovate un esempio).

I focus sono stati effettuati sui cosiddetti titoli steepener che scommettono sull’inclinazione della curva dei rendimenti, sui TIPS indicizzati all’inflazione e sui titoli a tasso fisso su svariate scadenze.

Oltre ad analizzare l’andamento delle curve di rendimento sottostanti e del Dollaro americano,  a presentare  suggerimenti operativi con titoli ed ETF utili a replicare questi tipi di investimento (soprattutto TIPS, tasso fisso e floating rate), gli analisti hanno prodotto dei back test molto interessanti.

In poche righe vengono elencati rendimenti, volatilità, drawdown e tante altre interessanti statistiche di lungo periodo che coinvolgono uno degli investimenti più liquidi al mondo.

Naturalmente il rapporto di Age Italia è a pagamento e su questo blog non possiamo riprodurre integralmente i contenuti per ovvie ragioni di diritto d’autore. Su gentile concessione di uno dei curatori di Forex Portfolio condividiamo però volentieri alcuni spunti interessanti relativi ai back test.Cominciamo dai TIPS, ovvero i titoli indicizzati all’inflazione.

Leggi anche: Siete sicuri che i TIPS vi proteggono sempre dall’inflazione?

Il rapporto ha messo a confronto questi titoli indicizzati nel (periodo 2001 – 2018) con i titoli a tasso fisso (TNote) a 10 anni e con un portafoglio bilanciato 50% TNote decennale e 50% TIPS.

back test tips

In termini di CAGR (tasso annuo di rendimento composto) i TIPS hanno battuto sia il tasso fisso tradizionale che il portafoglio bilanciato con minore volatilità. Il rendimento al netto dell’inflazione è stato del 2.59% annuo. A differenza però degli altri due portafogli (tutti a correlazione negativa), il TIPS ha vantato una correlazione zero con i mercati azionari. In termini di performance annuale il TIPS è risultato positivo nel 65% dei mesi contro il 56% del TNote.

Altra analisi è stata condotta sui titoli a tasso fisso americani su tre scadenze diverse, 5, 10 e 30 anni. Qui l’orizzonte temporale è più ampio (40 anni).

back test tf scadenze

Le scadenze lunghe hanno permesso a 10 mila $ di diventare in questo arco temporale 262 mila con un tasso di rendimento annuo composto del 8.3% che al netto dell’inflazione si riduce a 4.6%. Un punto abbondante sopra il rendimento offerto da un titolo a 5 anni.

Questo il lato positivo della medaglia. Naturalmente le scadenze lunghe risultano più volatili e rischiose in periodi di tempo più ristretti. L’investimento in Tbond trentennali ha subito infatti un massimo drawdown del 23% contro il -10% del Treasury a 5 anni. La volatilità di quasi l’11% (contro il 6% del 5 anni) è decisiva nel far pendere la bilancia del rapporto rischio rendimento a favore di un investimento più breve in termini di durata. Il rendimento per unità di rischio espresso dallo Sharpe Ratio (http://www.morningstar.it/it/glossary/127992/Sharpe-Ratio.aspx ) è infatti più elevato sulla scadenza a 5 anni (0.45).

Il rapporto prosegue anche con un’analisi di portafogli mixati tra loro per scadenze. Combinazione di bond a 2-5-10 anni (laddering) oppure 2-30 anni (barbell) ed ancora il 5 anni che alla fine, combinando i fattori di rendimento e rischio, esce ancora molto bene confermandosi un buon compromesso per investire sull’obbligazionario in modo costante.

Leggi anche: La tecnica della scala per i bond

Leggi anche: Barbell, una strategia di buon senso per i prossimi anni

Numero, Cinque, 5, Numerica, Alfabeto

Buona scelta quella di  investire su un normalissimo tasso fisso a 5 anni, scelta però non esente  da rischi visto che i primi 10 drawdown storici vanno dal -4.2% al -10.7% confermando come anche i bond non sono porti sicuri al 100% in archi temporali di 12-24 mesi.

Naturalmente questo estratto che vi abbiamo presentato e che ha richiesto più o meno 100 secondi del vostro tempo di lettura, è parziale.

In un arco temporale così lungo le medie hanno sì un certo valore, ma nascondono periodi più o meno prolungati con correlazioni, rendimenti e volatilità diverse da quelle storiche. Tutte informazioni che si possono comunque ritrovare all’interno dell’analisi di Forex Portfolio e che possono essere utili a chi pianifica la costruzione di portafogli di investimento con orizzonti temporali piuttosto lunghi.

Siamo consapevoli che la curva dei rendimenti europea è piuttosto avara di rendimenti in questo momento, ma ribadiamo, come facciamo sempre per l’azionario, che anche l’obbligazionario va affrontato in modo globale per poter raggiungere il massimo grado di efficienza ed efficacia dell’investimento.

Buon investimento.

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2 risposte a "Storia dei bond americani in 100 secondi"

  1. gm 20 febbraio 2019 / 21:38

    Buongiorno, seguo con interesse gli articoli sui TIPS e T-NOTE, volendo però acquistare titoli di questo tipo, Fineco me lo impedisce non essendo provvisti di documento KIID.

    Indagando ho capito che ciò deriva da un’interpretazione piuttosto restrittiva della normativa MIFID: voi sapete indicarmi un modo per un investitore privato per acquistare questi titoli?

    Grazie

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    • archeowealth 21 febbraio 2019 / 21:43

      Vero per alcuni titoli, ma non per tutti, l’acquisto dovrebbe essere inibito per mancanza di KIID del titolo. Solo i clienti professionali possono operare. Obiettivamente non so quali titoli sono coinvolti, ma posso dire che il Treasury 3.125% 2044 è acquistabile senza problemi. Credo comunque che una richiesta al servizio clienti Fineco su quali sono i titoli sui quali non si può operare potrebbe essere opportuna.

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